[EXPRESSO] La Mummia (2017) – Wrap It Up

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Allora, Universal, anche questo sarà retroattivamente NON il primo capitolo del tuo universo narrativo se non riempie le casse? Anche se rientra dei 100 milioni di budget spesi e questo è davvero l’inizio del Dark Universe…. se ne poteva fare a meno. Ampiamente.

Ok, Universal “reboota” la Mummia. Di nuovo.

E di nuovo come un action con elementi horror.

Solo che stavolta si dimentica… di tutto, come un senso dell’umorismo decente, un ritmo adeguato, personaggi che non sanno di olmo, una storia con una conclusione, o di aderire alle proprie regole. È un disastro visto che cerca di essere più dark, si prende più sul serio, ma non funziona con insipide scene d’azione, insipide scene sogno, scene assurde o semplicemente stupide, una storia d’amore clichè all’estremo, personaggi che fanno cose assai stupide anche quando sanno benissimo i rischi “perchè lo script dice così”. E non pochi problemi vengono dal dover ficcare nella broda il set-up del Dark Universe, con la Prodigium, un’organizzazione che si dedica a combattere e contenere mostri, ovvero che esiste per fare quello che chiamerò “Marvel-baiting”.

La storia è essenzialmente la stessa del film del 1999 di Stephen Sommers (ignorando di nuovo l’ originale del 1932): una mummia viene scoperta in una tomba da un gruppo di ladruncoli, risvegliando inavvertitamente un’antico male sigillato che può distruggere il mondo, ed i nostri si devono improvvisare eroei per salvare le terga dell’umanità. C’entra un pugnale, bende, etc.

La maggiore differenza è che la mummia è femmina… e basta.

Il crimine peggiore del film è però il fatto che è pure noioso e prevedibile, ben oltre l’accettabile, è davvero un disastro totale, incapace anche di offrire intrattenimento senza pensieri di qualità accettabile. Gods Of Egypt era meglio, non scherzo.

Almeno il trailer di quello non fu messo online senza audio.

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[EXPRESSO] Underworld Blood Wars (2017) | Mediocre Packet

Underworld Blood Wars locandina

Non sono familiare con la serie di Underworld. E con ciò intendo che questa è un’altra delle mie recensioni di un seguito… di cui non ho visto il/i precedente/i film.

Ma in fondo vi beccate pure un riassuntino iperveloce e molto sintetico dei precedenti film narrato dalla protagonista, cosa molto comune ai film d’azione ora, indi..

La trama di questo verte sulla protagonista Selene, una vampira combattente, una delle migliori del suo tipo, diventata una reietta per azioni contro la sua razza, e che ora è cercata siccome sua figlia è un ibrido tra vampiro e lycan (licantropo), ed il nuovo capo dei lycan, Marcus, vuole il suo sangue per annientare definitivamente i vampiri. Ed altre cose, non tutte delle quali sono chiarissime o ricevono chiusura o spiegazione in questo film, perchè c’è da fare “esca da sequel”.

Se siete come me, vi aspettereste vampiri e licantropi darsele, ed è più o meno quello che otterrete da questa serie action horror. Solo con personaggi assai clichè, prevedibili e non particolarmente fatti bene, o particolarmente intelligenti., il che si può benissimo dire anche delle scene d’azione, colme di stantie routine.

voglio dire, questo è un mondo in cui esistono vampiri, licantropi, e ci sono armi da fuoco moderne, ma in qualche modo i vampiri non pensano di usare granate quando i licantropi irrompono con scudi antisommossa. Strategia, questa sconosciuta.

L’azione è perlopiù di mediocre fattura, con qualche alto nei momenti gore e qualche basso quando gli attori fin troppo chiaramente saltano e fanno acrobazie aiutati da carrelli, e la storia non ha grosse sorprese, se non “vampiri liturgici”, il che mi solletica assai. La CG è decente.

Underworld Blood Wars è un film che esiste, nel complesso mediocre, un po’ noiosetto ed arraffazzonato, ma non abbastanza da essere inguardabile. È ok, immagino.

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[EXPRESSO] The Grandmaster (2013)

The Grandmaster 2013 locandina

(Visto durante il Dragon Film Festival 2017)

Probabilmente conoscete la non più-trilogia di film diretti da Wilson Yip, ma in caso contrario Yip Man fu il primo insegnante cinese di arti marziali ad insegnare liberamente ed apertamente lo stile di kung fu detto Wing Chun, rendendolo popolare, ed insegnò anche a Bruce Lee.

E questa è la sua storia, o meglio, un film biografico che racconta alcuni specifici momenti della sua vita, e dà spazio anche alle storie di altri personaggi, come il maestro Gong Yutian che si ritira, il suo assai irrispettoso allievo Ma San, e la figlia del maestro, Gong Er, che si ritrova a lotta per l’onore della sua famiglia.

