Soundtrack (2014) [RECENSIONE] | Ossessioni Di Genere

soundtrack-2014-locandina

NOTA: Questa recensione è già apparsa su Centraldocinema.

Con Soundtrack torniamo nel cinema che parla di sé, cinema di genere, per la precisione quello del thriller erotico. Paolo e Linda – tecnico del suono lui ed attrice emergente lei – si spostano in un piccolo paesello assieme, e gli viene data una piccola casa sperduta ma vicina ad un antico teatro, utile visto che lei inizia là le prove di uno spettacolo teatrale incentrato su un rapporto di coppia ambiguo e morboso., non prima di essere osservata e fotografata da un misterioso individuo, mentre Paolo cresce sempre più geloso vedendo le attenzioni del registra verso Linda, tanto che incomincia a confondere realtà ed illusione, sempre più ossessionato da lei, fino a limiti estremi….

É una tipica ma efficace storia di gelosia, possessione, vouyerismo ed amore torbido che degenera fomentato dall’ossessione, qualcosa “di genere” come si usa dire, ma ben fatto. Il maggior problema sono i dialoghi, non orribili, ma son fin troppo eloquenti, troppo diretti per indicare in che direzione volgerà la vicenda, ed in questo sono “aiutati” dal fatto che l’ambiente del teatro ed i ruoli ambigui dati a Linda non fanno altro che nutrire la gelosia di Paolo.

L’elemento “recitazione e realtà” è un pizzico troppo comodo per creare questa situazione tesa tra i personaggi e la crew, ed i dialoghi riconfermano spesso questa impressione. C’è però un buon accompagnamento sonoro che complimenta in maniera efficace il tutto.

soundtrack 2014 screenshot

Soundtrack ha un’ottima atmosfera (il film è girato quasi interamente in una piccola cittadina abruzzese che funziona molto bene come scenario all’azione), una buona fotografia (assieme ad alcuni inquadrature audaci), e buone recitazioni, ma sebbene l’intreccio non sia affatto banale, il meccanismo del “vero od allucinazione” che il film cerca di farvi pensare sarà rilevante per la trama… è irrilevante, visto che solo in paio di punti del film siete invitati a dubitare se quello che succede sia reale od immaginato da Paolo, uno dei quali avviene verso la fine, che è un po’ ridondante perchè, invece di farvi rivalutare e pensare se c’è qualcosa di strano che vi possa essere sfuggito (come sembra che stia per fare) serve solo a riconfermare quello che avete visto 5 minuti prima, e che pensavate per tutto il film.

C’è innegabilmente suspense, ma anche per una scelta registica iniziale, non siete propriamente tenuti sulle spine fino alla fine, capite dove vuole andare a parare la trama, ed il film sembra procedere un po’ lentamente come risultato, visto che non vi viene dato modo di dubitare su è tutto come sembra. Buon film, ma con alcune riserve.

6.5 su 10.

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