[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Samurai Warriors 4: Empires PS4

Samurai Warriors 4 Empires

Piattaforma: Playstation 4

Disponibile anche per: PS3 (solo digitale), PS VITA (solo digitale)

Giocato alla/e difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Devo dire che Samurai Warriors 4 Empires parte già con un vantaggio, perchè lo gioco dopo aver provato per la prima volta gli spin-off Empires con Dynasty Warriors 8 Empires, che ho detestato profondamente per il tedioso e lunghissimo sistema di gioco che mi ha fatto pesare come ore anche sessioni di mezz’ora (anche se devo ammettere che ci ho trovato qualcosa che mi ci fa tornare sopra e divertirmi, anche se per poco, nonostante la mia opinione rimanga valida e non la cambierò).

In ogni caso questo titolo segna il ritorno della serie Samurai Warriors in territorio spin-off strategico gestionale, visto che l’ultimo ad arrivare in occidente è stato SW 2 Empires, Samurai Warriors 3 ebbe sia la solita espansione Xtreme Legends sia lo spin-off Empires, ma non uscirono mai dal giappone, quindi non le calcolo (importatori con conoscenza della lingua potrebbero non essere d’accordo, ma se la Koei non si prende la briga di tradurre la sua roba in una lingua comprensibile agli europei, non è un mio problema od obbligo andare di import).

Non molto altro rimasto da dire, di sicuro non parlerò della storia. Di Samurai Warriors. Di nuovo. Ancor più quando questo gioco esiste apposta per permettervi di riscrivere la storia e far conquistare il giappone da Stalin, od Afro Samurai, etc.

Samurai Warriors 4 Empires atsumori

Gameplay / Combat System / Controlli

Come potreste aver previsto, il gioco usa come base Samurai Warriors 4-II invece del primo, anche se vi da alcuni piccoli bonus se trova i dati salvati di SW 4 e SW 4-II, e potete importare i personaggi creati da entrambi i titoli precedenti. Ovviamente, ci sono differenze ed aggiunte tipiche per questo tipo di spin-off strategici dei titoli Warriors, tra cui alcuni comandi generici per l’armata (attacco, difesa, movimento libero), il poter dare ordine semplici a singoli ufficiali da un apposito menù e il sistema di basi collegate visto in altri titoli Empires, che vi vede conquistare basi che si potenziano e formano linee di controllo, potenziando le basi collegate tra loro e formando zone rosse in cui voi avete il vantaggio, od altre in cui tutti i nemici sono più forti. Potete anche usare varie tattiche che potenziano l’intero esercito e causano altri effetti (ed hanno vari rapporti di forza e debolezza tra loro), se ne avete.

Nulla di nuovo se avete giocato Samurai Warriors 4 ed un qualsiasi titolo Empires, ma la cosa sorprendente è che stavolta la combinazione funziona, davvero, anche perchè c’è maggiore sensazione di controllo e di interdipendenza tra le fasi di battaglia e quelle di politica, nelle quali gestite il vostro castello, assegnate ufficiali a varie mansioni al fine di aumentare le statistiche generali del vostro dominio (fama, strategia, numero di truppe, etc.), e decidete quale direttive attuare quel mese (decidendo da voi o seguendo consigli dei vostri ufficiali).

Ogni azione decisa nella fase di politica consuma una direttiva (più sale la Fama e più direttive potrete eseguire prima di concludere il turno), e dopo un tot di mesi potrete risistemare le mansioni ed assegnare i vari dipartimenti (ricerca, diplomazia, strategia, arte militare, etc.) a vari ufficiali per maggiore efficacia e politiche da usare.

Samurai Warriors 4 Empires conquest!

Una cosa cambiata rispetto alle altre versioni di Samurai Warriors 4 sono gli obiettivi che appaiono durante le missioni, qui molto rarefatti e legati al sistema di relazioni, roba tipo “conquista 2 basi con questo personaggio per aumentare il tuo favore/fiducia tra x ed y” che serve anche a rendere controllabili in battaglia i vari personaggi con cui migliorate la relazione.

