[EXPRESSO] Life – Non Oltrepassare Il Limite (2017)

Life Non Oltrepassare Il Limite 2017 locandina

Iniziamo con dissipare la frase che spesso vedo usata per descrivere brevemente questo film “è una scopiazzatura di Alien”.

Il che è un po’ una stronzata, perchè questo film ha molto più in comune con IT! The Terror From Beyond Space, film del 1958 con una trama molto simile, ed il quale ispirò a sua volta l’originale Alien di Ridley Scott. Certe idee non sono copyright di qualcosa che credete le abbia inventate, e questo è un media ciclico (come qualsiasi altro), nel bene e nel male.

Detto questo, quella di Life è una storia familiare: forma di vita aliena a bordo di una stazione spaziale, che eventualmente diventa curiosa sul contenuto degli astronauti e si dà alla loro caccia, mentre questi cercano di sopravvivere ed evitare che uccida ancora, o che arrivi sulla Terra.

Ma il film esegue la premessa in maniera diversa a sufficienza da renderla valida, visto che la creatura è inizialmente solo una cellula inerte estratta da un campione del terreno di Marte, ed in generale il tutto è quasi più Gravity che Alien, con maggior realismo e credibilità, e la creatura ha un ottimo design.

C’è del gore, e sebbene più minimale di quanto potreste immaginare, c’è eccome, ed è forse più disgustoso ed adeguato allo stile. Ma il finale è molto tipico del genere, ed in questo caso è ben usato come chiusura del tutto.

Il cast è buono e pieno di facce riconoscibili, tipo Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, i personaggi sono simpatetici e caratterizzati decentemente, la regia è buona, e non ci sono momenti morti.

Life ha un suo valore, visto la non-abbondanza di sci-fi horror sul mercato, ed è ben fatto, ma ultimamente è difficile ignorare come giochi fin troppo sul sicuro, confrontato con altri film recenti nel genere.

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Ghost In The Shell (2017) [RECENSIONE] |Empty Shell

Ghost In The Shell 2017 locandina

Vorrei tornare a quando fu annunciato questo film, non tanto per quel marasma di lamentele sul whitewashing (in retrospettiva un altra caciara senza senso, visto che in sintesi il lato Hollywoodiano dell’industria è interessato solo al profitto, e perlo più se ne sbatte di implicazioni varie dei suoi progetti), ma perchè potevo immaginare quello che sarebbe potuto stare, coltivare nella mia testa qualcosa di più interessante di quello che temevo sarebbe stato il film vero e proprio, e non “temevo” l’arrivo del film.

(sottotitolo non originalissimo, lo so) Leggi il seguito di questo post »

Counter Force WII [RECENSIONE] | “The Power Is You”

Counter Force Wii cover

Tirate fuori i vostri nichelini, perchè ci rituffiamo nell’affascinante ma lurido ghetto dei titoli low budget, roba ignota che emerge dalle pile “videogiochi a 5 euro”, spesso in numeri da far invidia alle famiglie di ratti, o che appare su amazon nuova a 2 euro. E che stronzi masochistici e curiosi come me comprano. Benvenuti ad un nuovo episodio di “cestone salvage”!

La prima sorpresa venne dal fatto che nonostante le descrizioni su amazon lo facessero sembrare uno sparatutto su binari… non è uno sparatutto su binari. Certo, la parte “su binari” non è del tutto errata, ma non è affatto quello che fui portato a pensare. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Earth Defense Force 4.1: Tap Wars iOS

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Mentre aspettiamo (beh, almeno io lo aspetto) Earth Defense Force 5, tanto vale usare questo spin-off per smarthphone per parlare dei cosiddetti “clicker”.

Perchè davvero, tutto a livello di assetti è preso da EDF 4.1 e riadattato leggermente, e questo potrebbe essere basato su qualsiasi altra cosa, visto che prende il concetto dello Skinner’s Box (googlate o vedete l’episodio di Extra Credits) e lo usa al posto di vero gameplay.

Come in ogni altro gioco del genere, Tap Wars riduce tutta l’esperienza ad una acquisizione di potere e continuare a cliccare (o toccare nel caso di schermi touch) per distruggere i nemici, fino a che i nemici non richiedono più tempo per essere uccisi ed incominceranno quindi ad esistere il tempo necessario per attaccarvi prima di morire, il che vi forzerà a spendere il denaro e gemme per potenziare il vostro attacco, i personaggi di supporto ed usare vari attacchi speciali con cooldown… che possono essere ridotti usando gemme, mostrando così il vero motivo d’essere del gioco, cioè le microtransazioni.

