[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Arslan: The Warriors Of Legend PS4

Arslan The Warriors Of Legend logo

Piattaforma: Playstation 4

Disponibile anche per: X-Box One, PC (Steam)

Giocato alla/e difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Non è la prima volta che parlo di Arslan: Warriors Of Legends, visto il mio hands-on sulla brevissima demo rilasciata poco prima dell’uscita, ma nei 2 anni passati ho avuto modo di recuperarlo e di toccare con mano più della mezza missione disponibile nella fin troppo corta demo.

Koei e serie manga/anime sono notoriamente fruttuose nel partorire crossover in stile Warriors, ed infatti abbiamo questo videogame che cavalca l’onda della serie TV La Leggenda Di Arslan, a sua volta basata sull’omonimo manga di Hiromu Arakawa, che è un nuovo adattamento in forma di manga di una serie di light novel basate un antico poema epico persiano, Amir Arsalan.

Ed epico è la parola giusta, con una storia che tratta di principi, re grandiosi, fanatici religiosi e grandi battaglie in una Persia immaginaria ma comunque percorsa da crociate, alti tradimenti, con un eroe improbabile che deve compiere il suo destino e vincere nonostante tutto remi contro di lui, etc. Potete continuare voi da qui. 🙂

Arslan The Warriors Of Legend we have the anime footage, sir

Dopo una breve intro in cui ci viene mostrato il carattere molto gentile ed ingenuo del titolare principe, passiamo ad anni dopo, quando il re di Pars, Andragoras III, viene tradito in battaglia da un suo generale in combutta con i Lusitani, un popolo ossessionato dal proprio culto religioso a sterminare gli infedeli. Avendo seguito il padre in battaglia, il giovane ed inesperto principe Arslan è costretto a fuggire dal campo di battaglia con il suo fidato vassallo Daryun, ed a crescere rapidamente per formare una squadra di guerrieri, sconfiggere gli invasori (comandati da un misterioso individuo mascherato) che vogliono la capitale di Ectabana, e reclamare il suo legittimo posto come 19° re di Pars.

È una tipica premessa da fantasy, molto tipica, anche se l’elemento fantastico è assai limitato: c’è la magia e ci sono creature mostruose, ma non c’è la tipica carrellata di razze non-umane come elfi, nani, orchi e via dicendo. A parte questo, è una tipica narrazione epica fantasy, e non è tanto l’originalità (o mancanza di ) a fare storie del genere (visto gli elementi e vicende che tipicamente ricorrono nell’epica), ma è com’è narrata e come sono i personaggi, nello specifico il gruppetto di alleati che si formano attorno all’eroe impegnato nella sua missione, e l’alchimia tra loro.

Devo dire che nel complesso convince, con il principe fin troppo gentile ed ingenuo, lo stratega eccelso con aspirazioni pittoriche fin troppo ottimistiche, il bardo e ladro gentiluomo, e molti altri: è un gruppetto ben fornito e variegato, e la storia di per sé è prevedibile ma ben eseguita, non vado pazzo per l’epica, ma non nego che il termine si addica, in più di un senso.

Come dicevo all’inizo, il titolo segue l’anime e nel momento in cui scrive il titolo copre interamente quanto messo in onda, arrivando fino alla battaglia per la Fortezza di Santa Emanuela, quindi c’è una conclusione di sorta anche se la storia (per ovvi motivi) rimane aperta e verrà concluso più avanti, ma è una conclusione fatta a modo quella presente nel gioco.

Gameplay / Combat System / Controlli

Arslan The Warriors Of Legends onwards!

A livello di gameplay, vi troverete subito a vostro agio se avete giocato titoli Warriors tradizionali, perchè non ci sono molti grossi cambiamenti, ma ovviamente non è una copia del combat system di Dynasty Warriors 8. A parte il cambio di alcuni pulsanti e la schivata stile Samurai Warriors, Warriors Of Legend reintroduce il chain strike di DW 7 unendolo al cambio di armi rapido di DW 8, e mette più enfasi sul combattimento a cavallo, anche grazie all’introduzione della nuova meccanica del Mardan Rush.

