Grind Café #22: Box Of Blood, Free Toy Inside! (PARTE 2)

La sezione "Extra" del Box Of Blood. Non vi è già barzotto?

La sezione “Extra” del Box Of Blood. Non vi fremono le mani all’idea?

Il primo numero in due parti del Grind Café giunge alla sua conclusione, ed infatti oggi diamo un’occhiata ai rimanenti film del boxset Box Of Blood, scovolando ciò che è rimasto sul fondo di questa scatola di junk food, di roba a basso costo ma comunque sovraprezzata a prescindere, ed incredibilmente non roba di dominio pubblico.

Mi piacerebbe dire che questa è l’epica conclusione della saga, ma francamente ho fatto una faticaccia a vedere questi ultimi due film, ma l’ho fatto per voi! Sebbene sia un soggetto interessante il sottobosco dei film horror low budget, lo è più da parlarne che da vederlo, e questo boxset ne è un perfetto esempio!

Ah, se non avete letto la prima parte, a fine recensione assegno un voto di sorta, Edibile o Immangiabile, che si spiegano da soli. Ma basta preamboli, parliamo dei film!

Blood Sabbath logo

Anno: 1975
Titoli Alternativi: Yyalah
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 26 minuti
Regia: Brianne Murphy

Tornando a parlare di questa raccolta, vi voglio ricordare che io ho pagato questo film 25 centesimi circa. E come i precedenti film trattati, la qualità video è quella di un transfer da VHS rozzo, tanto vale dirlo ora per non tornarci più sopra, idem per l’audio, che è giusto un filo meglio rispetto a precedenti 2 film.

In questo caso vi parlerò del film descrivendovi subito i primi 5-10 minuti. Si parte, via!

Tizio va in giro con la sua roba e la sua chitarra, viene spruzzato di birra da gente dentro quel minivan hippy stile Scooby Doo, una del minivan gli mostra le tette e va via. Lui si accampa in un posto (senza sapere chi è e perchè fa quel che fa), si sveglia, ed una orgia lesbica…. succede nelle vicinanze. Il tutto prima di giungere al 5 minuto.

Poi le lesbiche (che presumo fossero quelle viste nel minivan), lo assaltano vestite di pelo pubico e poco altro, lui si libera dalla loro presa, fugge, ma colpito da un pessimo montaggio inciampa in una pietra, sviene, e viene svegliato dolcemente da una ragazza in tunica bianca (ed una palese parrucca) che come emerge dal lago.

Ed è qui che la trama abbandona ogni senso comune, con lui che invece di scappare, tornare indietro a riprendere la sua roba od altro, chiede a questa in tunica se tornerà, e risviene per essere svegliato da un vecchio con il crocifisso attaccato al collo, che parla con il ragazzo e ci permette di scoprire che è un reduce del Vietnam.

Francamente, non è che il resto della trama meriti di essere discussa in dettaglio, visto che come la brevissima sinapsi vi dice, dopo questo ragazzo cade vittima di una congrega di streghe, belle ma malvaggiche e sadistiche. E gran parte dei dialoghi merita altrettanta discussione, cioè nessuna.

blood sabbath it's not a wig, i swear

Ma ci sono cose che non mi aspettavo di vedere in un film sulle streghe, cioè una sezione in un villaggio messicano (introdotta da un orribile taglio della pellicola che vi spara musica messicana senza preavviso nelle orecchie), che serve più per fare padding a questo film che neanche raggiunge i 90 minuti comunque, e per sentire un prete urlare come un ossesso all’improvviso, ed un pupazzo voodoo venire punzonato e sanguinare.. perchè non avere i soldi è una cosa, fare scene del genere un’altra, nessuno ve lo aveva chiesto. Se non lo sai fare qualcosa, non lo fare. Non devi per forza.

Per il resto, c’è quello che vi potreste aspettare da un film del genere: tanti tette (complete di capezzoli, cosa non sempre ovvia per film horror americani) e culi femminili anni 70, perchè….streghe e credenze che le fatture malefiche si dovessero far meglio nudi come bachi ed urlando come idioti, e perchè da sempre ogni scusa è buona per nudità e danza liturgica femminile.

