[MELEE MANIA EXTRA] Oneechanbara ZII: Chaos PS4

Oneechanbara ZII Chaos

Piattaforma: Playstation 4

Disponibile anche su: Steam

Giocato alla/e difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Prima che lo diciate voi: sì, sono un masochista impenitente, ed uno stronzo, se volete.

Perchè non so come altro giustificare il fatto che, nonostante tutto quello che ho detto e pensato sulla serie di Onechanbara, sia qui a recensire (e quindi abbia comprato, non mi regalano codici per recensioni… non ancora!) Onechanbara Z2 Chaos, l’ultimo titolo della serie, sempre sviluppato dalla iper-prolifica Tamsoft, che non a caso è dietro anche ai Senran Kagura, giusto per darvi una migliora idea del tipo compagnia che sono.

Non l’avrei manco considerato questo se non avessi sentito dire su più lidi che era un notevole passo avanti, ed al quel punto la mia curiosità malsana ha fatto il resto. Maledizione. E no, il fatto che abbiano incluso nella mia copia un artbook chiamato “Behind The Bikini” (titolo appropriato) non rende la cosa migliore. Almeno non ho dovuto pagare più dello standard.

Onechanbara ZII Chaos a story for the ages

Comunque, Onechanbara Z2 Chaos, parliamo di questo. E stavolta parlerò della storia in maniera un po’ meno sarcastica. Non preoccupatevi, non ci vorrà molto a spiegarvela, probabilmente più o meno quanto ci è voluto a scriverla. Come potreste ricordarvi dalle recensioni di Bikini Samurai Squad e Bikini Zombie Slayer, il tutto gira su due sorelle con un sangue letteralmente maledetto, Aya e Saya (vestite rispettivamente come una cowgirl in bikini ed una scolaretta giapponese, perchè sì, immagino), che trucidano demoni e zombie i quali appaiono perchè qualche supercattivone maligno ha un piano (appunto) malvagio, o qualcosa del genere.

Non che zombi o demoni richiedono spiegazione a questo punto, visto che possono semplicemente “accadere” come elemento di storie, emergere dalla brulla terra, dal muschio e licheni, od esistere e basta, poveretti.

La scusa di narrazione offerta come trama stavolta è che il clan del Sangue Maledetto è svelato come rivale accerrimo e sempiterno del clan del Sangue Vampirico, rappresentato da altre due sorelle, due nuovi personaggi tali Kagura e Saaya (sì, con una “a” in più, non è una svista), che si scontrano apparentemente da anni contro Aya e Saki senza che nessuna delle due parti prevalga sull’altra. Ma all’improvviso arriva un altra donna con poteri “incredibbili” e capelli improbabili che scatena contro di loro demoni e non morti, e quindi le quattro devono allearsi per fronteggiare il pericolo più grosso, e salvare il mondo in bikini, guepiere e motosega.

Questo è il tipo di roba che vedreste come un finto trailer messo prima o durante il segmento “Intermission” di un film di Roberto Rodriguez, ma come sappiamo, a volte anche i finti trailer possono diventare bambini veri se la fata dell’exploitation gli dà vita…..

Onechanbara ZII Chaos that's some writing right there

A proposito della storia, vale la pena far notare (nel caso il 2 romano nel titolo non fosse sufficiente) che questo è un seguito di Oneechanbara Z – le sorprese non finiscono mai -, uscito per PS3 nel 2012/2013 e mai portato fuori dal giappone. Non so il perchè, ma non è che importi a livello di trama, visto quanto è interessante il “mythos” di Oneechaanbara, e visto che il gioco fa un riassuntino del tutto, per farvi sapere tutto quello che vi serve per avere una sembianza di storia che giustifichi quattro squinzie che vi vestono come esibizioniste pronte a dare la scusa del “cosplay”.

C’è più “storia” di quanto pensavo, ma potreste saltarvi tranquillamente qualsiasi filmato e vi perdereste solo one-liner e tentativi comici patetici, roba talmente vergognosa che ho quasi riso da quanto è imbarazzante. XD A parte quando Kagura fa il verso al jiangshi, quello mi ha fatto onestamente ridere, ma non cambia che i personaggi siano poco più di tette attaccate ad un corpo, hanno una personalità, sì, ma che consiste nell’essere fastidiosa, irritante o stereotipata. Non c’è molto altro da dire al riguardo.

