[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Berserk and The Band of The Hawk PS4

BERSERK and the Band of the Hawk

Piattaforma: Playstation 4

Disponibile anche per: PS Vita (solo digitale), Steam

Giocato alla/e difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Il 2017 non è stato esattamente un buon anno per i fan di Berserk, ma d’altro canto l’esistenza di ben due stagioni di quella schifezza di “CGI anime” da due soldi ha reso molto più facile accettare con gioia l’arrivo di un musou basato sul celebrato manga di Kentaro Miura, ancor più visto che non vedevamo un videogame basato sulla serie dai tempi del titolo per Dreamcast di tardi anni 90 (ed uno per PS2 mai uscito dal giappone).

Come il ridicolo titolo (che implica che il personaggio principale si chiami “Berserk”) fa capire, la storia narrata inizia dal cosiddetto Golden Age Arc, ovvero eventi all’inizio del manga come il combattimento contro Bazuso (evitando così di dover narrare la gioventù di Guts ed eventi correlati che a quanto pare non si possono mostrare anche con PEGI 18), fino all’arco narrativo dell’Impero Del Falco del Millennio, con lo sbarco dopo l’incontro con Ganishka (scelta appropriata come chiusura) a fare da finale.

Ovviamente è una narrativa che salta episodi minori della storia originale per maggiore scioltezza… o meglio, è vero in parte perchè il gioco usa quasi 2 ore di materiale preso direttamente dalla trilogia filmica dell’Epoca D’Oro, e dedica spazio ad eventi per lo più dispensabili nella visione generale… perchè ci sono spezzoni dei film da usare, mentre altre parti della storia che pensereste meriterebbero più spiegazione sono fatte in un singolo stage.

Berserk and The Band Of The Hawk footage from the movie trilogy

 

Anche se la Koei è la solita taccagna, è innegabile che né le tagliole nelle tasche della casa giapponese né l’orribile adattamento anime di recente memoria possano davvero intaccare uno dei motivi per cui Berserk è una della serie anime/manga più celebrate di sempre: una classica storia di vendetta, morte, di pura ed ancestrale violenza che spazza un mondo medievale bagnato dal sangue, distrutto da creature sovrumane capaci di infinite ecatombi e da culti ossessivi che uccidono nel nome del loro dio chi non si unisce alle loro fila, le loro teste su picche, i loro corpi dilaniati dal fuoco e dal ferro.

Gameplay / Combat System / Controlli

Gatsu/Guts e la compagnia del Mutuo Soccorso è un tipico titolo Warriors spin-off, quindi se avete giocato Hyrule Warriors od altri titoli crossover, troverete i comandi totalmente familiari, e la formula idem, sapete come un funziona un musou, quindi parliamo di cosa c’è di diverso stavolta.

La maggiore differenza sta nel fatto che non c’è il tipico sistema dell’attacco musou, ma colpire nemici e fare lunghe combo riempirà la “barra musou” e quando avrete almeno una barra piena, potrete andare in Frenzy Mode (essenzialmente il Rage mode di Samurai Warriors), in cui sarete più potenti, i vostri colpi avranno più portata (od altre caratteristiche a seconda del personaggio usato), e colpendo nemici in Frenzy Mode riempirete un’altra barra a sinistra dello schermo: una volta piena essa potrete scatenare un forte attacco speciale, di fatto l’attacco musou di turno.

Andare in Frenzy Mode più volte vi permetterà di accumulare gradualmente più barre musou, non potete ad esempio stare ad uccidere nemici per caricarla al livello 3, ma dovete caricarla al livello 1, andare in Frenzy Mode, e ripetete per estendere il livello fino al massimo (5 barre, btw). Nulla di complicato.

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E non solo: una volta che la storia le rende disponibili, certi personaggi che vanno in Frenzy Mode possono poi trasformarsi, come Zodd che muta nella sua forma mostruosa da Apostolo, Griffith che diventa Phemto, Guts che indossa l’armatura del Berserk, il che modifica il loro moveset e gli dà ancora più mezzi per seminare devastazione sul campo di battaglia (come nuove abilità/subweapon altrimenti non accessibili), il che è cosa buona e giusta in un musou. Oltre a questo avete oggetti ed armi speciali usabili da tutti come coltelli da lancio od abilità uniche al personaggio, come la presa con colpo di Caska o il cannone da braccio di Guts, con munizioni finite o tempi di ricarica.