E spero vi piacciano visuali irritanti che fanno uso dei filtri video come un’infante al suo primo video, accompagnato dallo sghignazzare da strega stereotipato e continuo quando queste sono a schermo… anche se sembrano nudiste sceme più che streghe. Ed un personaggio principale stupidotto che chiede davvero ad un prete “come mi libero della mia anima per stare con questa ragazza che è senz’anima?”. Il finale… è stranamente un “happy ending”, circa, perchè non dovrebbe, ma si vede che gli ultimi 10 minuti sono stati scritti alla buona, visto che il confronto finale con la malvagia strega a capo della congrega dura tipo 30 secondi, giusto perchè in qualche modo lei doveva morire e sto film del cazzo raggiungere una qualche conclusione.

La cosa più degna di nota è la presenza di Dyanne Thorne (meglio nota per il suo ruolo di Ilsa Delle S.S.) nei panni della regina delle streghe, ma non basta a redimere un film noioso come questo, in cui prima di vedere sangue (il pupazzo del prete non conta) e viulenza sacrificale – in un film chiamato “Blood Sabbath” – ci vuole un’intera ora (in un film che non dura neanche 90 minuti), riempita con padding, personaggi con il Q.I. di un sasso, dialoghi insipidi e stupidi che a volte sono ripetuti assieme ad effetto eco giusto per essere più irritanti, danze liturgiche e gente che urla a caso ed ammesso vi sveglia un po’ dal torpore, oltre a farvi voler tirare un ceffone allo schermo.

Blood sabbath dyanne thorn and a priest walk into a bar

E ci sono anche incoerenze notabili od almeno momenti confusionari, nello specifico una scena verso la fine che spoilererò perchè tanto questo film non lo vedrete (spero di no, almeno): la strega regina chiede al ragazzo di portargli la testa del prete, cosa che il ragazzo fa. Il problema è che prima nel film la regina delle streghe stessa aveva punzonato una bambola voodoo del prete finchè non sanguina. Io pensavo che fosse già morto allora il prete, ma la richiesta perde moltissimo il suo impatto se il prete era già morto, e credo fosse morto perchè viene trovato senza testa già su una specie di lastra tombale.

…. ecco, penso di poter davvero scrivere uno script migliore di questa gente, od almeno uno che rileggo per evitare puttanate del genere, roba imbarazzante anche per studenti di cinema alle primissime mani. Maronna.

Commento Finale

Concludendo, puoi inserire quanti cespugli pubici e anni 70 vuoi, ma quando hai fatto qualcosa di così noioso e stupido – neanche “divertente-stupido”, ma stupido e basta – , non c’è scusa che tenga, e neanche quel pezzo di gnocca di Dyanne Thorne può dare qualcosa in più a questo lento ed apatico film.

Blood Sabbath é leggermente più professionale come prodotto rispetto ai precedenti film del Box Of Blood, ma conta qualcosa davvero questa constatazione? No, non cambia nulla, perchè già a mezz’ora di film incominciano a non poterne più, forse mi sono trascinato più a vedere questo che Silent Night Bloody Night, che era stato difficilissimo da venere fino alla fine.

Lasciate perdere, e non prendetevi la briga di vederlo per poi dimenticarvelo, ci sono molti altri film per cui potete usare 90 minuti del vostro tempo. Non datevi neanche il tempo di vedere se pesa meno di un’oca, e dategli fuoco direttamente!

Immangiabile.

Death Screams logo

Anno: 1982
Titoli Alternativi: House Of Death, Night Screams, The House Of Death
Nazione: Stati Uniti
Durata: 1 ora e 21 minuti
Regia: David Nelson

Ultimo film del Box Of Blood, e trovo gioia nel fatto che per la conclusione, per la coda del boxset non si siano presi neanche la briga di mettere un film con la parola “Blood” nel titolo, come se fosse un termine desueto e difficile da trovare nel genere horror. Voglio dire, tanto comunque nessuno di questi film ha un collegamento tematico, anche tenue, o qualsiasi logica di

La trama di Death Screams è forsa la più semplice e banale dell’intero pacchetto, la più tipica, se volete: adolescenti del luogo decidono di passare una notte sul fiume per limonare, ignari del fatto che proprio in quel punto ci fu un doppio omicidio qualche giorno prima. E siccome il killer è un coglione, è ancora lì, e decide di inseguire il gruppo ed uccidergli tutti, perchè altrimenti questo film non esistererebbe.

