Uncharted: L’Abisso D’Oro PSVITA [RECENSIONE]

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Mi chiesi come mai non si parlava più molto di questo spin-off per Vita della serie Naughty Dog, anche quando si attendeva a concludersi (almeno al tempo) con Uncharted 4.

Poi l’ho giocato.

CONTROLLA IL LANCIO

Il problema più grosso è che Uncharted L’Abisso D’Oro è un titolo di lancio.

Od è quello che mi piacerebbe dire, perchè il tutto sembra (ed è) un’imitazione di secondo grado del primo Uncharted, che mi piacque (cosa per la quale ero in minoranza, seppi poi), non ingiocabile ma pezzente, derivativo e poco ben realizzato, guarnito di vari usi forzati delle varie funzionalità infilate nel nuovo hardware, con ben poche cose veramente opzionali che potete disattivare.

Vi divertirete a dover rifare sezioni da cecchino in cui potete zoomare quando non volete perchè il giroscopio sente un movimento della console e decide di leggerlo come cazzo gli pare.

Alcuni input via touchscreen sono opzionali e ben pensati, ma sono casualità, visto che sarete forzati di continuo in QTE che richiedono lo swipe, sia per muovere una cassa o durante il combattimento corpo a corpo anche con un tizio normale, ed ovviamente i vari Quick Swipe Event obbligatori (e che richiedono fin troppa precisione o sono tarati non benissimo) se falliti vi puniscono uccidendovi istantaneamente, perchè è buon game design, certo che lo è. Stronzi.

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Potete almeno disattivare i touch pad posteriori, ma purtroppo non il resto delle stronzate “toccami, swipami”.

Sparare è funzionale anche se meno soddisfacente, con armi un po’ mosce e con meno sfida anche che nell’originale Uncharted, visto gli scontri più piccoli e la poca varietà di nemici, e parlerei dei puzzle se potessi definirgli tali. Il 99 % delle volte non sono puzzle, sono poco più che attività da libro per infanti, come il dover ruotare e muovere pezzi di un documento tritato per ricomporlo, cosa ulteriormente automatizzata dal fatto che se i pezzi sono mossi sopra nella posizione giusta si “appicciano” subito.

Ed ovviamente ci sono le incredibile sezioni in cui dovete usare il touchscreen per girare la manopola di una cassaforte, con Nathaniello che vi dice direttamente a voce cosa dovete fare, come se non ci fosse il codice già scritto in alto, e le istruzioni scritte in fondo per come resettare il “puzzle”. É tutta una cazzo di montatura, una farsa.

Questo gioco è un esempio da manuale di qualcosa che poteva davvero usare i tremila sistemi di controllo di questa nuova console per qualcosa di funzionale ed interessante possibile solo così, voglio dire, ci potevano essere usi interessanti dei touchpad per cercare scanalature o cavità nascoste di un’artefatto (per dire la prima cosa che mi passa in testa), è Uncharted, no?

Invece no, strofina la cazzuola perchè ti diciamo così.

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Od usa il giroscopio per fare un mini-game di equilibrio ogni singola volta che siete su una trave pericolante che dovete attraversare, ed a replicare movenze con lo swipe sul touch screen per tagliare liane o cose simili. Cose superflue, trite e che sono poche organiche all’esperienza, inserite per farvi usare di continuamente il touch screen o qualche altra stronzata “perchè sì”.

PUZZLE NON PERVENUTI

Ed uno dei 2 pochi puzzle che poteva essere tale (uno di dei cosiddetti sliding puzzle, stile Quindici per capirci)… non lo è perchè non dovete far scorrere le caselle per averle nella posizione richiesta, potete prenderle e piazzarle come volete. Cristo.

L’altro (sul posizionare statue di missionari) è in qualche modo peggiore, perchè seguendo la logica e le regole datovi dal gioco, non ci sareste mai arrivati, visto che non ha un cazzo di senso per come è mal spiegato comunque cosa intende con “due caselle accanto”, come se non ci fossero diagonali sulla griglia del puzzle. Maronna.

Ad un certo punto ho guardato una guida perchè anche seguendo la logica e le regole dette, non tornava, anche perchè dalla visuale più utile (quella a volo d’uccello) è facile scambiare l’oggetto tenuto da una statua per un’altra. L’unico puzzle definibile tale del gioco, ed è uno schifo assurdo. Ottimo.