Schierke merita una menzione a parte perchè è una maga e come potete immaginare è diversa da usare rispetto a Guts, con moltissime abilità/magie pensate apposta per compensare il fatto che le magie richiedono tempo per essere lanciate e non sono instantanei metodi di offesa, ma potete pulire il terreno di centinaia di nemici da lontano una volta capito come usarla, ovviamente.

Per quanto riguarda il map design, questo titolo opta per tenere le cose molto tradizionali, con basi che vanno catturate uccidendone l’ufficiale preposto (invece del sistema usato in Dynasty Warriors Gundam o nei Pirate Warriors) e mappe a volte molto semplici o piccole per le missioni, con obiettivi assai diretti. E francamente in più di un’occasione ho avuto il sentore che Omega Force abbia tirato via, e deciso di buttarvi addosso 100 (e multipli) nemici ad ondate nel solito posto, di dirvi “uccidine 200” perchè non sapevano che cazzo fare di obiettivi.

Berserk and The Band of The Hawk map design

Non credo neanche di esagerare, in diversi stage c’è questa sensazione che non ci abbiano neanche provato a fare obiettivi che sfruttano il map design, per dire, il sistema vecchio stile di cattura basi è totalmente opzionale (se non raramente richiesto in qualche obiettivo secondario), è lì… se volete, visto che i forzieri vicino alle basi si possono distruggere anche senza conquistare la base corrispondente. E ci sono poche mappe strutturate “armata contro armata”, nel complesso.

Sia chiaro, uccidere centinaia e migliaia di nemici nei panni di Guts è quello che volevo da un musou di Berserk, mentirei a dire il contrario, ma non è una scusa per come molti stage siano tirati via e facciano il minimo sindacale, Omega Force non si è chiaramente sforzata molto (in diversi pochi stage per niente) con il map design di questo titolo, è palpabile ed innegabile.

E non è una cosa che accade raramente o poche volte, anzi, ci son fin troppi stage che sono così, e francamente diventa ripetitivo anche per un musou, perchè Omega Force si sentiva in bisogno di allungare la broda. Sul serio, alcuni stage hanno anche premesse flebili come “dei ladri sono arrivati sulla montagna di Godo, e sono il perfetto bersarglio per far sfogare Guts” con clausola in piccolo “uccidene mille più orde dei soliti ufficiali”.

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Pigro da morire, non è neanche che servano per farvi grindare Guts (anche se finiscono per avere quell’utilità e basta), visto che è un musou ed i boss tosti che vi forzano a fare attenzione sono relativamente pochi (i nemici importanti della serie, il che ha senso), quindi… Ci sono anche stage ben fatti, il che rinforza il mio odio perchè Omega Force chiaramente sa fare di meglio!

Non aiuta che per motivi narrativi usiate Guts per gran parte della storia, il che ha senso, ma non aiuta con il generale senso di ripetitività insito nei musou e la sensazione che il team nipponico abbia tirato via. Per dire, pensereste che i Behelit siano stati integrati nel gameplay? No, sono solo ottenuti come ricompense per completare obiettivi secondari nelle battaglie, e servono a sbloccare pezzi di un’immagine 3D. Wooopheedooh.

Gli ufficiali nemici in difficoltà ora possono ottenere maggiore difesa, evasione od attacco quando incominciano ad avere poca vita, un gradito tocco, ed i boss giganti possono andare a loro volta in modalità Frenzy, rivelandosi degno di fare un po’ di attenzione a cosa fate, visto che boss come Zodd o Wyald non scherzano.

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Per quanto riguarda la crescita del personaggio, ci sono accessori equipaggiabili con i tipici boost di statistiche ed abilità extra, che possono essere fusi tra loro per migliorare, aggiungere e trasferire abilità, potenziati con materiali trovati sul campo di battaglia, etc. Nulla di peculiare, ma nulla di rotto, sicuramente un miglior sistema di quello schifo visto in Warriors: Legends Of Troy.