Se non altro, ci vogliono solo due minuti per vedere qualcuno morire…. e dirò solo “morire” perchè non si capisce bene chi o cosa gli ammazza o pugnala, solo che ad un certo punto due piccioncini iniziano a sanguinare dalla bocca ed urlare, e poi cadono nel fiume. Bell’inizio?

Stavolta voglio subito parlare del filler, perchè è ovvio che film del genere ce l’hanno, anche se non raggiungono manco i 90 minuti (come abbiamo già visto in precedenti recensioni). La domanda è: che tipo di filler può avere questo film? La risposta è quello che chiamerò “filler americano vintage”: gente che beve birra, un ragazzino che cerca di rubare un numero di Hustler da un giornalaio e viene ripreso dallo sceriffo ciccione che prontamente confisca e da un’occhiata al giornaletto porno lui stesso, fiere di contea, vecchine pruriginose che si lamentano di “come ai miei tempi..” e cose alquanto ordinarie.

Death Screams classic smut

Nulla di particolarmente odioso ed irritante, ma la trama incomincia ad apparire timidamente solo a 19 minuti, punto in quale mi accorgo che la sinapsi sul retro del boxset (che ho riportato in toto sopra) è fallacea, perchè l’assassino arriva dal nulla e potrebbe benissimo essere un’altra persona rispetto a quella che ha ucciso i due tizi nell’intro, ed chiunque sia responsabile del retrocopertina ha assunto che fossero la stessa persona, cosa che il film immagino vorrebbe facessimo noi, ma non puoi assumere qualcosa e darlo per dato di fatto.😄

Visto che le vittime non sono solo quelle del gruppo di ragazzi protagonisti, ma anche personaggi minori che vengono uccisi o colpiti a caso in posti diversi dal fiume e che potrebbero benissimo essere uccise da un altro killer, e senza nessuna logica di fondo comunque.

E per tornare in argomento, il film se la prende alquanto comoda prima di arrivare a qualcosa, intramezzando filler con qualche breve scena in cui vediamo i cadaveri dei tizi dell’intro, per poi tornare a gente che cazzabubbola al luna park, perchè non possiamo far succedere qualcosa davvero prima di 45 minuti, ci vuole set up al set up, secondo questo film, o meglio, la durata globale va gonfiata per arrivare a più di un’ora di pellicola.

Sia chiaro, anche se è vero che ci vuole molto prima di vedere i protagonisti andare sul fiume per venire accoppati dal killer, il film si prende il tempo per caratterizzargli… non bene, sono stereotipati ma non sono personaggi odiosi, sono stereotipi fatti in maniera simpatica, gradevole, specialmente il classico burlone del gruppo che ad un certo punto fa anche un’imitazione di Bela Lugosi.😄

Solo che non ho bisogno di vedergli fare l’intero giro della Gardaland texana da due lire o vedere la gag del biker zoppo che si avvicina al chiosco dei baci per vedersi rifiutato più volte in modo diverso. Anche se il film ha un senso dell’humour gradevole, come quando decidono di andare in un cimitero per raccontarsi storie di fantasmi ed uno fa una farsesca messa satanica con la torcia attaccata alla maglia per fare l’effetto di luce che viene dal basso.🙂

Death Screams night shot

Ad essere precisi, si potrebbero anche dire che il film “non inizia” se non dopo 50 minuti, quando si devono rifugiare dentro una casa abbandonata attigua al cimitero, Per quanto riguarda il killer e le uccisioni, sono roba tipica, come frecce, coltellate, ed il killer esiste solo come visuale in prima persona, quindi potrebbere esserci il Duca dietro tutto questa.