Il flusso di gioco è alquanto semplice: fase di politica-> fase di battaglia (in cui potete invadere, difendere, o non far nulla), e la cosa si ripete. Ad ogni turno potranno accadere eventi random, come maggior raccolto, piaghe che riducono la forza dell’esercito in un castello, nevicate che impediscono a certi territori di attaccare e venir attaccati, potrebbe nascere un figlio di un vostro generale che potete quindi assegnare ad un castello, ed il tutto funziona a dare una certa impredivibilità al tutto, cosa importante vista la ciclità del gameplay.

Ci sono due risorse principali a cui dover star dietro, ovvero il denaro e le provvigioni, specialmente le ultime, perchè ogni volta che andate in battaglia potete scegliere quante provvigioni usare, il che determina quanto tempo avrete per vincere la battaglia e rende il tutto molto meno facile di quanto possiate pensare, considerato che il gioco soppesa la potenza di entrambi gli eserciti, e vi fa partire in svantaggio se cercate di affrontare un nemico notabilmente più forte di voi. E per la struttura delle basi collegate non potete semplicemente correre al campo principale del nemico ed accoppare il “boss”, semplicemente non potete, sia perchè non appare subito, sia perchè se non fate attenzione il vostro campo principale cadrà.

Samurai Warriors 4 Empires castle town

Il che vi costringe a pensare bene se volete spendere risorse per una battaglia inutile, a pianificare e prepararvi, poichè – per esempio – non è detto che se non invadete nessun territorio gli altri faranno lo stesso, quindi magari è meglio giocare sulla difensiva ed arruolare più gente che potete (alcuni generali vengono catturati e possono essere reclutati, liberati od uccisi) per difendere i castelli degli altri territori, specialmente all’inizio, ed è piacevole che siate sfidati già nel primo scenario. Anche perchè più usate certi personaggi per le battaglie, più la forza complessiva del loro battaglione diminuisce, e questa può essere recuperata con specifiche direttive, ma anche semplicemente cambiando personaggi per gli assalti e dando modo all’unità di recuperare forza.

Gli elementi strategici e gestionali sono profondi a sufficienza da avere importanza e quindi avere senso, ma non è un gioco complicato, e se non altro l’interfaccia e la gestione del castello è mille volte meglio di quanto visto in Dynasty Warriors 8 Empires, anche se alla fine scegliete comunque delle opzioni da dei menù e succede quello. Solo che stavolta il tutto non sembra una mera mascherata, un superfluo e tristo ammorbarvi di tremila opzioni di fatto superflue, e non lo è.

Ci sono sempre cose minori come la presenza di relazioni che possono essere coltivate in specifici modi, come un guerriero che diverrà vostra nemesi/rivale, o cose come protetto, sposa, ed eventualmente figli, oltre a cose come “fratelli giurati”, che sono gradite, ma ci sono anche molte cose che hanno effetto sul gameplay in maniera sostanziale, piccole cose che sarà un piacere scoprire, ma che hanno sempre qualche effetto a lungo termine.

Samurai Warriors 4 Empires sumimasen

 

Inoltre, stavolta hanno capito che darvi come obiettivo “conquista tutto il giappone” non funziona sul lungo termine vista la struttura di gioco, ed è pigro, ed infatti qua ogni fazione che scegliete per lo scenario ha diversi obiettivi, come conquistare una specifica regione o raggiungere un territorio, invece di conquistare tutto il giappone, che è grande non poco. Il che vi dà subito un’idea se volete affrontare lo scenario in quel modo o no, e vi permette di pianificare visto che potete vedere dalla mappa l’obiettivo delle altre forze che comunque hanno una propria agenda da portare avanti durante lo scenario.

La cosa interessante è che se volete potete chiudere la partita una volta completato l’obiettivo specifico del personaggio principale scelto per affrontare lo scenario, ma potete anche continuare e cercare di unificare il giappone, il che se non altro serve per vedere se la complessità ha anche spessore, e regge al lungo termine, invece di servire solo per farvi pensare che sia più tutto più profondo di quanto è in realtà.