Stile / Tecnica / Contenuto

Un problema comune in certe boss battle contro nemici giganti è che (anche grazie ad una pessima telecamera troppo ravvicinata quando gli inquadrate) possono venirvi addosso, spingervi contro un muro o parete, e farvi ritrovare bloccati dal corpo del boss stesso, cosa da cui si può uscire continuando a colpire ed usando attacchi musou per scrollarvi il nemico di dosso.

A parte questo, nessun bug notabile, ho solo scovato un refuso in un messaggio in battaglia, e una certa pigrizia nello scrivere i messaggi d’avviso (spesso c’è scritto “Forza Nemica “ e “Forza Alleata”, senza nome, anche quando sarebbero personaggi notabili di Berserk) in generale, visto che vengono frasi come “The Isidro has arrived”.

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Per il resto è la solita solfa dei titoli Omega Force: la qualità delle texture è sacrificata per darvi molti nemici a schermo (con alcuni rari – ma non così rari come dovrebbero -momenti di slowdown a schermi fin troppo pieni di nemici), e la direzione artistica è buona e rende giustizia al materiale originale con cui fa crossover, anche se l’effetto cel shading sui personaggi è migliorabile. Ed anche questo è doppiaggio originale giapponese e testi solo in inglese, e come Spirit Of Sanada è solo single player….. perchè Koei.

La musica è ottima e rende perfettamente l’atmosfera oscura del manga di Miura, molto atmosferica e piena di minacciosi cori di guerra, con la mia traccia preferita che è il tema di Wyald. 🙂 Ottimo sound design, che vi fa sentire con ogni colpo la pesantezza e l’impatto di quel blocco di metallo troppo grande per essere definito “spada” mentre si fa strada tra le membra dei nemici.

A questo proposito, TK lo pubblicizzò come il titolo Warriors più violento di sempre, ed è vero: al contrario di Warriors Legend Of Troy (URGH) in cui i soldati spruzzavano pomodoro e basta, qui ci sono smembramenti e gore a palate, nulla al livello di Splatterhouse ma vedrete teste e pezzi di nemici volare, quindi a questo riguardo tutto apposto.

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Oltre allo story mode che richiederà 10/11 ore per essere terminato, c’è il classico Free Mode e l’Endless Eclipse Mode, che è la versione Berserk del Survival Castle di Samurai Warriors 4-2, con leggere differenze. L’idea è la stessa, attraversare più livelli possibili del castello/eclissi di fila e magari arrivare al 100 strato, con la possibilità di ripartire da uno specifico piano se raggiungete un certo livello (per esempio, se raggiuntete il livello 20, potrete scegliere di ripartire dal 21°) come modo di “salvare” e non dover sempre rifare tutto da capo, perchè non ci sono casse con oggetti curativi e se morite, perdete tutto il denaro, materiali ed accessori guadagnati, ed ovviamente più salite più diventa difficile.

La maggiore differenza è che qui potete scegliere tra una serie di missioni che durano 5 livelli/strati l’una, quindi dopo averne fatta una la lista delle missioni cambierà in accordo a cosa avete scelto prima, con certe missioni presenti per un tier preciso (dal livello 1 al 25, per esempio), altre ricorrenti a prescindere ed alcune specifiche per il personaggio che dovrete affrontare per forza.

Al contrario del Survival Castle, qui il progresso nell’Endless Eclipse non è condiviso tra i personaggi, quindi se volete continuare la “scalata” con Guts dopo aver fatto del progresso come Zodd… NOPE. Una mossa un po’ barboncella per allungare la longevità (per i completizionisti ed i dedicati in generale), visto che alcuni oggetti si sbloccano per forza raggiungendo un certo piano e considerato il ridotto numero di personaggi giocabili, di cui parliamo meglio tra poco.

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I livelli in sé offrono obiettivi parzialmente randomizzati (sconfiggere boss, combattere ufficiali, impedire che personaggi arrivono ad un punto di fuga, difendere alleati per tot. Tempo, etc.) ed alcuni opzionali come aiutare un unità di rifornimento alleata/fermare una nemica, e negli stage indicati dall’icona, potete ottenere Behelit uccidendo demoni “nascosti” assai resistenti, che francamente sono più un fastidioso lavoro d’ufficio che altro, visto che non sono nè nascosti (sono segnalati da un indicatore pulsante sulla minimappa) né particolarmente aggressivi o dannosi, ma solo enormi sacche di hp, ancor più per la ricompensa che danno con zero impatti sul gameplay.

