Saw: The Videogame X360 [RECENSIONE] | #fucKonami

Saw The videogame x360 cover

Mentre la mia retrospettiva sulla serie di film è in corso su Wise Cafè , è il momento di parlare qui dei videogame basati su Saw, due, entrambi sviluppati da Zombie Studios e pubblicati da Konami per PS3, X-Box 360 e PC.

Iniziamo dal primo, che tecnicamente si chiama solo “Saw” ma per evitare confusione è spesso detto “Saw: The Videogame”.

Questa recensione si basa sulla versione X-Box 360, ed è un caso raro perchè avevo già finito e completato il gioco al 100 % anni fa (in modalità difficile), ma l’ho rigiocato da zero a Normale per avere impressioni meno viziate del gioco e più fresche del titolo, cosa che non faccio mai, ma per Saw si può fare un’eccezione.

THE MOVIE THE VIDEOGAME THE MOVIE THE VIDEOGAME

Saw (spesso indicato con il sottotitolo “The Videogame” per distinguerlo dal primo film) prende luogo tra gli eventi del primo e secondo film, ed a sorpresa la trama non è sbobba da tie-in com’era solito aspettarsi,  l’intervento di James Wan e Leigh Wannell a curarla avrà aiutato, perchè riesce a catturare l’atmosfera della serie e far sembrare questa storia parte organica del franchise.

Anche se per sua stessa natura è limitata, visto che questa è una storia che va ad inserirsi in periodi di tempo o segmenti inesplorati dalla serie cinematografica, ma non può contraddire la narrativa generale di questa, quindi non deve essere così rilevante e causare confusione o problemi di continuità se non fosse mai accaduta.

Saw The Videogame x360 hello tapp

La trama in sé vede David Tapp invischiato in un altra serie di prove pensate per lui dall’Enigmista, per curarlo dalla sua ossessione verso (appunto) Jigsaw e fargli apprezzare la vita, che lo porteranno ad affrontare persone del suo passato o personaggi del franchise in situazioni particolari, cercando di salvare le vittime imprigionate nel manicomio abbandonato di Whitehurst dai sadici test e sopravvivere ad altri che hanno come obiettivo uccidere Tapp per superare le proprie prove. Buona per un tie-in, con due finali possibili (anche se poi il seguito ne avrebbe seguito solo uno), anche se non aggiunge nulla di rilevante o particolarmente interessante per il lore della serie.

A livello di gameplay, è quello che potreste immaginarvi, cioè un survival horror in terza persona con enfasi su puzzle e mini-giochi da risolvere, e questa è una serie che si presta molto più di altre alla trasposizione videoludica, innegabilmente. Come in altri titoli del genere, avete delle fonti di luce attivabili per rischiarare i vostri dintorni, come un’accendino, e queste fortunatamente non richiedono carburante o batterie, perchè non credo il gioco sarebbe stato meglio con roba del genere a cui badare. Incredibilmente, l’oggetto più utile al riguardo è l’accendino, perchè la fotocamera è poco utile, non stordisce neanche i nemici.

THAT REMINDS ME OF A PU-

Sebbene siano per la maggior parte puzzle logici od osservazionali (spesso dovrete fare uso degli specchi o cercare una giusta prospettiva per ottenere cifre o simboli utili a risolvere la situazione, e cose simili), a volta il gioco è un po’ una testa di cazzo, tipo quando verso l’inizio ottenete il distintivo del vostro partner morto, e potreste pensare che i numeri sul distintivo siano la combinazione, ma già non riuscivate a veder bene il numero nella brevissima cutscene in cui lo ottenete il badge, ne non potete osservarlo perchè il gioco ha un inventario che considera solo gli oggetti curativi e quelli utili a scassinare porte od attivare sistemi elettrici, e quini non ci sono oggetti chiave da esaminare o cose simili.

Saw The Videogame x360 valve connect puzzle

Questo tipo di puzzle vi diverrà familiare come il palmo delle mani. Anche troppo.

Questo perché non dovete guardare i numeri del badge, dovete ravanare nei cassetti per trovare un fusibile da inserire nel pannello elettrico in fondo alla stanza, ed allora appaiono i numeri della combinazione su televisori, il tutto da fare con un tempo limite. Non impossibile da indovinare visto che non avete altre scelte e siete confinati in quella stanza, ma sembra una mossa fatta solo per regalarvi una morte gratis se tendete a sovrapensare questi enigmi.