Ovviamente il finale fa intendere che ci sarà un altro Onechanbara, è il “come” che mi ha spezzato dal ridere, cioè dopo la cutscene finale, i montaggi di lotte e cutscene, solo via voci fuori campo mentre i crediti vanno per conto loro, un altro segno di una produzione low budget nell’anima.

-Gameplay / Combat System / Controlli

Tutto molto bello, ma di sicuro non è nella trama che Z2 Chaos dimostra di aver superato la pubertà.

Oneechanbara ZII Chaos gameplay

Però devo ammetterlo, Z2/ZII Chaos è un notevole miglioramento rispetto agli altri Onechanbara, quelle menti bacate alla Tamsoft hanno deciso di impegnarsi e rendere il combat system effettivamente godibile e divertente, invece di mettere meccaniche di base senza approfondire o sviluppare niente a sufficienza, e sperare che l’orgia di schizzi di sangue, mutilazioni zombie e tette plasticose rimbalzanti in qualche modo bastasse da sola a rendere il gioco degno di essere giocato.

Ammesso, molte meccaniche erano già presenti nei precedenti e ritornano non molto cambiate, ma ora hanno più un senso di esistere e sono meglio spiegate anche dalle 33 pagine del manuale mostrato durante i caricamenti, un po’ troppo lunghi per qualcosa del genere, tra l’altro, almeno potete leggere qualche consiglio utile nel frattempo.

Oltre a queste, ci sono diverse novità: ora i personaggi possono usare un’inseguimento stile Sonic (stranamente non funziona come in Senran Kagura, meglio così da una parte), possono scattare, usare anche armi secondarie (che non si sporcano di sangue e non necessitano di essere pulite), comprare armi extra ed anelli per potenziare vari parametri.

Oneechanbara ZII Chaos move list

Ora finalmente avete una move list chiara e facilmente consultabile (e delle vere combo da poter eseguire) ed un modo semplice per acquistare nuove mosse e potenziarvi, cioè con le sfere gialle ottenute da spendere per sbloccare armi ed abilità nel negozio (accessibile via il menù principale o le statue di generica donna santa cristiana nei livelli), e valutazioni di fine lotta che influiscono sulle sfere bonus ottenute. Visto mille volte, ma funzionale ed efficace.

Avrei preferito però che il gioco vi dicesse info e statistiche sulle armi, perchè armi sbloccabili/comprabili giocando sono più forti di quelle precedenti, ma siccome la descrizione dell’arma non parla di attacco o cose simili, sareste portati a pensare che siano solo skin diverse, ma non è così. Una cosa su cui mi devo rimangiare la parola è la meccanica del pulire la spada tipica di Onechanbara da sempre, è una meccanica ganza ed ha un senso/utilizzo pratico, ed è un bel tocco caratteristico.

Inoltre ora i personaggi possono avere più mosse speciali effettuabili usando la barra estasi, e potete creare catene in diversi modi: facendo un cambio di personaggio al colpo finale di una combo, toccando il touchpad quando un’icona indica che il personaggio è pronto, oppure aspettare che tutto il gruppo sia pronto e scatenare un uber attacco che invoca tutti i personaggi a schermo.

Ovviamente la maggiore novità sono i due nuovi personaggi di Kagura e Saaya, con armi diverse ed alcune caratteristiche specifiche loro, come il poter rigenerare parti grigie della barra della salute e potersi trasformare stile Super Sayan (con vestiario “pudico” stile Witchblade o Kill La Kill, per capirsi) in alternativa all’andare in modalità berserk dei precedenti capitoli, come Saki ed Aya possono fare (dopo un certo punto della storia), le quali a loro volta hanno abilità speciali che le altre due non possiedono.

Oneechanbara ZII Chaos kagura

A livello di level design, è sempre il solito affair lineare, con barriere che appaiono e creano arene in cui dovete uccidere tutti i nemici per proseguire, e livelli lineari con qualcosa da distruggere per orbi extra, ma in generale è “hack n slash 101”, con ogni tanto nemici di tipo boss ed ogni tanto livelli non totalmente lineari ma con una freccia che vi aiuta a navigare o semplicemente un level design meno confusionario di quanto visto in precedenza, nei rarissimi casi in cui non è ovvio dove dovete andare, non è veramente difficile o assurdo dedurre cosa fare o dove andare.