Purtroppo molti problemi della modalità Storia ritornano anche qua, visto che nonostante il formato si presti a dare più varietà e rendere ogni run leggermente diversa dalle altre, la varietà delle missioni/obiettivi è più o meno la stessa, con ben poche novità ed obiettivi, non ci sono le sfide trivia come in SW 4 ed Hyrule Warriors, o missioni che vi limitano in qualche modo (niente parata, sub-weapon proibite, qualsiasi sfida peculiare non già vista nella Storia), non sia mai.

E più ci giocherete, più noterete che il pool di missioni non è così grande come dovrebbe, e l’effetto indesiderato di questo è che più ve ne appaiono di nuove maggiore è la chance di rifare una missione già affrontata più volte, cosa che accadrà comunque – appunto – per quanto poco esteso sia il pool di missioni da cui il gioco pesca in maniera parzialmente randomica.

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Non è orribile, ma non è neanche sta gran modalità interessante, sa di tremenda occasione sprecata, e poteva essere più di un grind mode con qualche sprazzo di sfida, utile per sbloccare alcuni oggetti, costumi e cavalli, oltre a Wyald (di fatto questa è la modalità per sbloccare le altre cose e grindare già che ci siete). Le aggiunte sembravano fertili per farvi qualcosa di vagamento rogue like, ma nope, anche questa idea è fatta a metà, almeno sarebbe stato gradito fare delle missioni diverse per i personaggi visto che comunque il progresso negli strati non è condiviso ed alcuni oggetti sono ottenibili solo con un preciso personaggio.

Non aiuta il riciclo di boss e la rara presenza di generali nemici o personaggi che appaiono solo qua, come lo Skeleton Knight che vi affrontano qui vi farà domandare perchè cazzo non sono giocabili i personaggi contro combattete più volte. Al contrario di altri titoli Warriors che vi offrono qualcosa di nuovo rispetto a quello che avete già visto e giocato (che comunque può essere riusato per fare battaglie interessanti) nella modalità Sfida/Survival, Berserk and The Band Of Hawk rimescola con poca voglia quello che ha, aggiungendo ben poco di valore o fatto con ispirazione alla miscela. La sensazione di “mi pesa il culo, accontentati” è enorme.

E poi, e francamente non è neanche così difficile, siete bloccati ad usare gli oggetti curativi e boost scelti all’inizio della run per tutta la sua durata (quindi una volta finiti gli usi dovete ottenere pozioni ed oggetti da specifiche unità per curarvi e ricarica munizioni di armi secondarie) che danno il giusto sapore survival alla modalità, ma siccome non c’è neanche enfasi sul tempo impiegato, non c’è senso d’urgenza e sarete livellati fin troppo (almeno con Guts dopo aver finito la storia) ed attraversare l’Endless Eclipse di per sé vi permetterà di salire di livello abbastanza rapidamente, quindi solo in alcune battaglie verso la fine vi sentirete in pericolo.

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Inoltre, sebbene ci siano degli obiettivi di piani da raggiungere e 100 sia quello massimo per cui ottenete qualcosa, potete continuare tecnicamente all’infinito, una volta raggiunto e sopravvissuti in qualche modo al livello 100, continuate a giocare, e continuano a venirvi offerte le missioni a prescindere da quale tier (da 1 a 25 level, etc.) dovrebbero appartenere, il che se non altro è utile per finire quelle che vi possono essere sfuggite prima.

Una mossa da stronzi è che dovete sbloccare la versione Phemto (che funziona come trasformazione) di Grifith, cosa che molti fan volevano e per questo il gioco rende – sadicamente – più difficile del dovuto ottenere. Ed una volta sbloccato… mh, è un po’ deludente, potete risucchiare nemici in buchi neri e fare mosse potentissime come potreste pensare, ma sembra un po’ abbozzato, perchè ha solo un’abilità/subweapon e poche mosse di fatto, un po’ triste visto quanta fatica farete per sbloccarlo. Ammesso, è la stessa critica alla versione “Spadaccino Nero” di Guts, nel senso che le trasformazioni sono una meccanica “gimmick” e poco altro.

