After Dark DLX (ARCADE) [RECENSIONE] | For Great Justice

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Ho già parlato su queste pagine di Dark Escape 4D, quindi perchè non parlare di un’altro on-rail shooter (sparatutto su rotaie) pensato per le sale giochi, ancora meglio recensirne uno? Sì, recensiamo un cabinato arcade, cosa che volevo fare da parecchio.

Salutate After Dark, della sconosciuta compagnia cinese Universal Space (UNIS), specializzata in cabinati da on-rail shooter e varie macchine da sale giochi e parchi divertimenti, almeno a giudicare dal loro sito ufficiale.

E lo dico subito, per qualcosa del 2013 (almeno questo dice la pagina ufficiale del cabinato sul sopraccitato sito della compagnia) è imbarazzante a livello grafico, sa di pezzente fino al primo sguardo, francamente anche i capostipiti del genere vecchi ormai di 10 anni e passa rimangono meglio presentabili, nonostante i personaggi dalle spalle e muscoli così appuntiti che potrebbero fare a meno della pistola ed uccidere i terroristi e/o zombie a colpi di naso.

E trovo ironico che nella mia sala giochi locale sia messo a poca distanza dall’ottimo Deadstorm Pirates (roba Namco Bandai come il sopracitato Dark Escape 4D), perchè è un clone di questo, ed uno di quarta categoria, un perfetto esempio di una copia senza neanche metà della qualità dell’originale.

Voglio dire, ormai come genere l’on-rail shooter sopravvive nelle sale giochi e le novità sono legate a delle gimmick, visto che il gameplay è quello alle basi da sempre, ed ormai dubito ci sia spazio o potenziale in esso. Ed anche considerando che è un genere che deve fare molto poco, se comparato a titoli molto più complessi già in circolazione ai tempi d’oro del genere, ecco, After Dark deve faticare parecchio per deludere anche il giocatore più occasionale che vuole solo sparare a qualcosa con una plasticosa torretta.

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Talmente spettacolari che posso vedere parte del testo in cinese su cui è sovraimposto quello in inglese, nel trailer officiale del gioco.

Ma in qualche modo, il miracolo si compie, ed infatti questo è uno dei peggiori titoli del genere che abbia mai giocato. Il che è difficile perchè non c’è moltissimo spazio nel genere, ed i titoli noti sono quasi tutti di serie classiche che hanno fondato il genere.

Il primo problema è che il gameplay è generico, eccessivamente generico, ed anche per un on-rail shooter è aberrantemente anemico, tipo non esistono neanche dei power-up, neanche un triple-shot, NULLA. Sì, ci sono casse distruggibili contenti salute extra e gemme, ma queste ultime servono solo ad aumentare il punteggio. Tutto il gameplay è altrimenti copiato in toto da Deadstorm Pirates o Dark Escape 4D, con nemici che hanno punti deboli indicati da cerchi, e sezioni QTE in cui dovete girara il timone installato nel cabinato rapidamente per evitare danno.

E specialmente contro alcuni boss i QTE possono diventare così frustranti e difficili, richiedendo uno sforzo davvero eccessivo solo per girare il timone in quella direzione nel pochissimo tempo datovi. Sul serio, è da cazzotti nel muso allo sviluppatore.

L’unica differenza è che After Dark ha anche sezioni di guida in cui controllate direttamente la carrozza usando il timone/volante, e queste sono pessime a dir poco, con massi da evitare usando un controller che funziona come volante (anche se è letteralmente un timone, immagino fatto con pezzi simili a quelli di Deadstorm Pirates o venduti così dai manufatturieri) se afferrato come tale, e sia chiaro, funzionano ma sono riempitivo superfluo, che ritorna in altri stage in versioni ugualmente irritanti per il tempo di reazione micrognomico richiesto, o leggermente migliori in quanto potete effettivamente usare il timone per avere maggiore controllo di qualunque cosa stiate guidando, che sia un’inesplicabile nave volante od un carrello da miniera.

E davvero, quello che effettivamente c’è di diverso dallo standard di solito vi farà incazzare, come ad un certo punto del primo stage dovrete usare quella che immagino siano ampolle di acqua santa contro nemici e poi un uomo lupo gigante, ed è dire qualcosa il fatto che in questi momenti sentirete la mancanza dall’arma standard.