Nel campo di battaglia appariranno alcune zone colorate con correnti ascensionali di sorta, ed entrando in queste potete attivare il succitato Mardan Rush, che è un assalto che coinvolge tantissime truppe ed è essenziale per distruggere ostacoli che bloccano accessi e parti della mappa, oltre ad essere utile per fare enormi catene di combo. Ci sono tre tipi di unità che potete coinvolgere, la cavelleria (che fa quello descritto sopra), la fanteria che è meno potente ma molto più controllabile, e gli arcieri che attaccano da fermi e possono dare fuoco a specifici bersagli per iniziare il classico attacco col fuoco che danneggia tutti i nemici nell’area.

Peccato che questa cosa (quindi anche il tipo di unità che usate durante il mardan Rush) sia regolata in toto dal gioco, nel senso che quando vi servirà di fare un Mardan Rush per aprire un passaggio chiuso o rimuovere un’ostacolo, il gioco farà apparire una rush zone che vi darà quello che vi serve per procedere nello stage, non ne avete controllo se non quando vi viene dato.

E se non completate il rush entro il tempo permessovi dalla barra, basta riprovare. Ma almeno siete incentivati a fare il Mardan Rush anche quando non è obbligatorio, perchè potete ottenere carte od anche ricette. Anche se sa di incredibile occasione sprecata, io mi ero immaginato di doverlo usare in battaglie contro enormi boss, come elefanti da guerra o qualcosa del genere, qualcosa di più simile a Bladestorm…. inserito in una formula meno noiosa e mortifera.

Arslan The Warriors Of Legend mardan rush

Una mancanza notabile è quella del sistema di cattura basi, non presente in questo titolo, il che mi aspettavo per la modalità storia ed il modo in cui sono strutturate le missioni, ma solitamente in questi spin-off Warriors su anime il Free Mode reintroduce il tipico sistema di cattura basi in cui dovete uccidere nemici dentro l’area della base per ridurne l’energia e farne uscire il capo a difesa di questa. Non che DOVESSE per forza avere queste caratteristiche, solo che in questo caso mi sembra una mossa di convenienza, perchè avrebbe significato dover cambiare la struttura dei livelli per permettere l’esistenza del sistema di cattura basi.

Altra aggiunta è quella della Skill Card, che ottenete ricevendo buone valutazioni dalle varie missioni/obiettivi (stile Samurai Warriors) in cui è strutturato ogni stage, e potete equipaggiarne fino a 3 alla volta, senza eccedere il carico totale massimo (lecarte di qualità maggiore “pesano” di più) per vari bonus passivi od abilità, fonderne da 5 a 10 per ottenerne una di maggiore rarità (pagando più o meno denaro per assicurarvi la maggiore o minore qualità della carta ottenuta) o rivenderle per denaro.

Ci sono anche set di carte speciali di cui potete vedere la composizione, con info dove la carta può essere lasciata dal nemico od ottenuta come bonus per aver soddisfatto obiettivi minori o secondari (e poter salvare set personalizzati di carte, se volete).

Le armi (ogni personaggio può sbloccarne di più ed organizzarne l’ordine per l’uso nello switch counter) hanno una barra della padronanza che aumenta usandole, e così facendo potete sbloccare Weapon Arts, che possono essere equipaggiate per dare effetti elementali (miasma che avvelena, vento che colpisce anche i nemici in parata, fuoco che fa danno extra dopo aver fatto volare via nemici ed acqua che rallenta i nemici affetti) a certe combo.

Oltre a questo, ci sono ricette che appaiono quando soddisfate certi requisiti (come per esempio impedire ai messaggeri di chiamare altri rinforzi) e permettono di cucinare piatti (pagando, of course) per avere boost od abilità temporanee prima di andare in battaglia, ma questa meccanica è pensata in toto per il Free Mode, visto come la modalita storia vi porta direttamente di battaglia in battaglia senza i classici menù pre-battaglia in cui vedere la mappa, gli obiettivi ed altre info.

Arslan The Warriors Of Legend gameplay

Ancora più temibile dei Lusitani sono i watermark che la funzione Share mette in automatico ai titoli Tecmo Koei.