I puzzle sono di vario tipo: minigiochi per scassinare serrature o risistemare circuiti elettrici, porte/casse con combinazione da scoprire spesso attraverso giochi ottici, o puzzle più fisici. A fine di ogni capitolo c’è una sorta di “puzzle boss” in cui dovete liberare una vittima di Jigsaw, e questi sono – com’era giusto aspettarsi – sono i puzzle più impegnativi e meglio pensati del mucchio.

Ci sono decisamente dei bei tocchi (che integrano elementi dei film) come il fatto che siete scalzi e quindi camminare su pezzi del pavimento con schegge di vetro vi danneggia, od il fatto che le pozze d’acqua collegate o vicine a centraline elettriche possono diventare trappole elettriche.

Saw The Videogame x360 combat

Ad incoraggiarvi ad evitare il combattimento diretto ci sono anche l’opzione di poter sprangare alcune porte (oltre a spostare casse o contenitori per bloccare ulteriormente il passaggio di nemici visto che le porte possono essere divelte anche da sprangate) o disattivare trappole con cavo che potete ri-mettere con i materiali ottenuti, nel caso abbiate bisogno di liberarvi di un nemico.

E le cose diventano più complicate quando vi trovate in sezioni con addosso il collare esplosivo, che inizia a lampeggiare quando state per andare in aree proibite da Jigsaw al momento o quando incontrate altri nemici con il collare, dai quali vi conviene scappare e mantenere una certa distanza, perchè vi faranno esplodere la testa se gli state vicino per troppo tempo.

THE INDIRECT KILLER

Il gioco deincentiva il combattimento diretto per lo stesso motivo degli altri survival horror, ovvero perchè è volutamente un po’ una merda, ad essere onesti. Combattimento (quasi) esclusivamente ravvicinato, con un tasto per l’attacco normale, forte, e la parata/schivata, la quale si può trasformare in un contrattacco via sequela di QTE (simile a come finite un nemico atterrato).

Funziona com’è inteso, cioè lento e poco affidabile, con nemici che possono interrompervi facilmente… almeno fino a che non ho scoperto qualcosa che rompe l’equilibrio di gioco: parando potete attivare la sequenza di contrattacco automaticamente se avete un’arma in mano, e se avete giocato anche un paio di giochi della scorsa generazione, praticamente avrete un’uccisione garantita visto che i contrattacchi sono gestiti via QTE.

Saw The Videogame x360 enemy

Certo, perdete l’arma, ma è una tecnica un pelo troppo vantaggiosa contro i normali nemici, visto che le armi tendono ad essere in numero generoso per il genere e se avete degli ingranaggi potete ottenere armi extra da teche. Parlando delle armi, oltre ai vostri nudi pugni avete più o meno quello che vi potete aspettare: mazze da baseball, coltelli, siringhe, cose improvvisate come stampelle o bracci di manichino, ed anche qualche rara arma da lancio. Ne potete portare solo una con voi.

Non mi ero accorto di questa cosa nel mio precedente playthrough a livello Difficile, e rigiocandolo alla difficoltà standard non posso che consigliare di giocarlo direttamente alla difficoltà più alta, perchè a quella standard il gioco è troppo concessivo, morirete comunque se non state attenti (basta toccare una trappola a filo e siete morti in un colpo), ma avete troppe concessioni, e darsi pena di esplorare o sbloccare le stanze extra non vi servirà quasi mai, mentre è quasi necessario a Difficile, visto che prendete più danno ed è – appunto – più difficile, ed in questo caso più soddisfacente.

I WANT TO PLAY A MINI-GAME.

Ci sono un sacco di buone idee, si vede che è un titolo fatto con una certa cura. Il maggior problema è la ripetitività dei mini-games minori che dovete risolvere, perchè dovrete farne parecchi di quei mini-giochi “connetti i cavi” (esempio banale: hacking di Bioshock) o cercare chiavi in taniche d’acido/cessi pieni di siringhe/corpi parecchie volte, ed ad essere completamente onesti anche i puzzle migliori non sono originali, anche se non sapete esattamente dove, riconoscerete quel tipo di sistema o meccanica (come quelli con gli ingranaggi da connettere a quello già in movimento) perchè gli avete già visti di sicuro in altri videogame.

il gioco fa del suo meglio, inserendo cose nuove via via, come nemici con cassaforti sulla testa (anni prima di The Evil Within, pura casualità), schemi per fare trappole speciali da voi, etc., e poteva essere fatto peggio, ma poteva anche evitare di forzare il giocatore a fare continuo a fare i soliti mini-giochi per interagire con quasi ogni cosa dello scenario e procedere verso i veri puzzle, senza così tanto riempitivo per gonfiare la durata.