Ed in questo caso funziona anche a lungo termine, anche se rimangono i difetti che la struttura generale porta, ovvero la ripetitività si insinua comunque visto che dovrete ritornare molto spesso sulle solite mappe perchè dovete difenderle (alcune a seconda delle scelte potreste non giocarle proprio), e la struttura delle basi collegate omogeinizza il tutto in favore di efficienza strategica, visto che se siete abili ed avete le giuste tattiche da usare, potete tentare direttamente di collegare una linea alla base nemica e cercare di sconfiggere direttamente il boss senza curarvi delle altre basi.

In fondo il vostro obiettivo è conquistare il territorio e difendervi quando siete attaccati, la battaglia è solo un mezzo inevitabile per farlo in questo contesto specifico dei titoli Empires, che sono una via di mezzo tra le due volontà/generi.

Samurai Warriors 4 Empires victory

Per questo è molto meglio che possiate concludere i vari scenari senza dover conquistare ogni singolo territorio, ho conquistato il giappone con Nobunaga Oda, stretto alleanze con arguzia, conquistati interi territori occupando direttamente quello dove risiede il capo della fazione…e francamente una volta conquistato il giappone, non c’è molto motivo di rifarlo. Sì, ci sono vari scenari, ma questi si limitano a darvi una diversa distribuzione di fazioni (alcune presenti o meno a seconda dallo scenario) sulla mappa, a volte diverse ambizioni per certi personaggi, essenzialmente avete visto tutto dopo aver unificato una volta il Sol Levante, sensazione rafforzata da come rivediate certi eventi casuali ad ogni partita, quasi a prescindere da dove partite sulla mappa o dallo scenario.

-Stile / Tecnica / Contenuto

Se vi aspettate che possa dire qualcosa di nuovo a livello tecnico, beh, siete degli illusi, perchè non c’è nulla di cui parlare che non abbia già detto di Samurai Warriors 4-II (e per forza di cose, di Samurai Warriors 4), è identico tecnicamente, quindi dirò che mi piace molto la schermata del castello con i vari personaggi che si muovono e conversano nell’hub, quando non sono assegnati ai vari reparti, molto carina ed accattivante. Ottima presentazione e interfaccia quella del castello.

E prima che lo chiediate, sì, anche questo ha il doppiaggio giapponese e testi in inglese. E la musica è pressapoco quella sentita nelle due precedenti versioni, se c’è qualcosa di nuovo è molto ben nascosto o poco, e comunque sentirete il familiare tema di SW4 (il vocalizzo Heavenly Voice) quando nei menù pre-battaglia, quindi avete già sentito anche questa.

La maggiore attrativa del titolo è la modalità Conquista, quella principale, ma c’è anche la modalità Genesi che vi permette di prendere uno scenario e modificarne le fazioni ed ambizioni, o farne uno da zero. Non esattamente una modalità per la quale ho interesse, avrei preferito qualche mappa sfida , non come quelle di Dynasty Warriors 8 Empires che era artificialmente difficili e frustranti, ma una qualche mappa con condizioni e limitazioni particolari fatta bene l’avrei gradito.

Samurai Warriors 4 Empires events

Come potete vedere, non so creare personaggi con il CAW.

Nonostante non riconquisterei il giappone due volte di fila (come detto prima), c’è decisamente della rigiocabilità se siete interessati, specialmente se volete personalizzare l’esperienza, il che mi porta all’altra attrattiva maggiore, cioè l’Edit Mode, il quale ha un po’ meno valore visto che già il regolare Samurai Warriors 4 “vanilla” vi permetteva di creare personaggi con il CAW (Create A Warriors), e non ci sono moltissime nuove opzioni per l’editing del personaggio rispetto a prima, il che direi è identico a quello visto nelle 2 precedenti iterazioni di Samurai Warriors 4, visto che vi permette di importare i personaggi creati dai due titoli precedenti (anche se le statistiche del personaggio non si trasferiscono, causa diversi sistemi di crescita).