È incredibile come i rarefatti veri puzzle riescano ad operare con una logica loro del tutto impenetrabile, ed allo stesso tempo siano semplificati all’estremo.

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L’altra varietà di “puzzle” non è meglio, ovvero strofinare il touchscreen per fare una copia-carboncino di qualcosa, o strofinare il touchscreen E dover usare i touchpad posteriori per pulire bene una cazzuola di venti anni fa (non stavo scherzando prima), sarete forzati dal gioco a pulire una cazzuola… perchè sì, ad un certo punto Drake fa “e questa cos’è?” e siete bloccati in questo mini-game che viene ripetuto decine e decine di volte.

Non vi serve a niente se non ad accumulare obiettivi e collezionabili che sono inseriti nel gameplay con la grazia di un pachiderma, e con la stessa abilità di game design, visto che raramente sono divertenti da trovare, il fatto che luccichino sempre è utile ma toglie qualsiasi senso di soddisfazione dall’atto… se non lo farà prima il fatto che ogni singola volta che prendete un tesoro verrete informati dalla carta che avete potenziato così facendo.

CELO MANCA

“Che carte?”, starete chiedendo, visto che questo è un action-adventure e non ci sono carte in nessuna forma utile nel gioco vero e proprio. Ci arriviamo.

Tra gli obiettivi opzionali (oltre a trovare collezionabili) c’è quello di fare fotografie dell’ambiente basandovi su alcune già fatte che dovete replicare, il che non solo ferma morta l’azione quando appare l’icona che vi dice “potete fare la foto”, ma è pure puntigliosa da morire, visto che se non è praticamente quasi uguale a quella mostratavi il gioco non la accetterà come valida.

L’idea poteva avere senso, ma è inorganica abbestia ed è brutto vedere giochi che anni ed anni dopo Beyond Good And Evil ancora non sanno integrare un sistema di fotografia in maniera sensata e che non sia solo un modo per fare screenshot da pubblicare online. Invece no, qualsiasi obiettivo opzionale è legato ad un tabella e serie di collezionabili legati tematicamente, i quali una volta ottenuti o compiuti potenziano una carta specifica per il titolo Uncharted: Fight For Fortune.

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Sì, questo è un titolo che invece di ricompensarvi per l’impegno extra, cerca a piè sospinto di vendervi il titolo “compagno”, facendo in modo che sia impossibile che NON sappiate del card game che fa da complemento a questo, e me ne lamenterei anche se non fosse un titolo da comprare a parte, perchè anche se fosse gratis verrete comunque distratti di continuo da pop-up che per qualcosa che non è il titolo che state giocando in quel momento!

Oltre a terribili sistemi di controllo infilatovi con il tacco su per l’uretra, ci sono anche pessimi momenti che derivano da semplice brutto design, con diverse sezioni mal congegnate, non chiare su cosa vogliano che facciate o semplicemente tediose, nelle quali noterete meglio come a volte è più difficile del solito far mettere in Drake in posizione di saltare verso un’altra sporgenza (in un caso sapevo che ci potevo arrivare ma il gioco me lo ha permesso di fare solo dopo) la copertura non vi copre sempre come dovrebbe, il che da solo è un segno della cura riposta nel design in generale.

Come la fuga dalla caverna con esplosioni e QTE che vanno fatti subito perchè altrimenti non avrete i secondi necessari per evitare di essere uccisi quasi subito da una caduta di massi, anche se state per scavalcare. Ci sono diverse sezioni del genere che vi faranno venir voglia di schiantare la console contro il muro, purtroppo. Oppure roba come un intero livello in cui dovete fare continuamente swipe sullo schermo per pagaiare su una canoa, level design che abusa di torrette fisse perchè gli sviluppatori non sanno più cosa fare ed l’amara scoperta che tecnicamente avete un machete…..usato solo per le ennesime sezioni QTE.

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Con il gioco che fa continua pubblicità a Fight For Fortune, sarebbe stato gradito se questo fosse stato una modalità secondaria in L’Abisso D’Oro, non un titolo a parte da comprare.

E poi i bug.

Una volta ho visto (e screenshottato.) un nemico morto disteso a mezz’aria, ed ho beccato anche un bug che mi impediva di fare stealth una sezione, perchè una guardia aveva deciso di rimanere dov’era invece di seguire la sua routine e tornare in una posizione in cui la potessi uccidere alla spalle. Nulla di impossibile visto che lo stealth è sempre un opzione e non è mai forzato sul giocatore, ma è un’altro piccolo difetto che si aggiunge alla non corta lista.