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Anche perchè lo sparare di per sé è poco soddisfacente, visto che la torretta/perifica ha un effetto rumble mediocre, ed il feedback audiovisivo non è soddisfacente, ancor più visto che il rateo di fuoco è lentino, e non c’è nessun power up, nulla che osi portare l’esperienza fuori dal “meglio che lavorare”. Ogni tanto il gioco vi metterà ad usare un’altra arma come un cannone ma non è molto meglio, con lenti tempi di ricarica e diversi nemici su una schermata fissa che vi lanciano massi e cose del genere, e stranamente ho notato che se colpite un masso in sezioni del genere prima vi colpisca, se c’è un altro masso subito dopo o viene distrutto o viene ignorato il danno, anche se non dovrebbe accadere.

Non ho capito esattamente, presumo sia un bug, che accolgo volentieri visti i continui colpi bassi. E se c’è qualcosa che varia un briciolo dalla routine, raramente è varietà gradevole, e quando lo è tranquilli, visto che verrà riusata, magari assieme a qualcun’altra: è come il maiale, non si butta via niente!

Il secondo problema grosso è che siccome il gameplay è anemico e noioso, si cerca di compensare con le gimmick, cioè il cabinato ha varie meccaniche per impepare l’esperienza… o meglio, una meccanica, cioè che il sedile ogni tanto si muove ed agita come se fosse su una vera carrozza a risalire montagne e passare terreni sconnessi. Anche questa diventa rapidamente più un fastidio che altro, e non è molto diverso da farvi scuotere il braccio da qualcuno per evitare che vi addormentiate. Ogni 10 secondi.

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Anzi, questa cosa peggiora l’esperienza visto quante volte succede e vi rende più difficile mirare con precisione (una cosa essenziale in un gioco in cui dovete solo mirare e sparare), l’unico momento in cui è gradevole è quando usate un cannone ed il sedile dà l’effetto rinculo. Altrimenti è solo un enorme fastidio, e credo che anche gli sviluppatori lo sapessero, visto che può essere disattivata/attivata con un pulsante sul cabinato, che però rende – in qualche modo – ancora più noioso il tutto.

Inoltre, siccome è un gioco di merda, anche se sparate ad i cerchi che appaiono sul boss prima che scompaiano (non c’è un timer, solo che più rossi diventano e più imminente è l’attacco del boss) se non lo fate in un limite di tempo non esplicitato con un timer beh, non evitate l’attacco, anche se dovreste essere in tempo a giudicare dai cerchi.

La ciliegina sulla torta è che pure pateticamente corto, con soli 3 stage nella versione base, che è anche se esiste una versione XL del cabinato con… 4 stage, sticazzi, ed ho scoperto per caso che era questa la versione nel mio arcade, perchè ha ancora il guscio della versione vecchia, il che la dice lunga sulla cura riposta in generale nel gioco. A questo proposito, tanto vale che faccia l’unico complemento che posso al gioco ora, perchè il cabinato di per sè ha una decente presentazione, devo riconoscere almeno questo.

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You have no chance to survive make your time.

MA ASPETTATE, c’è di più! Sapete come giochi del genere esistano pressapoco per essere giocati con qualcun’altro, come siano pensati per l’esperienza cooperativa in locale? Beh, After Dark è l’unico gioco del genere in cui essa è allo stesso tempo un modo per peggiorare l’esperienza ma comunque è quasi indispensabile. Non immaginavo avrei mai scritto qualcosa del genere, ma così è.

Voi conoscete uno sparatutto su binari in cui avere un amico (od essere con pollice opponibile, in mancanza di) rende l’esperienza più difficile e meno divertente? Neanch’io lo conoscevo, prima di giocare After Dark, che rema contro ogni logica innervata nel genere da decenni per nessun vero motivo.