Questo è un dettaglio reso più amaro dal fatto che il roster è purtroppo più piccolo del prevedibile, con 8 personaggi giocabili , il che di nuovo evoca un paragone con Warriors Legends Of Troy, anche se è mille volte meglio di quella merda. Voglio dire, chissenefrega di usare Pippin, ma Mozgus (che ha pure la forma Apostolo, pesava il culo fargli un moveset quando è “normale”? Pare.), cavolo, anche Bazuso! Od uno facile, Isidro, che effettivamente combatte nella serie ed ha uno stile di combattimento definito e noto? Grunbeld?O l’amato Cavaliere Teschio? NOPE.

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Quasi dimenticavo: ci sono dlc nella forma di sovrapprezzati costumi (quasi 2 euro per vedere Caska in versione maglietta bagnata? SIGH) e cavalli, raccolti in sempre sovrapprezzati pack, così come un pacchetto di battaglie extra. Non il peggio da Koei, ma è triste che questa sia la “solita solfa” da parte loro.

Considerazioni Finali

Sebbene ne avessi sentore già a qualche mese dall’uscita, mi secca tremandamente dover constatare come Berserk and The Band Of Hawk sia deludente per un crossover atteso come quello di Berserk e Dynasty Warriors.

Non è orribile, è decente, ma è quasi peggio perchè Omega Force ha fatto poco più del solito, del minimo sindicale con questo crossover, quando in passato hanno saputo fare molto, molto di più, anche titoli simili come Arslan Warriors Of Legends sapevano meno di tirato via. Quasi ogni elemento di Berserk and Band of The Hawk trasuda di svogliatezza di fare più del minimo richiesto.

Alcune nuove idee come le transformazioni si presentano verso la fine di uno story mode che si allunga con non poche battaglie filler, senza nessuna costruzione di map design, di cui si sarebbe fatto pienamente a meno, ed una volta finito troverete un survival mode con delle idee ma implementate anch’esse con poca voglia e sforzo, ed alcune scelte di design fatte per allungare la rigiocabilità, visto l’assai piccolo roster.

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Preparatevi ad incazzarvi di come personaggi iconici che pensereste sarebbero giocabili non lo sono perchè ad Omega Force pesava il culo fare un moveset completo per personaggi boss che hanno già diverse mosse fatte, come Mozgus od il Cavaliere Teschio.

Aggiungete al tutto le solite mosse della Koei che continuerò a criticare anche se ho la nausea a ripeterle, cioè localizzazione europea solo in inglese con traccia audio solo in giapponese, con l’aggiunta di una mossa taccagna più recente, ovvero è solo single player, neanche multiplayer locale.

Se non altro cattura molto bene l’atmosfera di Berserk, anche quando il gioco non usa le circa 2 ore di footage prese dalla trilogia di film (e non quell’aborto del cgi-anime del 2016-17, la Koei è taccagna, non stupida) le cutscene sono ben fatte, la storia è Berserk (quindi ottima) e la narrazione è più che decente anche se salta inevitabilmente alcuni pezzi di storia poco importanti, al contempo però prolungasi su sequenze davvero minori perchè la Koei aveva la scena del film licenziata.

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Berserk and The Band Of Hawk ha un titolo ridicolo ed è decisamente tirato via rispetto alla tipica offerta dei titoli Warriors (e devo di nuovo ribadire che ormai gli standard sono più alti anche per questo sottogenere, dopo Hyrule Warriors ed il primo Dragon Quest Heroes), non dico non dovreste comprarlo se aspettavate di uccidere migliaia di nemici con Guts, ma sappiate a cosa andate incontro, e soprattutto non pagatelo a prezzo pieno, decisamente troppo.

Prendetelo quando lo vedete a forte sconto, pagatelo in maniera proporzionale a quanto impegno è stato messo nel gioco: il minimo sindacale. Peccato. 😦

 

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