Break di Ferragosto

Hola, come potreste immaginare (avete letto il titolo, sì?) oggi non c’è nessun articolo, ed il blog farà una piccolissima vacanza e ritorneremo il 17 di agosto con una piccola sorpresa.

Fate quello che volete, drogatevi, bevete, etc., ma passate un buon ferragosto!

Non so cos’altro dire, e per mancanza di idee migliori, vi lascio con un’immagine a caso di Animal Crossing: New Leaf, buon ferragosto!

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Earth Defense Force 2: Invaders From Planet Space PS Vita [RECENSIONE]

EDF 2 Invaders From Planet Space

Sì, ancora EDF! EDF! EDF! EDF! EDF! Ed EDF!

Stavolta affrontiamo l’episodio per PS Vita, Earth Defense Force 2: Invaders From Planet Space, che già dal titolo infonde il suo amore per quella fantascienza retrò che omaggia a piè sospinto.

Questo in realtà non è un titolo inedito, ma un porting/remake del secondo episodio della serie (come il titolo implicherebbe), uscito anni fa su PS2 sotto il titolo di Global Defence Force, ed inedito in america fino ad ora (il che è strano), ma portato nel vecchio continente. Misteri del marketing (circa). Leggi il seguito di questo post »

[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] One Piece: Pirate Warriors 2 PS3

[EXPRESSO] Lights Out (2016)

lights out locandina

Basato sull’omonimo corto del regista David F. Sandberg, Lights Out è un film che non sarebbe difficile sottovalutare, visto che la premessa gioca con uno degli elementi più “banali” del genere horror: la paura del buio. E la premessa del film è altrettanto “semplice”: un entità oscura segue i membri di una famiglia, specialmente la madre, ma presto anche gli altri capiscono che l’entità è tutt’altro che inventata, e l’unica cosa che la può fermare è la luce.

Lo so, non sembra davvero nulla di che come film a giudicare dalla premessa, sembra troppo semplice. Ma questo è un ottimo esempio di come l’esecuzione sia importante, perchè Lights Out utilizza gli elementi essenziali dell’horror, sì, ma lo fa benissimo, calibrando i silenzi per far sì che quando accadono urli od attacchi del mostro siano feroci e rapidi, con un’ottima atmosfera ed ottimi jump scares.

C’è un ottimo sound design, ed inoltre la storia ha un po’ più del previsto, con una backstory inquietante a sufficienza sulla creatura e personaggi sorprendemente umani e simpatetici, cosa non sempre ovvia. È rinfrescante avere personaggi ben caratterizzati e non stupidi, e c’è anche del dramma familiare che oltre ad essere ben fatto ha un senso nella trama generale.

La creatura stessa è un buon esempio di come il film funzioni così bene, perchè questa è davvero un’incarnazione della paura primitiva dell’oscurità, della paura apparentemente infantile ma così radicata, e questo è un film che non si limita a “sapere le basi”, ma a dimostrare che “semplicità” non è “sciattume”.

La mia maggior critica è il calo di atmosfera e di tono che accade alcuni momenti, che davvero camminano la sottile linea tra brevissimo momento comico voluto ed affatto non volontario.

Ma diciamo che non è un caso se James Wan abbia voluto produrlo. 🙂

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Hyper Light Drifter [Recensione]

hyper light drifter

Piattaforma: PC (giocata) PS4, Xbox ONE Data di uscita: 31 marzo 2016 (PC) 26 giugno 2016 (consoles)

Realizzato da Heart Machine dopo un kickstarer da 600k $ di fronte a 27k richiesti, Hyperlight drifter si presenta come un gioco d’azione/avventura del periodo a 16 bit ed è probabilmente il miglior gioco indie di quest’anno.

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[EXPRESSO] Heavy Metal Tennis Training iOS

Heavy Metal Tennis Training

Il titolo mi ha attirato, lo ammetto, sembrava deliziosamente stupido.

Ed effettivamente il gioco è quanto scritto sull’etichetta, cioè uno in cui vi allenate a tennis, non mi aspettavo Virtua Tennis, ancor più quando il titolo usa quello stile di grafica pixellata tipica di titoli indie fatti con Unity (sebbene questo ne usi una versione personalizzata, apparentemente).