Niente più chiavi da trovare che appaiono casualmente dove cazzo decide il gioco e quando il gioco decide di farvele trovare, niente mappe inutilmente grandi con trentamila accessi e porte che si confondono l’un l’altra e vi fanno confondere facendovi perdere tempo in backtracking, qui anche gli scenari sono visivamente più interessanti, colorati e variegati, tra deserti, laboratori, rovine,etc.: non vi sembra più di fare andirivieni per le solite due/tre location, perchè non lo fate.

A proposito dei nemici, ce n’è una discreta varietà, e seppur ci troviamo di fronte ad un potpourri di demoni, talpe-squalo, robot a metà tra Emilio Robot e Robocop, zombie e vari stereotipi, il loro design è migliore della media della serie ed è piacevolmente stupido stavolta, invece di essere un guazzabuglio neanche simpatico o buffo. Anche se purtroppo l’IA degli zombi continua ad essere quella che è, visto che a volte la battaglia non è conclusa perchè qualche zombi se ne sta placido a farsi gli affari suoi da qualche parte della zona di combattimento, od aspetta che vi avviciniate voi per balzarvi addosso.

Oneechanbara ZII Chaos qte

In ogni caso c’è uno zombi cinese (i Jiang Shi, quelli con il sigillo di carta sulla fronte, le gote rosse come un clown, le maniche lunghe e che saltellano stile Hsien Ko di Darkstalkers), il che per me è un’ottima cosa, è un tipo di zombie fin troppo poco usato.

I boss sono presenti in discretà quantita e varietà, peccato che spesso alcuni vengano riciclati a volte neanche senza troppo pudore, ed alcuni di essi hanno un design ganzo e spesso hanno più fasi in quanto dopo avergli tolto un certo tot di energia dovete esibirvi nel QTE in cui strisciate il dito sul touchpad del controller PS4 nelle direzioni indicate (gimmicky, ma non fastidioso più del solito), e dopo ogni QTE ne vengono fuori mutilati, senza alcuni bracci e gambe, od ali, etc.

Ed è bene che i boss siano ok perchè francamente i nemici normali diventano poco divertenti da uccidere, il piacere di dominare masse di nemici qui presente non è poi troppo dissimile da quello dei Dynasty Warriors, ma si poteva fare di meglio, sarebbe bastato sfruttare l’idea dei Mudmen e rendere altri tipi di nemici deboli solo a certe armi od attacchi, o dovergli prima distruggere armature per rendergli vulnerabili, qualcosa del genere.

Mi lamento perchè – al contrario dei precedenti Onechanbara – qui c’è un’ossatura di un hack n slash di qualità, quindi potenzialmente futuri titoli potranno rifarsi a quanto creato qui, ma va detto che non è un gioco particolarmente bilanciato, e può diventare molto caotico tanto che andare di button mashing è spesso preferibile, non per dire che non è divertente compiere le spettacolari e flashose combo, ma diventa un po’ una necessità in diversi casi spammare attacchi speciali e combinati; ed onestamente non è un titolo che offre enorme sfida, ma riesce a ricompensare il giocatore che ha buon tempismo ed abilità.

Oneechanbara ZII Chaos score sheet

E l’altro lato dell’essere essenzialmente un hack n slash “puro”, con l’idea di level design e progressione da titolo PS2, è che a volte vi trascinate, visto che gli scenari sono poco interattivi e non ci sono collezionabili nascosti che vi spingono a deviare dal percorso, attività secondarie o mini-giochi come in Lollipop Chainsaw, qualcosa per rompere la ripetività dell’azione hack n slash (che è comunque la cosa importante). Nonostante ciò, il gameplay riesce a tenervi interessati quanto basta, c’è qualcosa di solido alla base ed un po’ di carne sopra le ossa, stavolta.

Stile / Tecnica / Contenuto

Oltre che via cutscene con il motore di gioco, molte scene d’intermezzo sono fatte in stile fumetto, con un susseguirvi di screenshot con baloons ed onomatopeie come “Dodooon” incorniciate in vignette, e dialoghi (con voice-over, non solo testo) della qualità che vi aspettate, e già da alcuni screenshot vi potete fare una buona idea di essa.

A livello di stile, è la solita spazzatura vergognosa vista nei precedenti titoli, il solito svergognato miscuglio di bagascione in bikini e cappello da cowboy, il solito gusto per l’exploitation di più basso livello, “sex and violence”, il solo fatto che il gioco ha dei DLC come “pittura e frutta copri capezzoli e clitoride” la dice lunga su quanto è un titolo di “gusto”. E va ammesso che incarna molte delle cose orride o “tossiche” dell’industria sull’ipersessualizzazione della donna, e non lo dico per graziarmi blog femministi (ci sono modi molto più sensazionalistici ed efficaci di farlo), lo dico perchè è lampante anche solo a vedere uno screenshot che razza di spazzatura è a livello stilistico l’intera serie.

