Saw: The Videogame X360 [RECENSIONE] | #fucKonami

Saw The videogame x360 cover

Mentre la mia retrospettiva sulla serie di film è in corso su Wise Cafè , è il momento di parlare qui dei videogame basati su Saw, due, entrambi sviluppati da Zombie Studios e pubblicati da Konami per PS3, X-Box 360 e PC.

Iniziamo dal primo, che tecnicamente si chiama solo “Saw” ma per evitare confusione è spesso detto “Saw: The Videogame”. Leggi il seguito di questo post »

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Introducing Wise Cafè (again), e cosa cambierà qui (AGGIORNATO 31/08/2017)

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Hola, come già annunciato, gli articoli riprenderanno il 1 settembre, ma ci saranno dei cambiamenti per molte rubriche.

In sintesi, ogni rubrica a tema videoludico resterà su Checkpoint Cafè (quindi Platformation, Melee Mania e sotto-rubriche continueranno come prima), mentre tutte le altre continueranno su Wise Cafè (che se alcuni ricorderanno, esistette anni fa per poco tempo, perchè progettai il tutto male e di fretta), ripartendo da capo con Grind Cafè che diventerà Grind Cafè EX, ed Anisurge che diventerà Zoatropia, senza che il formato cambi in maniera drastica (o per niente).

EXPRESSO sarà presente su entrambi i blog, ma qui sul Checkpoint Cafè ci saranno recensioni brevi solo di videogames, su Wise Cafè (già raggiungibile qui, in allestimento) quelle di film, e (forse) manga.

Quindi sì, da ora in poi su Checkpoint Cafè ci saranno articoli e recensioni a tema videoludico, mentre per anime, cinema, manga e dintorni basterà passare su Wise Cafè, che avrà anche alcune rubriche create ex-novo.

Tutte le recensioni presenti qui rimarranno dove sono, voglio partire dando nuovo contenuto per entrambi i blog, eventuali revisioni e riproposizioni di vecchi articoli e recensioni avverrà più avanti. Le pagine delle rubriche verranno poi aggiornate.

Credo sia tutto. A presto, ciao!

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EDIT: Credevo male, infatti non ho parlato della regolarità degli articoli, che usciranno uno ogni 4 giorni (a meno di alcuni improvvisati e su argomenti che ritengo necessari trattare il prima possibile), sia qui che su Wise Cafè. Là la pubblicazione inizierà dal 3 settembre.

è davvero tutto, ciao!

The Mummy: Dark Stories (Manga) [RECENSIONE] Universal Advertmanga

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Avevo accennato ad un articolo del genere su Facebook dopo aver scoperto l’esistenza di questa… roba, ma nel caso non lo sappiate (e non ve ne faccio colpa, io l’ho scoperto per puro caso neanche qualche settimana fa), Universal commissionò un web manga di 4 capitoli one-shot, scritti e disegnati da diversi artisti, rilasciati online dal 15 al 29 luglio 2017, uniti sotto il nome di The Mummy: Dark Stories, il tutto al fine di pubblicizzare l’uscita di quella schifezza cinematografica nelle sale nipponiche, assieme ad un omonimo titolo per smarthphone che non ho giocato e che non prevedo mai di recensire o toccare .

(Sì, questo è il vero articolo finale del blog per agosto 🙂 ) Leggi il seguito di questo post »

Grind Cafè #27: “Nice shark you’ve got there, would be a shame if…”

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Da una parte c’è il non voler buttarsi in un abisso di shark movies davvero ginormico, anche con la mia scelta di non curare più titoli de The Asylum non manca la scelta, perchè c’è sempre qualcuno che produce film sugli squali e li getta nel mare, incurante del fatto che Sharkenado 5 è in arrivo (perchè una gag se è buona una volta, lo sarà per sempre, almeno secondo The Asylum e cinici mercanti di genere come loro).

Dall’altra è difficile non concedersi qualcosa di leggero, e film del genere non pesano più di una piuma, visto anche il livello di Q.I. richiesto per immaginarli. Perchè in fondo, siamo un pò bambini, e ci piacciono gli squali come i robot giganti, a prescindere dall’età. Magari se fossero più spesso protagonisti di film migliori (come il decente The Shallows) e meno per questa spazzatura, e meno temuti, perchè alla fine rischiate più di morire per indigestione in spiaggia che per attacco di squalo…

Quindi si fotta il sole, è quello che voglio dire, credo. E la criminalità, visto che entrambi i film di oggi mischiano i cari vecchi predatori acquatici con mafiosi e dintorni.

Comunque, buone vacanze, e buona lettura! Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Black Butterfly (2017)

Black Butterfly 2017

Mi chiedo cosa abbiano fatto di male allo sceneggiatore di questo film, perchè non c’è spiegazione per la deliberata combo di ottimo colpo di scena verso il finale, e poi l’ultimo colpo di scena, uno dei clichè peggiori e più vecchi del mondo, un sentito, intenzionale vaffanculo verso lo spettatore.

Un thriller sulla falsariga di Misery Non Deve Morire di Stephen King (ed il noto adattamento cinematografico di Rob Reiner), Black Butterfly parla di uno scrittore, Paul, un tempo di successo ed ora afflitto da un continuo blocco creativo, dal quale cerca inutilmente di sfuggire bevendo nel suo chalet isolato in montagna ed accumulando debiti. Un giorno uno sconosciuto lo salva da un camionista furioso, Paul lo incontra sul ciglio della strada, gli dà un passaggio e lo ospita per sdebitarsi. Solo che lo sconosciuto è fin troppo gentile e non sembra avere in mente di lasciare presto il suo ruolo di ospite..

