Grind Café #23: Marching Out The Zombies

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Oggi parleremo del “paradosso zombie™”, ovvero il curioso rapporto di assuefazione e nausea verso lo zombie che il pubblico moderno ha. Perchè è fuori di dubbio che ormai “mettiamoci dentro zombie” è una “trovata” così ubiqua e banale, non solo perchè praticamente sono dappertutto, dai manga ai videogames (anche in serie a caso, ciao Metal Gear Survive), nelle serie tv ed anche inseriti postumi in letteratura classica (anche se il film di Orgoglio E Pregiudizio E ZOMBIE non era affatto male).

Ed ovviamente nei film, in cui costituiscono un’enorme sotto-categoria horror da sola, da così tanto da avere una lunga tradizione e diversi registi il cui nome è ormai scolpito nella storia, nonostante l’industria cinematografica in generale guardi dall’alto il genere horror (da sempre, parliamoci chiaro).

Dicevo, nonostante ormai il mercato sia brulicante di non morti e saturo a dir poco, siamo spesso felici di vedere non-morti, anche perchè a questo punto è come infilarvi un camicione di lana tanto di casa sono gli zombie nel mondo dell’entertaiment, come dei vecchi amici che puzzano parecchio, e perchè soddisfano indirettamente un nostro desiderio narcistico.

Quindi questo è essenzialmente un episodio di felice bagordie con amici scaduti ed ubriachi, buona lettura!

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Anno: 2012

Titoli Alternativi: London Zombies

Nazione: Regno Unito

Durata: 1 ora e 28 minuti

Regia: Matthias Hoene

Blimey, un altro film sugli zombi, prendete i vostri pub e la vostra collezione di vinili!

Definire inflazionato il sottogenere o i media nel complesso del nonmorto mangiaciccia è dir poco, quindi è ormai lecito essere critici, vista la saturazione dello zombi di per sé ed un sottogenere horror non notorio per prodotti di qualità, anzi.

Se non altro Cocknies Vs Zombies (noto anche come London Zombies, questo è il titolo con cui lo hanno passato su Sky alcune volte – doppiato in italiano- e quello che userò in questa recensione) è più che onesto con lo spettatore, oltre al fattore “nomen omen” c’è una davvero accattivante sequenza di apertura molto fumettosa che francamente riesce bene nel definire il tono di quello che segue, cioè un film horror con zombi che non si prende decisamente sul serio.

La premessa è presto detta: Terry e Andy MacGuire sono due fratelli debosciati, che tirano avanti con furtarelli e lavoretti in quel di Londra, e sono malvisti per questo da loro nonno, un ex-militare che vedono spesso lavorando nell’ospizio in cui l’anziano si annoia a morte. L’ospizio sta però per essere chiuso, e volendo fare qualcosa per salvarlo e fare un piacere al nonno, decidono di recupera i soldi necessari, e per fare ciò organizzano un gruppo per rapinare una banca, i lestofanti.

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Il tutto è già reso difficile da un complice di colore fuori di testa, ma a peggiorare le cose… letteralmente capita un epidemia (causata dallo scavo che riporta alla luce un’antica tomba) che trasforma britannici cittadini in zombie affamati di cervello. Ovvio. L’obiettivo diventa quindi semplicemente salvare il culo, ed andare a recuperare il nonno e chi riescono a trovare ancora vivo prima di tentare la fuga da Londra..

E sì, non riesco a non pensare che Shaun of The Dead abbia influenzato a fare altri film con zombie inglesi, ma London Zombies non è una scopiazzatura del film di Wright-Pegg-Frost, anche se la premessa e l’ambientazione lo fanno pensare tipo all’istante. London Zombies è più un b-movie horror con un tono comico e cosciente di ciò, abbastanza da avere scene in cui c’è una gara ad acchiapparella tra un vecchio con un camminatore ed uno zombi, non riesco a pensare a qualcosa che condensi di più il tono dell’intero film.

Non c’è un grosso budget quindi non aspettatevi miracoli di make-up per zombi – anche se sono dignitosi -, e si nota che non c’era tutto questo soldo sul set anche da scene come una in cui una ragazza che sta per decapitare uno zombi con una vanga, ma poi tagliano. Ma il budget non è tutto, quando hai un cast ignoto ma accettabile (e Richard Briers), e soprattutto un tono comico e divertito da b-movie con un po’ di humour inglese che è sempre gradito. È un film stupidotto, ma lo sa e ci grazia con quei personaggi da b-movie esagerati e ridicoli ma memorabili come Mickey, matto come un cavallo e che prende a testate tutto perchè ha una placca di metallo nel cranio.