Oneechanbara ZII Chaos cutscene

Guardate a tutto questo trash. Sì, “a”. 

Ma visto che siamo sinceri, mi sento quasi “tranquilizzato” dalla totale mancanza di gusto, così abissale e grottesca da essere quasi ingenua e “innocua”, in maniera non troppo dissimile da come mi sento attratto da film di serie B, C e Z, incuriosito dal pattume o roba di nicchia, oscura. Se non altro non si può dire che il gioco non sia conscio di quello che è e lo mostri in maniera audace senza cercare di nascondersi malamente dietro un ramoscello, apprezzo l’onestà, la quale non cambia quello che è lo stile.

Parlando da un lato meramente tecnico, è quello che vi potreste aspettate da un titolo low budget della D3 e Tamsoft, con texture ed ambientazioni assai basiche ed in bassa risoluzione, muri invisibili un po’ troppo ovvi, e piccoli bug come nemici che a volte appaiono fuori dalle arene, oltre ad una telecamera che non riesce bene a star dietro ai moltissimi nemici. Ma almeno è un gioco colorato, i personaggi controllabili ed i boss hanno un discreto dettaglio e cura, ed il framerate è costantemente fluido sui 60 fps in ogni situazione, cosa non tanto ovvia ma un po’ tanto necessaria per un titolo d’azione dal ritmo così forsennato.

L’unico vero glitch/bug mi è capitato è uno che ha fatto prendere un epilessia alla telecamera ed al motore di gioco, non si vedeva più il personaggio ed era impossibile fare qualsiasi cosa, ma è bastato ricaricare il checkpoint per sistemare la cosa. Altrimenti titolo senza “bachi” di sorta, almeno nessuno che impedisce di proseguire o cose simili.

Oneechanbara ZII Chaos a stroll in the old city

Il titolo è completamente in inglese, e credo sia così anche nella versione venduta in italia, visto quanto è di nicchia, ma potete scegliere il doppiaggio originale giapponese o quello americano (quello di default), che è…. sopportabile, seppur della qualità che vi potete aspettare. È più di quello che la Koei sta facendo per i titoli Warriors, se non altro. La musica invece è per lo più orecchiabile, con una dozzinale canzone k-rock a fare da tema caratteristiche, ed alche canzoni strumentali sempre tendenti al rockeggiante.

Lo story mode è sufficientemente lungo, nel senso che dura ¾ ore, poco ma considerato il gameplay ed il level design, stavolta non me ne lamenterò più del dovuto, sia chiaro, 4 ore son poche, ma al contrario di precedenti titoli della serie (od altri della Tamsoft come Senran Kagura), questo sa che è meglio così che avere uno story mode lungo il doppio od il triplo per soddisfare arbitrari standard di durata, anche se il gioco deve rigurgitare sé stesso più volte per far ciò.

C’è abbastanza contenuto extra da farvi tornare sul titolo, nonostante lo story mode cortino (oltre a difficoltà superiori da sbloccare), e stavolta l’idea di rigiocarci non mi fatto venire conati di vomito, anzi, ci sono voluto ritornare volentieri sul gioco più volte dopo averlo finito, il che dice qualcosa, considerato cosa ne pensavo e penso dei precedenti.

Oneechanbara ZII Chaos mission mode.png

Oltre alla modalità storia, c’è la solita modalità Pratica stile picchiaduro 1 vs 1 (fin troppo dettagliata a livello di feeback, con tanto di input mostrati e scelta dei nemici-manichini) e la modalità Coordinate che è praticamente “personalizza il tuo personaggio-fetish” che vi permette di giocare al dress-up (ed almeno ne vale la pena per mettere una fetta di pane sui denti dei personaggi giusto per due risate, sì stavolta ho usato questa roba, al contrario di quanto faccio coi Senran Kagura), il negozio con la gestione delle abilità/armi/equipaggiamento, e la “modalità” Quest, che non è una modalità ma una lista del vostro progresso per gli obiettivi, che una volta soddisfatti sbloccano oggetti per la personalizzazione della vostra “signora della notte”, varia roba da vedere nella Galleria, oltre a veri e propri trofei del PSN e classifiche online per i punteggi.