Non aspettatevi nulla di particolamente truculento, visto che poi in alcuni casi le uccisioni avvengono fuori campo, con il personaggio morto in qualche modo ritrovato dagli altri, nulla di particolamente grafico, ma nulla che mi senta di criticare nel dettaglio, visto che il killer (presumendo che sia uno solo) non ha nessuna particolare motivazione di accoppare nessuno, a parte una che scopre i corpi dei due personaggi di inizio film, ma non quella che si allontana dalla fiera per mettersi la fascia.

Alla fine il killer si mostra, fa intendere che ce l’abbia con una persona in particolare (rendendo tutte le altre uccisioni totalmente superflue) ed è un personaggio che non è mai stato presentato prima di allora, credo, hanno tutti quella cazzo di capigliatura angelica tipica degi tardi anni 70/inizio 80 e devo ammettere che a parte il burlone del gruppo, facevo un po’ fatica a distinguere i personaggi maschili gli uni dagli altri.

Inoltre c’è un’ovvia “aringa rossa”, Casey, un tizio inquietante ed un po’ ritardato che segue a volte la protagonista ma non così inquietante, più timidone che altro visto che scappa di continuo, e che sembra più un dimenticato comico italiano che il possibile killer.😄 E cosa a caso come una che entra in casa ad un personaggio per sedurlo, e venire rifiutata, senza che lui sia troppo incazzato sul fatto che gli abbia invaso casa in primis.

"Aringa rossa" o comico italiano? A voi la scelta!

“Aringa rossa” o comico italiano? A voi la scelta!

Se non altro, il film ha una fotografia migliore del previsto, con alcuni scatti notturni atmosferici ed una musica adeguata ad impostare il tono, ma anche alcuni tagli davvero pessimi e bruschi, e musica che diventa inappropiatamente incalzante ed alta quando non succede nulla che lo meriti davvero. C’è un finale, con il killer ferito e poi ucciso con due colpi in testa (che poi esplode) dallo sceriffo, perchè è un film americano, ce ne fottiamo delle leggi, e alquanto bruscamente credit roll finale di 3 minuti con i corpi dei cadaveri uccisi vicino al fiume sullo sfondo…… Ok.

Commento Finale

Death Screams è un film davvero, davvero generico, uno slasher tipo per filo e per segno, e non credo di doverlo dire, ma sì, non è affatto un buon film, sebbene sia forse il miglior pezzo dell’intero Box Of Blood, che non è propriamente un complimento, ma va riconosciuto.

Anche se la dice lunga, visto che questo è uno slasher fatto con lo stampino, con trama davvero riassumibile in “un pazzo maniaco insegue ed uccide adolescenti in una piccola cittadina”, prevedibilissimo, e pur essendo lungo solo 1 ora e 20 minuti, spende parecchio del suo tempo in filler di vario tipo, tipo troppo tempo in cose irrilevanti alla trama, ed i personaggi sono abusati clichè del genere, come lo sceriffo obeso, quella che vuole scopare con tutti, il burlone del gruppo, etc.

Death Screams the cemetery funtime hour

Ma a sua difesa i clichè sono clichè simpatici, a cui gli amanti del genere potrebbero essere affezionati, ed alcuni sono gradevoli, come i personaggi che non sono originalissimi ma non sono neanche volutamente resi più spregevoli ed odiosi, sono solo normali teenager dell’epoca, e va ammesso che il film ha un senso dell’umorismo e non si prende mai troppo sul serio, ha una leggerezza che lo rende più guardabile del previsto. Anche se il gore non è chissà cosa.

Alla fine è quello che sarebbe giusto aspettarsi, è uno slasher di serie D, low budget ed in un certo senso destinato a boxset del genere, poca roba, ma nel suo piccolo simpatico e decisamente guardabile, cosa non ovvia visto altri film in questa raccolta che mi facevano venire un pò voglia di assaggiare la canna di una pistola e vedere se c’era un po’ di nocciola nel grilletto.

Non lo consiglio comunque, a meno che non siate grandi divoratori di film horror (slasher, soprattutto), e vogliate buttare via 80 minuti per poter dire “l’ho visto”. Potreste vedere di peggio.

Edibile.

Ed è tutto per il Box Of Blood, se mi passa per le mani un altro boxset simile, potrei replicare, a presto!

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