Commento Finale

Onestamente non ho moltissimo da dire su questo film, non che sia un problema, è un film semplice, non che ci sia qualcosa di sbagliato in questo, e di solito quando scrivo parecchio è su ciarpame come Le Notti Del Terrore e roba simile, quindi…

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London Zombies è uno dei quei film carini, film piccoli, non speciali, originali o superlativi, ma alquanto gradevoli, senza particolari pretese ma che non cercano di fare roba al di fuori della loro portata. Decente, anche se nulla di particolare in un sottogenere ormai saturato al collasso di film su zombi. Non è nulla che vi incito a comprare in cofanetto blu-ray + dvd o qualcosa del genere, ma se vi capita di incrociarlo su canali satellitari o di noleggiarlo o qualcosa del genere, è un discreto modo di passare un’ora e mezza. Cosa che non sempre posso dire di certa roba che recensisco su questa rubrica.

Quindi pinte in alto per Cockneys Vs Zombies/London Zombies da parte mia!

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Anno: 2013

Nazione: Stati Uniti

Durata: 1 ora e 24 minuti

Regia: Kevin King

Se devi fare un b-movie horror con gli zombi, tanto vale metterci dentro Danny Trejo, meglio come come Machete dell’omonimo film, ed è interessante quando la carriera di un attore noto per la nuova popolarità del film grindhouse lo vede anche in roba come Spy Kids. Oltre ad essere una bella parabola di redenzione quella del signor Trejo, ci ha permesso di vedere la sua faccia truce e tosta in diversi film, e non sorprende quindi di vederlo in produzioni del genere che usano attori noti in altri campi per farsi notare.

Voglio dire, con un titolo così generico per uno zombie movie (che sembra più quello di un videogame, a dirla tutta), ci voleva qualcosa in più per farsi notare, perchè se non vi avessi parlato della presenza di Trejo come star protagonista, la trama non vi avrebbe incuriosito di per sé.

Specialmente quando la premessa è un polpettone tale. Siamo in un mondo post-apocalisse zombie, questa causata da una misteriosa droga di strada nota come “Natas”. Seguiamo il titolare cacciatore di zombie che sopravvive cercando anche una personale redenzione, e fugge dal passato. Incontra un gruppo di sopravvissuti che stanno per finire armi e viveri, decide di aiutargli, ma un attacco a sorpresa dei mangiacarne gli costringe a scappare ed al cacciatore di usare tutta la sua abilità…

Perchè questo è un polpettone di trama, ma una volta ogni tanto, non disdegno il polpettone, se ben fatto. Ed un “polpettone” fiero della sua natura, perchè questo è un b-movie horror e non cerca di risultare parodico di sé stesso, ma semplicemente É in stile“grindhouse”, con quel gusto per la viulenza ed il sesso tipico del genere, anche se ci prova un po’ troppo ad emulare questo stile, perchè il film usa parecchio il filtro video violaceo/rosa per effetto retro (o filtri blu che rendono difficile vedere bene, per qualsiasi motivo) ed il far apparire a schermo il nome del personaggio appena si introduce, o lo pseudo flashback in cui un Trejo a torso nudo uccide zombi con un’ascia e musica dubstep in sottofondo, specialmente questo viene fuori dal nulla ed altrettanto rapidamente ci ritorna. Tocchi azzeccati sono l’effetto splatter con sangue che schizza anche sulla telecamera.

Ecco i vostri 10 secondi di gloria di Trejo nel film, potete non guardare il resto.

Ecco i vostri 10 secondi di Trejo nel film, potete non guardare il resto.

Una cosa che potrebbe deludervi (e lo farà) è che il personaggio di Trejo non è il titolare cacciatore di zombi, ma uno chiamato solo “Hunter”, un tosto stereotipato “bello e dannato” con occhiali da sole con fucile a pompa ed un coltello-tirapugni, che monologa su come il mondo sia spazzatura ormai (con una voce à-la Kung Fury), prende per il culo gli zombie, piace instintivamente alle donne perchè è un “bad boy “ e cose del genere. E considerato che ci vogliono 20 minuti circa prima di vedere “Machete” nel film, mi sento truffato, perchè tutto dalla presentazione, dalla sinapsi e dal titolo implicherebbe che è lui il protagonista della storia, ma non è così.

E di nuovo, capisco che senza questo trucco non avrei considerato il film, ma almeno il protagonista poteva essere più accattivante, più carismatico, anche se quello che c’è non è fuori posto in un film del genere, anzi. Non so perchè non è Trejo ad avere la parte di protagonista, seriamente, non capisco perchè, specialmente perchè non mi pare che Danny sia particolarmente schizzinoso a livello di ruoli, e non intendo essere offensivo, per niente, ma mi sembra un controsenso accaparrarsi Danny Trejo e non fargli fare la parte del protagonista in un film del genere. Sarebbe come prendere Arnold Schwarzenegger e dargli un ruolo tipo “custode di appartamento”.