D’altro canto, quando funziona è Uncharted, solo in versione piccola, ed è certamente godibile, ma è deludente visto che poteva essere molto di più, e senza così tante distrazioni di mezzo fatte perchè “è un titolo di lancio su portatile”.

Trovo difficile perdonare certe mancanze quando il gioco decide di avere come boss battle finali (al plurale perchè ve ne beccate 2 a poca distanza) una lunga serie di QTE, continui swipe invece di vero gameplay, il che mi fa venire in mente roba come WET, non la miglior cosa da far ricordare, ANZI.

GETTARE LA NARRATIVA NELL’APPOSITO CESTINO

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Anche la storia ed i personaggi condividono quel feeling di dispensabile che è presente in tutto il gioco, primo perchè non vi viene mai dato gran contesto su quando esattamente nella cronologia della serie questo dovrebbe succedere, non che importi moltissimo visto come i personaggi siano pochi e poco interessanti, scritti in fretta e furia senza interesse o passione, aggrumando assieme e senza guizzi creativi clichè da videogame e film d’azione. Pensavo di essere un po’ troppo cattivo a dire così, ma quando appare Sully diventa subito palese come sono mediocri i personaggi nuovi, visto che una breve apparizione di un vecchio personaggio da molta più vita alla storia di tutto quello fatto/visto fin’ora e dopo.

Non aiuta che il gioco sembra esistere un mondo tutto suo, convinto di non dover dare spiegazioni perchè probabilmente avete già giocato al primo titolo della serie o sapete pressapoco chi è Nathan Drake, senza esagerare nessuno parla di eventi precedenti o postumi, e non avete contesto nel gioco stesso, nessun motivo per cui credere che Nathan Drake è quello che gli altri implichino che sia, dovete semplicemente fidarvi. Sigh.

É writing neanche mediocre, così generico e omogeinizzato, con Drake che segue un suo collega-rivale Dante per aiutarlo nel lavoro che si è procurato quest’ultimo, ma incontra una certa Chase e deve sfuggire da un generale deposto di nome Guerro che ha il suo racket criminale e sta cercando qualcosa nelle rovine. E che sorpresa, Dante sarebbe capace di vendere sia Drake che Chase a Guerro, inconcepibbile!! Non vale neanche la pena descrivere la trama in maggior dettaglio, mi limiterò a dire che inizia in media res con Drake che urla infuriato “Dante, ti vedrò all’inferno!”.

Ed ovviamente c’è almeno una decina di battute stile “è quello che ha detto LEI”, a volte neanche in stile di, proprio quella.

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Migliora da metà in poco, va fatto notare, e la conclusione è adeguata, ma non cambia il fatto che qualche giorno dopo farete comunque fatica a ricordarla la trama, non è totalmente generica… ma ci siamo molto vicini. Clichè da videogame e film d’azione a palata, telefonatissimo senza nessun rischio di qualche guizzo creativo.

LA FOLTA CHIOMA OLED DEI DRAKE

A livello tecnico… mi aspettavo meglio. Sì, lo so che la PS Vita non è potente come una PS3, ma ho visto titoli comunque più puliti e meno grezzi a livello tecnico, e la scusa “era un titolo di lancio” ci può stare ma non so, i modelli dei personaggi e molte texture sono troppo appuntite e grezze.

Forse mi aspettavo un po’ troppo, in tutta onestà, a questo riguardo – per quel che è – è buono, decisamente buono per un titolo PS Vita di lancio, anche se l’audio design è un po’ una merda: il volume del doppiaggio italiano (con voci familiari e Drake doppiato sempre da Matteo Zanotti come negli altri titoli della serie) è sempre un po’ più basso del volume della musica, che significa vi perderete dei dialoghi in quanto coperti dalla musica che dovrebbe fare da complemento in leggero sottofondo alle scene, e non viceversa. Sul serio, mi sono perso diverse frasi perchè la BGM ha deciso di aumentare il volume proprio in quel momento, e non dovrei mettere i sottotitoli in qualcosa che è doppiato in italiano.

Non aiuta che l’immersione sia distrutta sistematicamente dal luccicare degli oggetti di interesse (tesori o meno) anche durante le cutscene, una piccolezza, una sbadatezza che però fa molto nel demolire il possibile godimento della narrativa.