Ancora non ci credo che il gioco deincentivi di design la cooperativa, ma così è, perchè giocando in due dovete per forza allineare lo sparo per potenziarlo e colpire i punti deboli di nemici forti e boss (di nuovo, come in Deadstorm Pirates)….mentre non dovete farlo giocando da soli, né i punti deboli/cerchi dei nemici sono più resistenti per spingervi a far mettere un credito al vostro amico e farvi dare una mano. Gli unici momenti in cui avere un secondo giocatore effettivamente vi aiuta è quando siete bombardati di nemici volanti che non telegrafano neanche molto i loro attacchi, perchè questo gioco adora continui colpi bassi del genere.

Ma francamente After Dark è molto più facile e tollerabile da giocare single player, e la cosa incredibile, la perfetta ciliegina sulla torta, è che nel livello finale pensate che il gioco stia facendo la solita finta per poi mettervi contro il vero boss finale…. ma no, semplicemente il gioco finisce, il vero boss (“the bird guy”, cito direttamente) scappa via, i personaggi lo inseguono ma festeggiano comunque per la ricompensa che riceveranno…. per qualche motivo. Sul serio, pensavo fosse uno scherzo, ma no, visto che dopo segue il punteggio finale e la schermata dei record.

E non ci sono ramificazioni o scelta del percorso dentro gli stage (che House Of The Dead III – uscito nel 2002 nelle sale giochi – aveva, giusto per ricordarvi), nulla per cui rigiocarlo e spenderci altri soldi sopra. Forse mi aspettavo troppo. Forse.

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Parliamo della storia, o meglio, della patetica scusa che vede assieme una sorta di Van Helsing, un prete ed una donna (non so cosa fa, è “donna”, ma potrei dire la stessa cosa del prete) andare a cacciare mostri per qualche ricompensa in denaro, od almeno è quello che ho evinto dai terribili dialoghi in inglese, ultra generici (come il voice acting di pino) e pieni di errori nel testo a schermo, il che mi ricorda il caro vecchio Zero Wing, ha qualche briciola di quel charm dozzinale da b-movie e la traduzione fatta con Babelfish “aiuta” in questo senso, sebbene non molto. Non che importi, alla fine.

Commento Finale

Riassumendo, definire After Dark DLX pedestre o sub-mediocre sarebbe gentilezza, perchè è robaccia, è il peggior sparatutto su rotaie che abbia mai giocato, non tanto per mancanza di originalità, ma perchè se vuoi copiare Deadstorm Pirates o Dark Escape 4D, fallo bene, e se non hai i soldi, evita di usare gimmick come mettere un sedile che vi sballonzola di continuo, il che è carino i primi minuti, ma diventa presto irritante e sembra più esistere per rendervi più difficile mirare, specialmente nelle boss battle.

Non che importi perchè abbiamo l’unico titolo del genere (almeno che io conosca) pensato per essere più giocabile da soli che in 2, nonostante il cabinato (ed il genere di per sé) sia pensato per la cooperativa locale di 2 giocatori, perchè le già frustranti boss battle e sezioni con nemici volanti sono rese ancora più frustranti dal dover allineare i vostri colpi con quelli dell’altro giocatore, cosa a cui non dovete affatto badare in single player, nel quale i vari punti deboli non sono resi più resistenti per compensare la mancanza dell’altro giocatore. Mi piacerebbe dire che sto scherzando, ma è tutto vero.

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Il che da una parte è una piccola grazia, perchè ciò eviterà a voi ed all’altro giocatore di subire questo frustrante on-rail shooter di bassa risma, a meno che non vogliate condividere il vostro martirio. Non che ci vorrà molto a vedere tutto quello che offre il gioco, con soli 4 stage (e questa è la versione Deluxe del gioco, con 1 stage in più, solo 1, sì), pochi anche per uno sparatutto su rotaie, ed un finale così brusco che arriva quando la “storia” decide di finire, anche senza una conclusione.

L’unica cosa che mi sento da aggiungere è che almeno ci sono dei “granchiestein” robotici come nemici in un livello.… e basta.

Non giocatelo, se non c’è un altro sparatutto su rotaie nella sala giochi… cambiate sala giochi per una in cui c’è Deadstorm Pirates. O giocare a qualche flipper, qualsiasi. Qualsiasi altra cosa.

Il peggior on-rail shooter che abbia mai visto o giocato, senza iperbole.

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