Se alla luce di questo vi siete chiesti chi interpreta Trejo, beh, è Padre Jesus, ovviamente, quasi in una sorta di scambio di ruolo tra lui e Tom Savini in Machete, circa. Torneremo a parlare di lui un pochino più avanti nella recensione, tenete duro!

Oh, sì, ci sono altri personaggi, gli altri sopravvissuti, ma non sono particolarmente simpatetici neanche loro, anzi, sembrano messi nel film solo per far sembrare Hunter e Padre Jesùs più gradevoli, e sono vari stereotipi, come il ciccione stronzo che bulleggia il fratello/nipote un po’ inquietante (non ho capito bene, complice l’audio in inglese non eccelso e la mancanza di sottotitoli), quella un po’ bagascia e cose del genere. Parlerei dei loro dialoghi, ma non ne ho voglia, e vi basti sapere che Kevin King (che ha scritto il film, oltre a dirigerlo) non si è potuto esimere dall’usare la classica “i’m getting too old for this shit” (“sto diventando troppo vecchio per queste stronzate”), più di una volta, pure.

Gran frase di per sè, ma ormai abusata ben oltre il limite, e non ci sono neanche quelle belle o simpatiche frasi ad effetto, quelli one-liner che fanno film del genere, ed invece avete i personaggi parlare tra di sé e sé in voiceover, caso che fa fin troppo spesso Hunter, ma non solo lui, cosa che francamente mi aveva già stufato al quarto soliloquio interno.

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Ci vuole un po’ prima che il film sia meno narcolettico, va detto, e francamente già a mezz’ora incominciavo ad essere un po’ stufo di vedergli parlare di stronzate, e non vedevo l’ora di vedergli sparare e “coltellare” zombie e mostri a ritmo più regolare, invece di vedere scene di sesso alquanto risibili perchè è come se arrivati a metà di questo film grindhouse, gli attori non se la sentissero di simulare l’amplesso, quindi facendo roba che è quasi verginale per un film del genere, tipo mostrare i piedi di lei fuori dal letto e vedere il letto “scosso”. Non capisco, davvero.

Come quando vomitano dopo aver visto qualcosa dentro un refrigeratore, senza che lo spettatore veda un cazzo di niente, il che è un modo di dirmi che c’era il budget per un po’ di vomito. Ed intendo che probabilmente ce n’era proprio poco di budget, perchè reputo che sia vomito vero. Così come c’è poco di trama o spiegazioni su cose come l’origine della droga, o “dettagli” del genere che al film non interessano per niente, fin troppo per niente.

Ma poi finalmente (davvero finalmente, visto che ci vogliono 40 minuti) il film migliora un pelino, con Jesùs che entra in azione ed accetta zombi, perchè sono qui per quello, per vedere Trejo fare il “tosto” come sa fare lui, e ne vale (quasi) la pena aspettare per questo. Quasi perchè come inizia il momento … diciamo migliore del film, subito finisce, risultando assao insoddisfacente (e quasi da farvi urlare “Boo!” allo schermo in disgusto), e mi fa pensare che Trejo non avesse molta voglia di recitare ed agitare un’ascia contro un mostro in CGI da culo… e non gliene faccio colpa.

Francamente avrei fatto finire il film una volta che Trejo… diciamo si ruppe i coglioni di far parte del film, ma ci sono altri 40 minuti di pellicola, purtroppo. Un paio di dettagli tecnici: ho comprato e visto il dvd britannico del film (che non credo sia in commercio in italia), assai spartano di contenuti extra, od anche cose banali come sottotitoli inglesi per i non udenti, o gli stranieri in casi come il mio. La qualità video è più che decente, va detto, ma non c’è davvero nient’altro.

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Gli effetti speciali ed il gore sono una vera mixed bag: in parecchie occasioni sono decenti per un film di questo tipo, ma in diverse altre tranne sono usati effetti digitali di terz’ordine (sembrano fatti di.. culo, per dirla così) e si nota troppo, davvero troppo. Il peggiore è senza dubbio il mostro in CGI di bassissima qualità che sembra venire da una cutscene di un brutto videogame del 1996 ( il mostro davvero sembra un incrocio tra un Hunter ed un Licker di RE), e pure un aeroplano chiaramente digitale, questo assai strano perchè quando ricompare un minuto dopo, è un velivolo vero. Per quanto riguarda gli zombie in sé, fanno le solite cose, mozzicano, magnano, e se puntellati o decollati a dover, muoiono. Non molto da dire su questo argomento davveo.

