Miscel-O-Rama #5

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* infiniti repeat della cover di Halloween Town fatta da Marylin Manson *

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1. Sunday Without God

Ammetterò, questo l’avevo infilato nella lista “tienilo d’occhio e compralo” solo per il titolo, ma se permettete un briciolo di naso per le cose interessanti ce l’ho, perchè la premessa di questa serie è alquanto curiosa, e non usa che associerei subito allo stile dei disegni.

Ai è una Custode di Tombe, un gruppo di persone incaricate di donare l’eterno riposo a coloro che non dovrebbero essere più in vita. Questo perchè il mondo è stato letteralmente abbandonato da Dio , e le persone non possono più nascere né morire, il ciclo naturale interrotto.

Il primo volume serve ad introdurre la premessa generale dell’opera, oltre a rivelare che il villaggio in cui Ai vive le ha mentito per anni, nascondendole da sempre un grande segreto, e devo dire che (almeno da quanto ho visto) è meglio di quanto pensavo, visto che non è affatto uno shonen, ma affronta le sue tematiche con fare serio, lasciando già nel primo volume (edito in italia da J-Pop) degli spunti interessanti.

Potreste volerlo tenere d’occhio. O potrebbe risultare essere sterco, ma chi lo sa?

2.La Midnight Factory

Potreste già conoscere la Midnight Factory, che di recente è emersa e si è occupata di distribuire specificamente film horror e thriller sia per l’home video che per il circuito delle sale cinematografiche, con proiezioni speciali come “Sabato Horror” l’anno scorso, in cui ogni sabato notte c’era un film horror diverso, un paio già visti al cinema, altri inediti per l’italia, come Goodnight Mommy.

Mi piace molto quello che la Midnight Factory sta facendo, e credo che lo faccia con il cuore, perchè altrimenti non metterebbe quella che è di fatto una promessa nel retrocopertina dei suoi DVD e Blu-Ray, e che subito vi mostro:

midnight-factory-la-promessa

Che altro dire, sebbene legga un po’ sarcasticamente questa promessa visto che hanno pubblicato anche The Vatican Tapes, spero che riescano a mantenerla nel tempo, e non ritrovarmi a mettere il loro benestare su qualsiasi stronzata come la Lionsgate.

3. Diversità e Mrs. Peregrine (pronta)

(sì, lo so che arrivo in ritardo al party, ma chissene)

Allora, circa un mese fa Tim Burton fu intervistato (qui il link all’intervista completa) e gli fu domandato come mai in un film con protagonisti così bizzarri e variegati il cast fosse quasi totalmente bianco come un vampiro delle nevi.

Ecco, sebbene abbia trovato la spiegazione di Burton abbastanza torturata e sghemba, visto che – sebbene abbia senso – si basa su una logica implicita che dovrebbe essere esaminata e discussa in sé invece di andare di parlarne solo quando “celebrità X dice qualcosa di non esattamente politicamente corretto”, vorrei ricordare che anche i fratelli Coen si espressero in maniera simile sull’argomento e non ci fu sto gran puzzo sulla cosa.

La cosa buffa è che sono parzialmente d’accordo con le due (presumiamo siano due) fazioni: il politicamente corretto solo per sé stesso non serve a nulla da sé, ma d’altra parte c’è il fatto che molti registi vedano la richiesta del pubblico solo come una forzatura e non come una possibile “sfida”, come se qualche pigmento influisca sulla capacità attoriale e sia davvero rilevante.

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Ma in questo caso le discussioni scaturite mi sembrano fuori posto da entrambe le parti, perchè è di Tim Burton che stiamo parlando, l’uomo che ha reso giustificato ironizzare su come essenzialmente non si muova di casa se non c’è Johnny Depp (od Helena Carter) a tenergli la mano e Danny Elfman suona il piffero in sottofondo, visto il numero limitato di attori con cui ha lavorato (e come molti di essi siano stati ricorrenti). A me piace Burton, ma siamo sinceri, non è mai stato un regista “espansivo”, per usare un eufemismo, dovrebbe essere ormai un fatto.

Domanda giusta, ma talla persona sbagliata. Ancor più quando il problema più grosso (a giudicare dalla ricezione critica americana, il film arriverà questo dicembre nelle sale italiane) pare essere che il film è di per sé un mezzo disastro, e che il cast sia una riunione di maghi del Ku Klux Klan od una cena di famiglia ad Harlem importi ben poco.

Fa quasi pensare che Burton abbi risposto così per far parlare del suo film appena uscito in america. Quasi.

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4. F. Marion Crowford: Fantasmi Erranti e Teschi Urlanti

Non parlo quasi mai di libri sul blog perchè gran parte della mia lettura è per questione scolastiche, e come studente universitario trovo difficile “accumulare” voglia di leggere cose extra dopo aver passato e continuando a passare mesi su mesi a leggere testi di studio, e non credo di essere l’unico.

Ma oggi vi voglio parlare di un libro in tono con la stagione di “Allouin”, nello specifico di Wandering Ghosts, una raccolta di storie scritte da Francis Marion Crowford, un noto scrittore del terrore con natali italiani ed un notevole catalogo di opere, molte a tema od ambientazione italiana ed adattate per il cinema.