Altrimenti non c’è molto da dire, se non che i generali ed i boss hanno uno scudo che va consumato prima di potergli danneggiare e verso metà vita i boss diventano furiosi, diventando più aggressivi e potenti, ed assieme a cose specifiche per certi boss (come elementi ambientali in cui lanciargli), rende meno mondane le boss fight, anche perchè i boss possono farvi più male del previsto, ed anche se non è difficile come i vecchi titoli (esempio il primo Ken’s Rage), dovrete parare e schivare più della media dei Dynasty Warriors. Ma i veri veterani (tra cui non mi conto, nel caso pensavaste che stessi implicando ciò) faranno meglio a giocarlo a Difficile fin da subito.

Lo story mode vi fa giocare con vari personaggi, alternando il controllo tra essi tra missione e missione ed anche più volte nello stesso stage, e com’è abitudine, i vari personaggi sono tutti differenziati, anche quando ci sono due o più arcieri (anche se è un po’ ridondante come molti personaggi hanno vari archi come arma prediletta o possono equipaggiare archi dopo un certo punto), visto che l’abilità unica di certi personaggi (che consuma un po’ della barra musou) può servire non solo ad attaccare, per esempio Elam ha un salto enorme che gli permette di arrivare in zone inaccesibili ad altri personaggi.

E cosa importante, c’è un tizio che combatte con un pennello, sul serio, quindi sapete che sarà un buon gioco. 🙂 A questo proposito, va comunque fatto notare che alcuni personaggi sembrano un filino troppo modellati su quelli di altri titoli musou, come il musico che l’abilità di creare onde come Motochika Chosokabe in SW 4, il vecchio generale di Pars con l’occhio guercio che fa molto Sakon Shima, od appunto Narsus che combatte con un pennello come Ma Dai di Dynasty Warriors.

Come ho detto, alla base è un titolo Warriors molto tradizionale, ben fatto, ma considerato che è uscito dopo Dragon Quest Heroes sembra un passo indietro, nonostante le aggiunte fatte alla formula come il Mardan Rush. E per qualsiasi motivo, pure qui gli elefanti da guerra sono deludenti, non capisco come in decenni di titoli Warriors Omega Force non sia mai riuscita a rendergli fighi ed utili/potenti come potrebbero, sul serio, come è possibile?

Stile / Tecnica / Contenuto

Arslan The Warriors Of Legend in-game cutscene

Come dicevo inizialmente, il titolo è basato sulla prima stagione dell’anime di cui usa anche spezzoni (di Koei parliamo, non si butta via niente), alternati a cutscene fatte con il motore di gioco in-game con personaggi in ottimo cel shading. La cosa strana è che le scene dell’anime sono riprese ma riprodotte più lentamente, non so se per dare l’effetto “libro” o qualcosa di simile, oppure per permettervi di velocizzare lo scorrimento dei dialoghi. È un po’ strano. Ma il fatto che tutto fluisce direttamente da cutscene varie gli fa guadagnare dei punti, perchè non è start and stop come di solito erano titoli come DW Gundam a livello di narrazione, e questo aiuta l’immersione, anche se ci sono molte cutscene (ed il gore è ridotto molto rispetto al manga) tra i momenti giocabili.

Sebbene i modelli dei personaggi siano di ottima fattura, le ambientazioni sono meno curate ma comunque più che decenti (molto meglio che in passati musou, va riconosciuto) e gradevoli alla vista, anti-aliasing a parte che è fastidioso ma non troppo. Omega Force non è nota per titoli tecnicamente granitici, ed anche questo non fa eccezione, ma la presentazione e la cura riposta verso il materiale originale rimane buona come sempre, con tanto di cronologia degli eventi, biografie, glossario, solo su questo mondo persiano fantasy invece che sulla storia dei Tre Regni.

Peccato che anche stavolta abbiamo una traccia audio in solo giapponese, ed il testo in solo inglese, che non è la norma per serie crossover Warriors, fino ad ora tradotte in italiano nei testi.

