The Mummy: Dark Stories (Manga) [RECENSIONE] Universal Advertmanga

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Avevo accennato ad un articolo del genere su Facebook dopo aver scoperto l’esistenza di questa… roba, ma nel caso non lo sappiate (e non ve ne faccio colpa, io l’ho scoperto per puro caso neanche qualche settimana fa), Universal commissionò un web manga di 4 capitoli one-shot, scritti e disegnati da diversi artisti, rilasciati online dal 15 al 29 luglio 2017, uniti sotto il nome di The Mummy: Dark Stories, il tutto al fine di pubblicizzare l’uscita di quella schifezza cinematografica nelle sale nipponiche, assieme ad un omonimo titolo per smarthphone che non ho giocato e che non prevedo mai di recensire o toccare .

(Sì, questo è il vero articolo finale del blog per agosto 🙂 )

Se sapete il giapponese potete leggere integralmente la “serie” sul sito Ganma! a questo indirizzo , tutto ufficiale e legale: http://ganma.jp/themummy.

DOMO ARIGATO, TOMM CRUIZOR-SAN

Dico “Se”, perchè non posso dire di conoscere il nipponico idioma, quindi benvenuti a qualcosa che non ha mai fatto: recensire un manga che non posso leggere.

Conosco e scrivo perfettamente in inglese ed italiano, ho qualche infarinatura di francese e qualche sprazzo di tedesco, ma non so il giapponese, quindi ho letteralmente “guardato i bei (?)disegni”, non ho la minima idea di cosa ci sia scritto nei baloon, a parte per le rare parole inglesi anche in originale, come “the Mummy”o “FREEZE!”.

Prima che lo chiediate, no, non ho trovato nessuna scan tradotta in una lingua a me intelligibile, o semplicemente tradotta, solo una scan del primo capitolo in giapponese (raw, in gergo). Il che la dice lunga quando nessun gruppo di traduttori amatoriali (nel senso che non lo fanno per profitto o per contratto, non intendo sputare sul lavoro spesso ottimo fatto da fan aggratis per anni ed anni, spesso portando pubblicità a serie che i publisher non vogliono o “possono” localizzare) vuole tradurre 4 capitoli di 22 pagine l’uno.

The Mummy Dark Stories the mummy herself

Neanche per approfittare del fatto che La Mummia era un’argomento trending, neanche per spremere il termine dai motori di ricerca e ricavarne qualche soldo qualcuno si è inculata questa serie, scusatemi il francesismo.

Quindi perchè diavolo lo sto recensendo comunque?

GUARDARE LE IMMAGINI

Perchè francamente non credo di aver bisogno di capire i dialoghi, già dai disegni mi sono fatto un’idea e francamente non sono neanche capitoli verbosi o con enfasi sul dialogo, ho potuto capire benissimo cosa stava succedendo, ed il fatto che sia tutto così clichè e prevedibile mi ha aiutato nella comprensione. Francamente anche un teenager capirebbe facilmente cosa succede, anche senza sapere un singolo ideogramma.

Oltre al fatto che molte delle situazioni ed eventi sono quasi identiche a quelle nel film, il che è un po’ “barare” da parte mia visto che questo manga era pensato per incentivare i lettori ad andare al cinema a vedere il film, chiaramente nessuno degli artisti coinvolti ha ricevuto molto spazio per fare qualcosa di proprio in questo progetto.

Ed anche se il non poter leggere i dialoghi mi impedisce di capire come gli eventi descritti qui si collegano a quelli della pellicola, ho recensito abbastanza tie-in e spazzatura che posso scommettere gli eventi qui narrati sono totalmente accessori e dispensabili al film da cui fanno da corollario.

Perchè se fai questi progetti secondari ben legati al film o gioco che è il piatto principale, rischi di alienare i consumatori dandogli qualcosa di incompleto e senza un finale interno, di costringerli (quanto in realtà dovrebbe essere un “forte suggerimento”, ma comunque meno psicologicamente aggressivo) a vedere il film od opera principale. Il solito mondo di compromessi e mezze misure da spin-off, purtroppo, la solita sbobba.