Saw The Videogame x360 cutscene

Ci sono i classici audiolog, che qui servono sia come relatori di informazioni ed indizi per risolvere il puzzle preparato, sia come collezionabili extra che rivelano info sul manicomio e su Jigsaw, nulla di incredibile, ma i fan potrebbero essere curiosi a sufficienza, ed il gioco incentiva a cercare ed esplorare quando potete per essi, ho visto collezionabili fatti peggio.

Tecnicamente è decente ma non eccelso, ricrea bene i personaggi e l’atmosfera di Saw, con ambienti sporchi, abbandonati, copertini di ruggine e chissà quale schifezza accumulatasi nel tempo, la presentazione è buona ma alcuni modelli (specialmente quelli dei personaggi) sono più curati di altri, ed i vari elementi dello scenario sono un pò rozzi, potevano essere meglio curati.

A livello di audio, è ottimo, con i doppiatori originali dei film che riprendono i loro ruoli, ed un buon audio design in generale, a parte il feedback di alcune armi. Non è affatto un brutto titolo da vedere, anzi, ma è innegabile che abbia un look un po’ grezzo, e non solo perchè cerca di replicare l’estetica dei film.

Commento Finale

Saw The Videogame non è pessimo come la maggioranza dei titoli tie-in ormai ci si aspetta….va, perchè onestamente non è granche, è ok, poco più che mediocre, e non fa il servizio che poteva alla serie, specialmente visto come Zombie Studios sia una casa di talento e per come la licenza si prestasse naturalmente ad un survival horror con forte enfasi sull’elemento puzzle ed elaborati scenari da cui scappare, con regole e limiti molto ludici di suo.

E decisamente c’è della cura riposta nel titolo, con una storia che fa da decente intercapedine tra il primo e secondo Saw, espandendo bene il lore della serie e non semplicemente emulandone lo stile senza capirla bene, si vede che agli sviluppatori importava, ma non cambia il fatto che le decenti meccaniche da survival horror hanno dei problemi di design non minori (come il combattimento che può essere exploitato e “rotto” appena sapete come fare), e per come siate oberati in mini-giochi visti mille volte in altri titoli (come il “connetti tubi/circuiti” visto anche in Bioshock) quasi a piè spinto, visto quanti pannelli elettrici ed altri marchingegni simili dovrete usare per proseguire.

Ci sono anche dei veri puzzle, oltre ad enigmi ambientali basati su deduzione ed osservazione di decente qualità, che sono di buona fattura ma non sono troppo originali, anzi, riconoscerete come funzionano molti se amate rompicapi fisici ed affini. Ed in alcuni casi i puzzle sono francamente ottusi od hanno soluzione molto semplici ma si presentano non sempre chiaramente.

Saw The Videogame x360 writing on the wall

A concludere questa montagna russa c’è il comparto tecnico, in alcuni aspetti buono (come certi modelli ed il doppiaggio in inglese fatto dagli attori del film), in altri decente ma non eccelso, ed in alcuni dettagli assai mediocre, con un look generale un po’ più grezzo di quanto inteso dalla presentazione e dall’ispirarsi all’estetica “ruggine & carne” dei film.

Francamente, questo è solo per i fan, è decente (e qualcosa di più per i fan di Saw), ma davvero nulla di più, ed uscì relativamente poco prima che giochi come Arkham Asylum iniziarono a dimostrare un’inversione di tendenza nel caso di tie-in videoludici, rendendo il titolo (pubblicato da Konami – #fucKonami – , almeno questo si basava su una licenza in piena popolarità allora, il nome da solo l’ha salvato dal non sapere che era uscito) qualcosa di sempre meno perdonabile, visto che ci saremmo (non che non dovessimo, ma la storia ci aveva abituato in un modo) potuti aspettare di più da tie-in, almeno a breve.

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