La maggiore critica che posso fare al titolo è che è un po’ sul corto, con la modalità storia che non è allungata ma dura 7 ore, questo anche perchè la serie è ancora in pubblicazione, e perchè la Koei in questi anni va più al risparmio del solito, sarei tentato di dire che è così anche perchè allora la serie tv non era andata oltre e forse vedremo un seguito, ma visti i passati comportamenti, dubito vedremo un Arsland The Warriors Of Legends 2, non credo Koei abbia più la licenza, o che gli sia mai stata concessa per più di un titolo, altrimenti lo avremmo già visto.

Arslan The Warriors Of Legend roster

Oltre alla modalità storia c’è il Free Mode che offre anche battaglie extra e battaglie DLC, ma sebbene ci sia sempre il solito “pezzi e bocconi” a questo riguardo della Koei, che ha la faccia di merda di vendervi SFONDI per la galleria, assieme a set di carte e le solite mappe, almeno il gioco ha la creanza di darvi tipo 10 mappe e passa (più alcuni sfondi e set di carte) come dlc gratis. Per quanto riguarda i personaggi, il roster totale è di 15, nulla di particolarmente esteso ma anche il cast della prima stagione non lo è, quindi non c’è nulla di particolare da recriminare a questo riguardo.

Ed… è tutto. Sul serio, di solito c’è almeno una modalità Sfida, ma no. Potete giocare in co-op online (o locale) per 2 giocatori sia il Free Mode che la storia, questa non provata perchè non ho ancora motivo di pagare il pizzo a Sony per il multiplayer online su PS4, cosa che continuerò a ribadire fino alla nausea, pago già internet, non dovrei pagare la tassa di protezione.

Considerazioni Finali

Arslan: The Warriors Of Legend è un titolo che mi lascia poco da dire: la serie anime su cui è basato si presta bene per epiche battaglie in una Persia fantasy, la storia e narrazione sono ben fatte (nonostante alcune bizzarre scelte stilistiche per le cutscene), ed al tempo coprivano a pieno quando mostrato dalla serie tv.

Il gameplay invece, sebbene abbia aggiunte alla formula da renderlo differente quanto basta rispetto ad altri titoli Warriors, gioca molto sul tradizionale gameplay dei musou di Omega Force, sebbene con maggiore enfasi sul combattimento a cavallo e l’uso del nuovo sistema del Mardan Rush, che non è sfruttato come potrebbe e si rivela un’aggiunta carina ma non fondamentale.

Sebbene sia ben fatto, è un chiaro caso in cui la Koei se la gioca totalmente sul sicuro, non il massimo dopo spin-off così radicalmente diversi come il celebrato Dragon Quest Heroes, che ha fatto qualcosa di notevole con la formula tipica del genere. Una buona introduzione ai musou, anche se i fan di vecchia data dei titoli Warriors non troveranno nulla di particolarmente nuovo o sviluppato che non hanno visto in titoli precedenti delle serie principali.

Arslan The Warriors Of Legend silver mask

E sebbene ci sia rigiocabilità, questo titolo sembra fatto uscire in velocità per averlo fuori con la serie anime ancora nelle mente e sulla bocca della community, non per quanto riguarda il lato tecnico, i valori di produzione sono buoni (almeno per gli standard Koei/Omega Force), il framerate è perfettamente fluido, il titolo è assai gradevole all’occhio, ma per il contenuto un po’ biafrano e la notabile mancanza di un doppiaggio inglese (di nuovo) e testi solo in inglese.

L’offerta del titolo consiste quasi totalmente nella modalità storia che si conclude dopo 7 ore, con diverse battaglie extra ed anche delle mappe DLC gratis offerte nel Free Mode che stranamente non offre il classico gameplay Warriors con la reintroduzione del sistema di cattura basi (che di solito non è presente negli story mode dei titoli musou crossover), e non essendoci neanche una modalità Sfida, non vale la pena prenderlo a prezzo pieno.

Una delle offerte più biafrane viste da Omega Force e Koei in questi anni, direi.

Per cui consiglio sì di prenderlo se vi piace il genere e la serie Arslan vi sembra interessante, ma verso i 20/15 (usato o meno), di sicuro non a prezzo pieno, ancora non me ne dai motivo,  Koei.

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