Se non altro, questo film servirà come esempio di come sia importante il finale, perchè la rivelazione finale è così trita, clichè, e stupida che distrugge l’intero film, quello che fino a qualche minuto prima era un buon thriller con Antonio Banderas,, in un altro film deludente come Automata (anche lì beveva come un ciuco).

É estramamente irritante perchè questo era un buon film, ben recitato e girato, mandato tutto affanculo dal colpo di scena non riporterò direttamente, dirò questo: “Non siamo più nel Kansas, Toto”.

Ormai sono stufo di doverlo ribadire, ma no, non vi sto perculando.

Un twist così vecchio, desueto e trito che ormai nessuno oserebbe pensare di rivedere, voglio dire, c’è un motivo perchè è odiato, è un orribile strumento narrativo.

No, il fatto che renda sensato il titolo (conoscendo che significato abbia la farfalla nera) non è una scusa. Anzi.

Uber deludente.

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[EXPRESSO] King Arthur – Il Potere Della Spada (2017)

King Arthur il potere della spada 2017 locandina

Ok, inutile girarci attorno, anche questo cercò di cavalcare il trend del supereoe, stavolta pucciato nella salsa del mito di re Artù e le leggende del ciclo bretone, ed uscito (per sua sfiga) in una settimana con uscite più “calde”.

Un occasione sprecata di sentire attori pluri-premiati dire “SAIBAAAH!!” o recitare Unlimited Blade Works (il che accadde), purtroppo, lo so.

Ma sapete cosa? Anche se fosse uscito 6 anni fa .. non sarebbe cambiato molto, questo sarebbe comunque rimasto un’altro blockbuster disaster con buchi di trama ovunque che il resto di questa (progettata) esalogia forse tapperà.

Buona fortuna, Warner Bros.

Questo film è un polpettone di cose che perlomeno è tenuto assieme grazie all’energia di Ritchie, anche se il suo riconoscibile stile adrenalinico sembra usato per cercare di non farvi notare che questo è un film di Guy Ritchie (pure troppo), mischiato con scene quasi-tarantiniane, una scena d’apertura stile Signori Degli Anelli, un po’ di Robin Hood e con moltissime libertà verso il mito per avere un action fantasy in cui Artù è cresciuto in un bordello senza sapere di essere il legittimo erede al trono, occupato con l’inganno dallo zio, che ha sistematicamente sterminato tutti (o quasi) i maghi. Artù dovrà quindi scoprire il suo passato, accettarlo, allenarsi con King Kaio ed infine ribellarsi allo zio, diventando il re che era destinato ad essere.

Ci sono continui sbalzi tonali di cui l’emblema è il cammeo irriconoscibile E tempisticamente disastroso di David Beckham. Da una parte è esilarante ma dall’altro sembra fatto apposta per togliere importanza alla scena dell’estrazione di Excalibur, risultando detrimentale ad un già problematico e schizofrenico character development.

È un disastro, che perlomeno intrattiene, “funziona”.

Non lo odio, ma a malapena raggiunge la mediocrità, un gradino sopra al suo compagno di merende di Gods Of Egypt, presumo.

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[EXPRESSO] Baywatch (2017)

Baywatch 2017 locandina

Giusto per essere chiari, di Baywatch so solo che aveva nel cast Pamela Anderson e David “The Hoff” Hasselhoff (che sì, appaiono qua in brevi cammei), e so della corsa al rallentatore. La mia conoscenza della serie TV originale è superficialissima, di fatto non l’ho mai vista davvero.

Ok? Proseguiamo.

Questo Baywatch è su una squadra di bagnini capitanata da Dwayne Johnson, il super boss della spiaggia, amico di tutti, paladino dei bagnanti, si ritrova nell’organico Zac Efron che fa lo stronzetto supponente, e cerca di indagare con la sua squadra su un giro di droga sulla spiaggia. Ovviamente la ricca donna che sembra cattiva e voler controllare tutti i terreni del lido non c’entra nulla con il suddetto giro di droga ed omicidi di personaggi importanti ritrovati sulla spiaggia.

Francamente l’intera sottotrama del giro di droga sembra esistere solo per allungare il tutto a 2 ore scarse (perchè sì), per dare del conflitto extra alla trama, ed avere un climax completamente fuori tono con il resto del film, non che importi visto che i cattivi sono stati sconfitti, yippe kay etc.. È esattamente quello che sembra, un film con Dwayne Johnson ( il nuovo genere emergente, di fatto), con un cast che è semplicemente perfetto e che chiaramente ci mette molta energia nel ruolo.

Il che aiuta vista l’altalenante qualità delle gag, con alcune molto cazzone ma divertenti, ed altre stantie come il nerd che non riesce a parlare quando la ragazza che gli piace gli rivolge la parola, od altre come l’indicare che alcuni personaggi corrano al rallentatore… più volte.

Nel bene e nel male è esattamente quello che vi potevate aspettare e probabilmente quello che volevate.

Mediocre, ma assolutamente guardabile e godibile, anche se avrebbe beneficiato di una durata più corta e nessuna stupida sottotrama della droga.

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