Assieme ad un personaggio che non ha nessuna relazione (se non una casuale) con gli altri personaggi, una spia nazionalista cinese con il soprannome di “Rasoio”, perchè la Seconda Guerra Sino-Giapponese arriva e sconvolge la vita di molti cinesi. I suoi segmenti sono spesso pieni di azione da film sul kung fu che vi potete aspettare, con eccelsa coreografia ed azione fantastica, ma va ribadito la sua storia non ha nessun impatto su quella degli altri personaggi, al contrario delle altre presenti nel film.

A parto questo, l’altro problema è che il ritmo del tutto è “prendere o lasciare”. Sia chiaro, The Grandmaster è ottimo, ma è un film di kung fu drammatico e molto malinconico (con una storia d’amore di quel tipo), ed uno che si prende il suo tempo per raccontare le vicende dei vari personaggi, con flashback e flashforward continui e poco interesse ad una narrazione cronologica.

È un film lento, innegabilmente, e dalla durata tendente al lungo, ma anche se in certi momenti la vostra pazienza verrà testata non poco, vorrete comunque vedere come proseguiranno le varie storie, il che (per usare un assai trito eufemismo) non è poco.

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Rambo The Videogame PS3 [RECENSIONE] | Worse with PS Move?

Rambo The Videogame PS3

Forse ero uno dei pochi a non alzare i sopraccigli quando si scoprì (il giorno del lancio) che Rambo The Videogame era uno sparatutto su rotaie, perchè sono un aficionado del genere da sempre, nato e cresciuto a Time Crisis e compagnia bella. Anche se ammetto sono un genere morto per diversi motivi, almeno su console, visti cabinati come Dark Escape 4D o Time Crisis 5, che vorrei davvero poter giocare anche a casa.

Sia chiaro, avevo perfettamente intuito che questo era un aborto da dettagliate ed abbondanti videorecensioni, recensioni scritte ed una generale unaminità sul fatto che questo fosse un feto prematuro diabolico, una montagna di merda leggendaria svergognatamente venduta al pubblico. Leggi il seguito di questo post »

Scarica-Barile Complex: in caso di fallimento dare la colpa “all’internet”

GITS 2017 paramount talking bullshit

Ghost In The Shell di Rupert Sanders a quanto pare è un flop da 60 miliardi, e l’esecutivo capo della Paramount dice per la controversia di whitewashing.

AH AH AH AH AH AH AH!

Bel tentativo, ma non diamo la colpa alla controversia, perchè significa ignorare un caso di pura, vecchia retribuzione, alla quale Hollywood erroneamente (visti casi del genere) pensa di essere sopra, per qualche motivo stupido.

Questo è un micro-editoriale ed al contempo un’addendo alla recensione del film già pubblicata, btw. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Life – Non Oltrepassare Il Limite (2017)

Life Non Oltrepassare Il Limite 2017 locandina

Iniziamo con dissipare la frase che spesso vedo usata per descrivere brevemente questo film “è una scopiazzatura di Alien”.

Il che è un po’ una stronzata, perchè questo film ha molto più in comune con IT! The Terror From Beyond Space, film del 1958 con una trama molto simile, ed il quale ispirò a sua volta l’originale Alien di Ridley Scott. Certe idee non sono copyright di qualcosa che credete le abbia inventate, e questo è un media ciclico (come qualsiasi altro), nel bene e nel male.

Detto questo, quella di Life è una storia familiare: forma di vita aliena a bordo di una stazione spaziale, che eventualmente diventa curiosa sul contenuto degli astronauti e si dà alla loro caccia, mentre questi cercano di sopravvivere ed evitare che uccida ancora, o che arrivi sulla Terra.

Ma il film esegue la premessa in maniera diversa a sufficienza da renderla valida, visto che la creatura è inizialmente solo una cellula inerte estratta da un campione del terreno di Marte, ed in generale il tutto è quasi più Gravity che Alien, con maggior realismo e credibilità, e la creatura ha un ottimo design.

C’è del gore, e sebbene più minimale di quanto potreste immaginare, c’è eccome, ed è forse più disgustoso ed adeguato allo stile. Ma il finale è molto tipico del genere, ed in questo caso è ben usato come chiusura del tutto.

Il cast è buono e pieno di facce riconoscibili, tipo Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, i personaggi sono simpatetici e caratterizzati decentemente, la regia è buona, e non ci sono momenti morti.

Life ha un suo valore, visto la non-abbondanza di sci-fi horror sul mercato, ed è ben fatto, ma ultimamente è difficile ignorare come giochi fin troppo sul sicuro, confrontato con altri film recenti nel genere.

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Ghost In The Shell (2017) [RECENSIONE] |Empty Shell

Ghost In The Shell 2017 locandina

Vorrei tornare a quando fu annunciato questo film, non tanto per quel marasma di lamentele sul whitewashing (in retrospettiva un altra caciara senza senso, visto che in sintesi il lato Hollywoodiano dell’industria è interessato solo al profitto, e perlo più se ne sbatte di implicazioni varie dei suoi progetti), ma perchè potevo immaginare quello che sarebbe potuto stare, coltivare nella mia testa qualcosa di più interessante di quello che temevo sarebbe stato il film vero e proprio, e non “temevo” l’arrivo del film.

(sottotitolo non originalissimo, lo so) Leggi il seguito di questo post »