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Il gioco se non altro ha una durata comparabile ad un titolo PS3 di questo tipo, finibile in 9 ore circa a difficoltà normale, pressapoco, ma francamente ero pronto a chiudere il tutto prima di metà, l’ho finito giusto per il mio perverso senso di completezza, ed il gioco anche per una durata del genere non fa molto per cercare di darvi cose nuove, anzi, è fin troppo contento di farvi fare le solite cose (roba vista nella parte iniziale del gioco) anche nel climax solo per allungarsi un po’ di più.

Non c’è multiplayer, non che giochi a titoli del genere per questo (quindi fottesega), ma è un altro segno di pigrizia dello sviluppatore, visto che come surrogato c’è uno strano mini-game asincrono di raccolta tesori che usa Near, funzione che ho disattivato quasi subito dopo aver preso la console visto che quasi nessun titolo lo usa. Non penso di essermi perso molto.

Commento Finale

Uncharted L’Abisso D’Oro è ormai il figlio reietto della serie, di cui nessuno vuole più parlare o ricordarsi, e francamente la qualità del gioco gli ha meritato ampiamente l’oblio, dopo un’esordio in cui critici dall’etica malleabile e zeloti lo dipingevano come la killer app che vi avrebbe fatto passare dal 3DS alla PS Vita. Integrità e realtà, queste sconosciute.

Anche se l’avessi giocato al lancio, non ne sarei rimasto impressionato, almeno non in senso positivo, e “di lancio” è la parola chiave, perchè questo è un altro esempio da manuale dell’orribile trend che ha trasformato il termine “titolo di lancio” in qualcosa di cui aver timore invece di eccitazione.

I sintomi ci sono tutti: sistemi di controllo forzati nel gameplay per dimostrare tecnologia neanche nuova come giroscopi e touchscreen, con il fatto che migliorino l’esperienza del giocatore trattato come un felice incidente di cui si può a fare a meno, mini-giochi ed obiettivi opzionali fin troppo da spin-off portatile di una serie da console/pc.

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La cosa ridicola è che il gioco ha un sistema di obiettivi e collezionabili intersecati tra loro al fine di fare più pubblicità e dare spinta allo spin-off Fight For Fortune,che al titolo al quale state attualmente giocando in quel momento. Vorrei stessi scherzando.

Anche volendo essere fin troppo generosi e passare oltre a questi notevoli difetti, in L’Abisso Dorato tutto dà la sensazione di avere la risciaquatura dei piatti di Uncharted: Drake’s Fortune, invece di una nuova avventura, simile sì, ma con qualcosa di suo e pensata per la piattaforma invece che copiata e con vestiti (e qualità di questi) ridimensionati in piccolo.

Perchè quello che Golden Abyss ha di suo…. avrebbe fatto meglio a dimenticarlo in qualche tempio azteco, tra armi poco soddisfacenti da usare, un sistema di copertura non funzionale in alcune specifiche parti del gioco, sezioni a volte buggate o che mal spiegano al giocatore cosa vogliono, una campagna che allunga la broda anche quando ha finito da molto le cose da dire e le continua a riciclare per darvi “contenuto”.

Giusto per una rinfrescata alla memoria, neanche troppi anni fa i titoli di lancio dovevano mettere l’impegno extra per impressionare, per convincere il consumatore a cagare il soldo, fare di più dove conta, non meno e compensare nelle cose minori che non importano davvero, con la convinzione che non importi, tanto qualcuno lo comprerà comunque per il brand.

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Avrete più paura di queste sezioni con i motion control che contro i nemici.

Nel complesso, non è un titolo ingiocabile o rotto, ma non è neanche mediocre: difettato, derivativo, oberato di gimmicks in ogni orifizio al posto di vero game design, colmo di pigre scelte come puzzle che non sono veri puzzle, e senz’anima, tanto che è quasi peggio di avere qualcosa di rotto tra le mani- Uncharted The Golden Abyss non è la peste, è funzionale, ma vi lascia con un inevitabile senso di delusione destinato a rimanere in bocca.

Sono contento di averlo giocato almeno una volta, ma sono anche contento di averlo pagato molto poco, e per quanto mi spiaccia ridurre la mia già minuta collezione PS Vita, questo è un titolo di cui posso fare a meno. E l’ho fatto.

Se siete fan di Uncharted e volete giocarlo per completezza, consiglierei di farvelo prestare se avete un amico con una PS Vita e questo gioco, a meno che non vogliate collezionare molta roba per PS Vita, in tal caso probabilmente già lo avrete questo.

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