Per rendere “METAL!” un’attività mondana come questa, oltre ad un omino vestito ammodo come tennista, dovete colpire le palle di fuoco lanciatevi da malvagie macchine lanciapalle e cercare di respingerle al mittente per distruggere la macchina e passare alla successiva, presumo finchè ce la fate, o morite per aver preso una palla di fuoco, che appena vi tocca è game over.

È tutta questione di tempismo, che onestamente anche dopo molte partite continua a sfuggirmi, mi posso prendere un po’ di colpa per un senso del ritmo non perfetto, ma in più di un caso ho visto il personaggio non respingere la palla anche se avrebbe dovuto, solo perchè ero in ritardo di qualche microsecondo. La cosa buona è che il gameplay non è orribile, e vi viene voglia di ritentare più volte per vedere se fare un po’ meglio e provare a capire il tempismo richiestovi dal gioco.

Come potreste immaginare è free-to-play, ma vi permette di acquisire partite vedendo una pubblicità, aspettando tempo, e se volete potete pagargli per non dover star dietro alle vite/gettoni, non è particolarmente manipolatore a riguardo.

Oltre ad un paio di personaggi sbloccabili (tra cui la regina Elisabetta), non è che ci sia altro in questo titolo, è solo una sfida all’high score, ma francamente dubito l’idea avesse gambe più lunghe di queste. Per quello è che, Heavy Metal Tennis Training è un simpatico modo di passare il tempo in treno, ok, ma nulla di seminale.

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Grind Café #22: Box Of Blood, Free Toy Inside! (PARTE 2)

La sezione "Extra" del Box Of Blood. Non vi è già barzotto?

La sezione “Extra” del Box Of Blood. Non vi fremono le mani all’idea?

Il primo numero in due parti del Grind Café giunge alla sua conclusione, ed infatti oggi diamo un’occhiata ai rimanenti film del boxset Box Of Blood, scovolando ciò che è rimasto sul fondo di questa scatola di junk food, di roba a basso costo ma comunque sovraprezzata a prescindere, ed incredibilmente non roba di dominio pubblico.

Mi piacerebbe dire che questa è l’epica conclusione della saga, ma francamente ho fatto una faticaccia a vedere questi ultimi due film, ma l’ho fatto per voi! Sebbene sia un soggetto interessante il sottobosco dei film horror low budget, lo è più da parlarne che da vederlo, e questo boxset ne è un perfetto esempio!

Ah, se non avete letto la prima parte, a fine recensione assegno un voto di sorta, Edibile o Immangiabile, che si spiegano da soli. Ma basta preamboli, parliamo dei film! Leggi il seguito di questo post »

[ANISURGE!] Redline

Ghostbusters (2016) [RECENSIONE] The Internet Spook

Ghostbuster 2016 locandina

Sigh.

“guerrieri della tastiera” a parte che l’avrebbero odiato a meno che non avesse curato la loro lebbra (o mancanza di rapporti orali), devo dire che non ero particolamente ben predisposto, perchè come ho scritto su facebook in 2/3 occasioni (potevo farci un editoriale, volendo, ma non meritava secondo me), le prime impressioni erano pessime, e citando me stesso:

“Sembra un altro remake dall’aria cinica e fatto dagli studios per spremere le mammelle nostalgiche di molti fan della serie (dopo averle titillate per il decennio e passa di development hell dello sfumato Ghostbusters 3) è un “bonus”, e tutt’altro che roba nuova per l’industria cinematografica, è lo standard nel caso ve lo foste comodamente scordati. “

E certamente c’erano diversi segnali a far intuire che sarebbe stata una mossa puramente cinica, visto che poco prima dell’uscita è apparso anche un videogame tie-in, che pare sia una pila di merda, nulla di nuovo visto che c’è l’Activision di mezzo. E no, Ratchet & Clank non conta perchè era il film ad essere il tie-in del remake/reboot della serie, almeno a livello qualitativo. Leggi il seguito di questo post »