Comunque ha il suo valore perchè molti comprano le varianti Empires al fine di ricreare scenari allucinanti tipo avere uno Stalin medioevale che combatte per diffondere il comunismo mazzuolando gente che non sa ancora cos’è il comunismo, aiutato da Hatsune Miku o qualche personaggio anime ricreato più o meno fedelmente con l’editor (per quanto possibile, ci si prova). Ovviamente ho provato a ricreare Afro Samurai, ha più senso qui che in Dynasty Warriors 8 Empires.

Samurai Warriors 4 Empires modes

Curiosamente, non c’è nessun nuovo personaggio esclusivo a questa versione, il che sarebbe stato gradito, ma avrebbe fatto incazzare chi ha preso le altre versioni e non ha interesse in questi spin-off strategici, quindi meglio così probabilmente. Anchi qui molti personaggi generici o minori condividono move set ed armi generiche, come in altri titoli Empires o come nella modalità Chronicles dell’originale Samurai Warriors 4. Come  per gli altri titoli “nati” da SW 4, potete giocare in multiplayer locale od online, e ci sono i soliti DLC stile Koei, nulla di particolarmente degno di nota che non si sia già visto per i titoli Warriors.

Considerazioni Finali

Sebbene non abbia giocato così tanti di questi spin-off Empires da poter affermarlo con assoluta certezza, qualcosa mi dice che questo è il migliore, di sicuro il migliore che abbia giocato, e senza dubbio dieci volte meglio quello schifo di Dynasty Warriors 8: Empires. Qui ogni scelta fatta nella fase di politica influenza in qualche misura (grande o piccola) gli eventi ed il successo o meno quando dovrete andare a combattere per conquistare i territori, anche se è tutto gestito via menù semplici non c’è la mai la sensazione che il gioco vi abbia tirato addosso orde di opzioni nel tentativo di farvi credere che il tutto sia molto più complesso di quanto è in realtà.

Tanti piccoli accorgimenti  rendono la formula di questi spin-off molto più godibile ed accessibile in Samurai Warriors 4: Empires, come il fatto che non siete forzati ad impegnarvi in una campagna di 10 e passa ore per ogni scenario, ma potete semplicemente scegliere con quale fazione giocare, completare il loro obiettivo principale (unire una regione, distruggere un altro casato), e se volete tentare di unificare il giappone. Il che è un’ottima cosa perchè francamente, una volta unificata la vecchia Yamato, non c’è molto motivo di rifarlo da capo, visto che, per com’è strutturato il gioco, vi ritroverete spesso a combattere su certe mappe, rese più omogenee dal sistema di basi collegate, e quindi la ripetitività si insinua al lungo termine.

Samurai Warriors 4 Empires motonari mori

Come per altri spin-off strategici dei titoli Warriors (che siano Empires o meno), anche se funzionano – come in questo caso – rimane palpabile una sensazione di compromesso per tutto il gioco, non a caso perchè se il titolo fosse uno strategico/gestionale a turni…. sarebbe Nobunaga’s Ambition (e non a caso staff di questa serie ha aiutato Omega Force nello sviluppo), ed i fan di Samurai Warriors comprano Samurai Warriors perchè gli piacciono i musou, quindi ci deve essere una maggiore enfasi sugli elementi tattico strategici, ma non troppa altrimenti tanto varrebbe fare un gioco nuovo. Nulla di nuovo se avete giocato gli spin-off portatili dei musou Koei, ma va detto per darvi aspettative realistiche su questo gioco.

Detto questo, se vi è piaciuto Samurai Warriors 4 e/o apprezzate i musou e non avete mai giocato uno spin-off Empires (o roba come gli spin-off portatili tipo State Of War), questo credo sia il titolo perfetto da provare se volete una variante strategico-tattica di un normale titolo Warriors. O se volete rigiocare di nuovo Samurai Warriors 4 senza rigiocare esattamente l’originale Samurai Warriors 4.

Può valere l’acquisto, di sicuro, ma personalmente non pagherei comunque più di 20-25 euro, meno se possibile, visto quanto riciclo di elementi Koei fa per questi spin-off.

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