La maggior offerta dopo lo story mode è la modalità Missione, una serie di arene sfida in cui l’obiettivo consiste generalmente nel sconfiggere nemici o boss, ma spesso avete limitazioni, come i nemici subiscono danno da un solo tipo di attacco speciale o con uno specifico tipo di attacco (come quelli fatti durante gli inseguimenti, quelli in corsa, in aria, etc.), non potete usare oggetti, etc. Sono usate anche per riproporre boss ed alcune sono mere scuse per farvi uccidere altre centinaia di nemici e grindare esperienza per comprare tutte le mosse ed abilità, ma non è una poi così brutta scusa.

Di queste missioni ce ne sono almeno 40, 20 per la difficoltà Media e 20 per Difficile, ed anche per le successive, e se alcune sono ripetute per le varie difficoltà, altre sono presenti solo ai livelli di difficoltà più alti.

Al contrario di Bikini Samurai Squad e Bikini Zombie Slayers, Z2 Chaos non ha una modalità cooperativa locale, è un titolo totalmente single-player ma non lo ritengo un difetto, visto quanto era orripilante la co-op splitscreen degli Onechanbara precedenti, lo so perchè l’ho provata e fatto soffrire un mio amico perchè voi lo sappiate. 😉 Immagino perchè senno il framerate sarebbe calato di brutto con la co-op.

Considerazioni Finali

Oneechanbara ZII Chaos saki

Non confondiamoci, Onechanbara Z2 Chaos è la definizione enciclopedica del “guilty pleasure”, non so come altro definire questo nuovo episodio di una serie in cui donnine combattono demoni, mostri e zombi armate di spade, motoseghe e vestite in bikini, guepierè, da scolaretta o da cameriera, perchè sono più facili da pulire dalle tonnellate di sangue e membra tagliate, ovviamente.
É spazzatura, exploitation in tutto e per tutto, e se vi fa schifo, avete perfettamente ragione.

Ma al contrario dei precedenti titoli della serie, stavolta la Tamsoft ha deciso di metterci vero impegno nell’offrire un hack n slash decente, invece di sperare che la sovrabbondanza di tette plastiche e viulenza funzionasse come cerotto per un gameplay cosi tepido, superfluo, noioso e mal sviluppato, ed un level design di tale risma se non peggio, come in Bikini Samurai Squad.

Oltre ad inserire 2 nuovi personaggi giocabili (per un totale di 4, ognuno con uno stile ed armi proprie che lo differenziano), sono state aggiunte diverse meccaniche come la transformazione, inseguimenti, attacchi tag ed in generale ora sterminare le tonnellate di nemici è semplicemente più divertente perchè le fondamenta del combat system sono assai molto più solide, le combo ci sono davvero stavolta e sono spettacolari, rapide e flashose.

Non è un combat system particolarmente bilanciato e l’azione spesso diventa fin troppo caotica, e non è un gioco difficilissimo, ma è assai godibile, se sapete a cosa andate incontro e non vi aspettate Bayonetta. In tal caso andate a giocare Bayonetta.

Onechanbara ZII Chaos the baddies

Sia chiaro, il level design è comunque estremamente basico e di fatto non c’è altro oltre a combattere orde di nemici e boss in aree più o meno larghe, a livello di contenuto e fattura tecnica è quello che vi potreste aspettare da un titolo low budget di estrema nicchia, ma gira a 60 fps ininterrotti e c’è più del previsto a livello di cura e cose da fare/ottenere, specialmente considerando i precedenti della serie, ed è venduto appropriatamente a prezzo budget.

Sono sorpreso che la serie sia potuta migliorare in maniera notabile e raggiungere una decenza (a livello di gameplay, certamente non di stile o di “gusto”), meritarsi di essere un gioco “guilty pleasure”, non eccelso e definibile come la versione videoludica del junk food, che non dovreste giocare perchè vi fa male o fa schifo, ma che toglie quella fame chimica alle 2 notte.

É discutibile in più di un senso, ma c’è molto di peggio sul mercato, ed il suo modestissimo lavoro lo fa. Non vi dico prendetelo, ma per per 20 euro o meno, può essere divertente. Io personalmente sono quasi contento di poter dire che c’è evidentemente speranza, se pure Onechanbara può migliorare, come questo ultimo titolo ha dimostrato.

Anche se ad essere completamente onesti non se la meriterebbe in pieno, gli voglio dare una sufficienza di incoraggiamento. 🙂

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