The Mummy Dark Stories manga et tu, kurisu-

Sapete, forse è meglio che non possa leggere i dialoghi, in questo caso.

Il che significa che ci sono elementi comuni come la mummia femminile con il doppio-iride, sarcofagi, il collegamento delle tombe egizie con Londra e cripte templari, ma per il resto abbiamo 4 capitoli one shot con personaggi diversi e storie autoconclusive, collegate al film quando basta per non contraddire la narrativa di esso ma senza aggiungere nulla di interessante o sostanziale: una su una scolaresca giapponese in visita a Londra che incontra la titolare mummia, una su una scienziata studiosa ed un tizio che le fa la corte e la protegge da zombi-mummia (di nuovo, non posso leggere i dialoghi, quindi  potrei non essere al 100 % corretto), una su un capotreno ed una assassina/membro dei corpi speciali in bodysuit che combattono altri zombi-mummia, ed una in cui una poliziotta si deve alleare con il “criminale dal cuore d’oro” che ha appena ammanettato per sfuggire da una misteriosa tempesta di sabbia in piena Londra.

Listo i capitoli così, banalmente, perchè sono tutte storie così noiose anche da vedere che potete profilarle e categorizzarle in clichè con facilità ad un primo sguardo, e non aiuta che ogni capitolo sia scritto (irrilevante per me, ma..) e disegnato da un diverso artista, ognuno dei quali non ho manco mai sentito nominare, ad essere sincero.

MULTI-MUMMIA ADVERTISING  (CONCLUSIONI)

Per la precisione il primo capitolo fu a cura di Asahi Tsukishita (autore di Tokyo Dragon Night/Sekai No Owari), il secondo da Yutori Houjou e Kako Mochizuki (quest’ultimo ha lavorato anche ad un manga di Higurashi), il terzo Azumi Mochizuki (dietro uno spin-off di Tokyo Ravens), ed infine il quarto e finale da Yūichi Bessho.

Ma sapere o meno chi è responsabile non importa, perchè francamente dubito avrei mai “letto” roba del genere se non fosse stata messa sotto l’ombrella de “La Mummia”, la scelta di andare con un webmanga è stata azzeccata, perchè non avrei mai pagato per un volume con contenuto del genere, così generico, pedestre, e con disegno che (a causa dei diversi autori) passa dal mediocre/accettibile al bruttino andante come qualità, con certi design di mummie davvero privi di ispirazione o cura, ed altrettanto generici design per i personaggi umani.

The Mummy Dark Stories manga feels familiar

Sebbene non possa commentare sui dialoghi (per i motivi già spiegati), questi one-shot purtroppo si avvicinano parecchio alla qualità (o mancanza di essa) di questo nuovo reboot de La Mummia, sub-mediocri alla meglio, dimenticabili, generici, dispensabili e nati solo per fare marketing. Il che è adeguato, e rende il film che effettivamente uscì nelle sale ancora peggio, perchè chiaramente l’Universal puntava su quello, non su produzioni accessorie come questa pubblicità glorificata per il film in forma di manga.

Nessuno si aspettava molto da questo, ma ci si aspettava qualcosa dal film, tipo non addormentarsi dalla noia. The Mummy: Dark Stories se non altro è servito per quello che è stato pensato, ovvero un dispensabile veicolo pubblicitario per il film…. almeno in giappone sarà servito a qualcosa, presumo, non ne ho sentito parlare nessuno online o meno, né dopo né prima dell’uscita del film.

Interessante come esperimento, se non altro.

Beh, probabilmente torneremo a parlare de La Mummia per il videogame su licenza (circa, non sembra avere nulla a che fare con il film, nome a parte) sviluppato da WayForward ed in uscita a fine mese. Ciao!

The Mummy Dark Stories manga final chapter

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