Mi avvicinai a questo libro in maniera molto bizzarra, perchè 3 anni fa scoprii Mistery Science Theather 3000, che a sua volta mi fece scoprire un sacco di b-movie o film ridicoli, o bruttissimi, tra i quali The Screaming Skull, uno stinker come si dice in gergo, con un titolo perfettamente da b-movie, ed esilarante in maniera involontaria. Ecco, il filmaccio era basato appunto su una storia di F. Marion Crawford, il che mi incuriosì a voler vedere se la storia originale riusciva a far funzionare una premessa ridicoletta come quella (ovvero un teschio senza corpo che sembrava potersi muovere da solo ed infestare una casa, in sintesi), se poteva essere eseguita ammodo.

La trovo una buona raccolta di storie di fantasmi, e non sono esperto in questo preciso campo, ma direi che nel complesso vale la pena recuperarne una copia, anche se dovrete andare di copia importata in completo inglese (spesso leggermente antiquato), non ho trovato né visto un’edizione italiana (ma potrei sbagliarmi).

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5. Ghostbusters Il Gioco (Non Quello Nuovo)

Come era prevedibile visto tutti i segni (mancanza di pubblicità, premessa generica ed il fatto che è “apparso” quatto quatto poco prima dell’uscita del film), il recente videogame di Ghostbusters (basato sull’omonimo reboot cinematografico del film del 1984) si è rivelato essere una fumante pila di merda, e per questo distrutto da ogni sito e personalità nel business, qualcosa di veramente offensivo (molto più del film, anche se quello è il caso di un film mediocre che offese la parte peggiore dell’internet per il solo esistere, quindi…), ancor più quando fu venduto a prezzo pieno.

Quindi per farvi dimenticare di quello vi voglio ricordare che esiste un altro videogame recente di Ghostbusters, chiamato semplicemente Ghostbusters: The Videogame, uscito in diverse versioni (le versioni PS3, X-Box 360 e PC sono molto diverse da quelle PS2, Wii, e quella DS), ma delle quali è facile preferire la versione PS3/X360/PC, almeno io ho giocato quella.

Essenzialmente una sorta di action/third person shooter, il gioco vi mette nei panni di una nuova recluta del gruppo per farvi seguire il gruppo originale (doppiato dagli attori originali del film, non c’è doppiaggio italiano, e preferisco così in questo caso) che anni dopo aver affrontato Vigo (Ghostbusters 2) si riunisce per fronteggiare una nuova infestazione di fantasmi, e ritrovarsi a combattere vecchie facce, ma la trama non è affatto male ed elabora sui film non limitandosi a regurgitare i nemici classici del franchise, il che dimostra molta cura per un titolo su licenza (anche se ora lo standard è fortunatamente un po’ più alto)… non a caso visto che fu scritta da Akroyd e Ramis.

Il gioco è buono, non ottimo od incredibile, ma divertente, vi fa sentire come un Ghostbusters, è fatto con notabile cura e passione da gente a cui interessa la licenza, ed è essenzialmente una sorta di seguito ai film, il Ghostbusters III che non fu mai ed ormai non ho timore a credere non sarà mai.

Anche se per come si è comportato il fanbase verso quello che poi si è rivelato essere un mediocre reboot, non so neanche se i fan se lo meritavano quel seguito, ma di sicuro la parte velenosa e vocale dei fan di Ghostbusters (non generalizziamo) si è meritata l’attesa eterna del seguito, anno dopo anno di development hell. In ogni caso consiglio questo gioco, che può essere ormai recuperato per poco usato.

Subdoli.

Subdoli.

6. Fanservice & Pudicizia: il caso Keijo!!! (pronta)

Essendo abbonato a Crunchyroll, ricevo email ed aggiornamenti sulle nuove serie nella programmazione, e tra le novità autunnali c’è Keijo!!!! (sì, il titolo ha tipo 8 esclamativi), che essenzialmente è uno show fanservice, voglio dire, sembra che qualcuno abbia voluto fare un’anime su Dead Or Alive Extreme.

Per dire, le premesse (tradotte dalla sinapsi ufficiale sul sito di Crunchyroll) sono queste: Keijo è un nuovo sport da scommettitori per sole donne in cui le partecipanti stanno su piattaforme gallegianti e devono spingere l’avversaria nell’acqua usando solo culo e tette.

Per rispondere alle domande, sì è vero, anche se so che molti di voi mi hanno creduto subito, voglio dire, parliamo di anime, nulla è impossibile, mettiamola così.

Quindi perchè ne parlo? Di spazzatura dedicata al fanservice totale ce n’è a palate, non manca di sicuro, molti di voi lo sapranno già. Ne parlo perchè il regista ha provato a difendere le critiche/commenti che già prendevano per il culo la serie (che nel momento in cui scrivo ha un solo episodio fuori, essendo nuova), affermando che c’è un dramma sportivo, un lato più serio sotto l’apparenza.

E non dico che puoi provare a difendere la tua opinione, ma questo è un anime che ha un frame in cui anche le nuvole sono a forma di culo, abbi almeno le palle di riconoscere la serie per quel che è, un briciolo di onestà, sia perchè non siamo scemi, sia perchè questa mossa non ha nessuna utilità.

Voglio dire, il producer di Senran Kagura non ha mai provato a nascondere le comunque ovvie priorità e/o intenzione della serie, anzi, ne ha fatto uno slogan con la frase in codice “Life and Hometown” per dire “tette e culo” anche sui social media, ed almeno rispetto l’onestà intellettuale di non volersi nascondere dietro un dito. Fai quello che vuoi, ma abbi il coraggio di rimanere consistente e non approntare difese deboli dell’ultimo secondo, perchè se volevi fare un’anime sullo sport che venisse preso sul serio, non lo facevi su uno sport inventato definibile “Boob Butt Clash Tournament”.

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