Castlevania Lords of Shadow 2 [Recensione]

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Piattaforme: PC(giocata)/360/PS3 Data di uscita: 28 febbraio 2014

Nell’ormai lontano Weakly Hobbit #138, Alteridan vi portava le sue impressioni della demo di questo gioco. Io qualche mese fa ho finito e giudicato il primo capitolo. Tra i vari impegni sono riuscito a concludere la saga solo di recente. Ci troviamo di fronte ad un seguito che migliora il primo o no?

Prima di addentrarmi a parlare di Lords of Shadow 2, vorrei spendere una singola parola sul capitolo portatile uscito per 3DS e poi rifatto in HD su console e PC. “INSIGNIFICANTE”. Detto questo, concentriamoci su Lords of Shadow 2.

La redenzione

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Credo che questa sia l’unica struttura moderna con un minimo di personalità

 

Il finale del primo Lord of Shadow ci faceva vedere un Dracula nel mondo moderno, risvegliato e debole. Costa sta succedendo? L’indebolimento del principe delle tenebre dei secoli ha dato coraggio ai discepoli di Satana che sono pronti a riportarlo nel mondo. Dracula l’ha già sconfitto una volta e dovrà farlo di nuovo, alleandosi con vecchi nemici. Di per se l’incipit della storia è buono e si riesce ad intravedere un lato umano di Dracula ogni volta che ha a che fare con i suoi ricordi e con la sua famiglia, ma la struttura narrativa è scarna, le cutscene sono noiose a morte e raramente portano da qualche parte ed i dialoghi sono schietti, banali e approfondiscono poco. Se il primo Lords of Shadow aveva le narrazioni pre-capitolo che davano la prospettiva di cosa fare, qui ci troviamo con un’opera più monca. Andando spediti, senza pensare ai collezionabili e giocando a difficoltà normale la si completa in 9 ore, più un altro paio dedicate al DLC Revelations, che ci mette nei panni di Alucard. Malgrado il nome altisonante, questo DLC è solo un piccolo retroscena precedente all’inizio del gioco principale, non rivela nulla di particolarmente importante o necessario, come invece erano i DLC del primo Lords of Shadow.

Un colpo da maestro

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In Revelations, Alucard lotta con una spada invece che della solita frusta

Il gameplay è lo stesso del predecessore grossomodo. Abbiamo un gioco che alterna fasi di attraversamento di scenari 3D a combattimenti contro mostri. Il protagonista ha a disposizione come arma una frusta, attacchi singoli ed ad area e due magie, che in questo caso forniscono a Dracula due armi diverse: la spada del vuoto per attaccare e rigenerare vita ed i guantoni del caos per rompere le difese avversarie. Il potenziale per creare una buona varietà di combo c’è, ma è tenuto a freno dal voler legare le armi secondarie a barre di magia non facilmente riempibili durante il combattimento. L’unico modo per farlo infatti è attaccare i nemici ripetutamente senza mai farsi colpire con l’arma base. Questo genera dei globo di energia che vanno assorbiti per ricaricare le armi secondarie. Esattamente come il primo episodio. Solo che in questo caso, avendo due armi diverse e non solo un’aura colorata, sembra un po’ uno spreco, specialmente per chi come me non è molto bravo. Il gioco cerca di invogliare l’uso di combo varie usando un sistema di maestria: mano a mano che si usa una tecnica questa raggiunge uno stato di “maestria”. Mano a mano che si migliorano le tecniche in questo modo, si potenzia l’arma associata. Questo ha un duplice effetto: da un lato invoglia a cambiare mosse spesso, dall’altra cambia repentinamente l’utilità di alcune tecniche. Questo ovviamente per chi è interessato a raggiungere alta maestria. Giocando a normale è una meccanica largamente ignorabile ed ininfluente nel prosegui del gioco. I nemici ed il numero di boss sono inferiori a quelli del primo capitolo ed in generale sono meno ispirati. In particolar modo la battaglia finale, molto più scialba rispetto alla mirabolante boss fight finale del primo.

La parte di attraversamento è stata anche lei alleggerita rispetto al primo capitolo. I puzzle sono inesistenti, le sezioni di attraversamento più lente. Ai Puzzle sono stati sostituite alcune sezioni stealth, dove Dracula dovrà non farsi beccare da dei tizi armati fino ai denti…. si è illogico come sembra. Fortunatamente non sono molte all’interno del gioco e sono abbastanza veloci da portare al termine. La struttura del mondo invece di essere lineare come il primo, ci troviamo di fronte ad un gioco alla metroidvania, cioè con mappa esplorabile liberalmente con determinati passaggi valicabili sono con determinate abilità che il protagonista acquisirà nel proseguo della trama. Solo che il gioco fa un pessimo uso della feature. L’obiettivo è sempre indicato e, malgrado si capisca che andare un po’ a zonzo nelle ambientazioni porti a scoprire potenziamenti e collezionabili, l’idea che ci si trovi di fronte ad un gioco aperto non è chiarissima. Le ambientazioni si dividono tra la città moderna ed il castello di Dracula, ora diventato una specie di eldritch location. Se il maniero del vampiro è come sempre magnifico ed ispirato, l’ambientazione moderna è di un anonimo stupefacente e deprime non poco. Inoltre non c’è moltissima varietà, anche qui il primo episodio della saga faceva di meglio.

Purtroppo, ogni aspetto del gioco tranne il combattimento fa un passo indietro rispetto al precedente capitolo. Ci si diverte a tratti, il resto sembra troppo un “lavoro”. Passabile.

Voto 6/10

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