Lo so che fin’ora ho scagazzato sul film in un modo o nell’altro (e non tanto per), ma non è tutto da buttare, perchè ci sono momenti, battute e gag simpatiche, come la luce rossa che arriva dal cielo quando il ragazzino apre la rivista porno (e cose come un poster di Ozombie – uno zombie movie su Osama Bin Laden, esiste, sì – sullo sfondo), la trama diventa un pelino più interessante nell’ultima mezz’ora, ed i personaggi non sono odiosi, “solo” per nulla interessanti e c’è davvero pochissimo Danny Trejo a schermo, troppo poco per metterlo in pieno rilievo sull’immagine di copertina.

E quando nel tuo film di zombi chiamato “Zombie Hunter” c’è assai poco eccidio di non-morti ed uno dei momenti più alti è l’apparizione di un clown rurale pazzo maniaco con motosega che ride come un clown (giustamente) e fa la “chainsaw dance” sai che c’è qualcosa che non va, e che non dovevi far per forza un film. E mi fa venire in mente il Dr. Salvador, il che a sua volta mi fa venire in mente che potevo rigiocare Resident Evil 4, invece.

Sul serio, i crediti finali (che hanno pure una bella traccia ad accompagnargli) e la sequenza iniziale sono molto meglio di quello che c’è nel mezzo. Il finale è una stronzata, punto e basta.

Commento Finale

Una vera delusione.

Il maggior problema con Zombie Hunter è che sebbene le sue intenzioni siano genuine, oneste e fiere, sa un po’ di “artificiale” nel come vuole essere un film grindhouse, e mi secca dirlo perchè il film ci prova davvero, con cuore, ma a volte ci prova troppo. E non so chi incolpare (il regista od il marketing), ma rimane il fatto che la copertina e sinapsi sul retro della scatola facciano pensare che Danni Trejo sia il protagonista o sia in gran parte del film, che abbia un ruolo importante, quando invece è l’esatto opposto.

Ed anche volendo lasciare da parte la truffa, il film non ha nulla di sostanziale da offrire, visto che in totale franchezza questo è un mediocre b-movie in stile grindhouse ma stranamente fin troppo pudico, ed uno alquanto disonesto perchè si vende sfruttando l’immagine dell’attore messicano per poi avere il suo personaggio così poco dentro al film, e la sua utilità a livello di trama è pure irrilevante.

Mi accanisco su questo perchè questo film sapeva benissimo di potersi vendere assai meglio mettendo “Senor Machete” in copertina, di attirare l’attenzione degli appassionati del genere, che altrimenti avrebbero cercato e visto altro invece di questo b-movie dozzinale, noiosetto e francamente privo di energia, in cui seguiamo uno stereotipo di “eroe dannato” anni 80/90 nella sua noiosa strada verso la redenzione, in cui parla affranto – ma sempre “cool” – della sua famiglia morta di cui non frega un cazzo a nessuno, se non altro perchè non vi interessa davvero nulla di nessun personaggio (a parte Padre Jesùs che “fugge” fin troppo presto), se crepano o meno.

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Da una parte non dovrei più stupirmi di come film di questo tipo riescano a fallire con premesse così comprovate ed abusate, ma d’altro canto voglio lamentarmi perchè non doveva per forza fallire, ancor più quando la trama è un pasticcio di clichè, l’obiettivo semplice (intrattenere) e poteva essere un film assai divertente. Invece il risultato è certamente stupido, tipico di un b-movie a livello strutturale, ma a cui manca la genuinità, perchè sembra artefatto senza tanta emozione od energia, anzi, il sentimento che traspare da tutto il film è “stanchezza”, cosa che ovviamente è trasmessa allo spettatore.

Cerco sempre di “spremere” il meglio da ogni film, ma roba del genere mi fa quasi preferire quelle cagatone enormi come la robaccia di Mattei, se non altro perchè fanno schifo ma sono più “interessanti” da recensire per quello e riesco a ridere di tale obbrobrio, cosa di non posso dire di noiosa quasi-mediocrità, della quale si salva solo la colonna sonora. Anche se c’è qualcosina di salvabile sono spizzichi e bocconi insignificanti, ed alla fine non me la sento di consigliarlo neanche agli appassionati, a meno che non vogliate qualcosa che vi deluda o vi faccia venir voglia di guardare un film di Rodriguez e/o Tarantino, o molti altri film horror su zombi, i quali non mancano.

Film peggiori? Sì. Vale la pena guardalo perchè “c’è di peggio”? No, perchè questo film è semplicemente inutile, un modo insoddisfacente ed insipido di passare 84 minuti della vostra vita.

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