Perchè ovvio, questo è un free-to-play. Ci sono diverse missioni, sì, non so quante, ma non importa, perchè sono letteralmente la solita identica cosa, la quale farete di vostra volontà per molto poco.

Il “clicker/tapper” è affascinante come soggetto di studio, ma disgustoso per come vi condizioni a continuare a toccare lo schermo… perchè il vostro cervello apprezza la dopamina, essenzialmente. Davvero, l’unico motivo per cui questi giochi non vengono abbandonati subito e possono creare dipendenza è perchè SONO pensati per creare dipendenza, per condizionarvi a cliccare e toccare schermi ben oltre i brevi minuti in cui ricavate davvero qualche briciola di divertimento dell’esperienza.

L’unica consolazione è che questo orripilante trend sembra morto e sepolto, e che ci stia per sempre.

Affanculo lo Skinner’s Box e derivati, affanculo FORTE.

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[EXPRESSO] Gears Of War X360

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Gears Of War ha una trama. Certo, non aiuta che siano passati almeno tre anni da quando lo iniziai, ma fatico veramente a ricordarmi qualcosa di preciso (a parte una sezione su carrello da miniera), c’è solo un marasma indistinto di one-liner da action movie, esplosioni alla michael bay, ambienti grigi e marroni, e muretti a cui sussurare dolci parole, e tutto succede perchè ci sono alieni cattivi e non poi più brutti, violenti o stupidi degli umani-bistecconi che controllate.

è la trama di uno stupido b-movie, il gioco dimostra chiaramente che quella è la sua intenzione, ma personalmente l’ho sempre trovato più stupido del dovuto, ma al contempo mai abbastanza da sfociare nel parodico. Di solito adoro giochi stupidi, ma non è tanto il tono della storia il problema, per me almeno.

Il problema è che il tempo è stato impietoso con il titolo Epic Games, non che sia un brutto titolo, ma 10 anni dopo… è poca roba, francamente. Sia chiaro, meccanicamente è ottimo, le armi soddisfacenti eccome da usare, ma non c’è davvero altro allo sparare da copertura e rifugiarsi dietro essa perchè andate giù con pochi colpi per essere dei bistecconi con comicamente enormi armature. La ripetitività è amplificata dalla meccanica di copertura alla fondamenta del gameplay e non aiuta la poca varietà di nemici in una campagna che non è neanche così lunga come ricordavo.

Questo perchè il gioco è mal bilanciato a livello di difficoltà, non esiste via di mezzo tra facile e difficile, e Difficile è già abbastanza punitivo più del dovuto, visto che aumenta i danni subiti dai nemici e quello i nemici vi fanno, quindi dovrete rifare più volte molte battaglie, illudendovi sull’effettiva estensione della campagna.

Cosa vide la gente all’epoca in questo gioco non lo capisco, ed avrei voluto. Mh.

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[EXPRESSO] Resident Evil: The Final Chapter (2017)

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Per favore non andate a vedere Resident Evil: The Final Chapter al cinema.

Non ho mai iniziato una recensione così, anche perchè mi mancava di vedere un film che mi ha fatto sentire male fisico agli occhi. Seriamente, in diversi punti ho dovuto girare la testa lontano dallo schermo per far riposare gli occhi. E piango per le povere anime che l’hanno visto in 3D, non che potranno leggere quello che sto scrivendo ora.

Perchè?

Perchè questo film è diretto e montato da un troll idiota, ecco perchè. Non c’è scusa per un montaggio così orripilante, un vero asino avrebbe fatto un lavoro migliore, perchè avrebbe rotto il computer e così non dovremmo vedere scene che hanno tipo 6 tagli con flash per 3 secondi di film. Una cosa è fare un film action ed optare per un montaggio rapido, una cosa è creare un abominio del genere, che rende qualsiasi scena d’azione confusionaria da far schifo e stancante per gli occhi, il che è deleterio per quello che è un film d’azione SyFy con più budget dietro.

Non ho visto gli altri film di Resident Evil, ma sono pronto a scommettere che non importa. Per quello che è, The Final Chapter è un b-movie action horror che potrebbe benissimo portare il logo Asylum se non avesse la licenza del franchise da Capcom ed un budget più alto a disposizione. Ha la stessa attutidine, è interamente costruito su clichè anni 90, prevedibile al 100 % e con i mostri in CGI ridicola per il 2017.

Sapevo cosa aspettarmi e si potrebbe fare di peggio, ma è difficile godeserlo anche come film di serie D, visto che è montato da schifo nei momenti per cui film del genere esistono, cioè le scene d’azione, che i vostri occhi vomiterebbero, se potessero. Aberrante.

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Assassin’s Creed (2016) [RECENSIONE] Chi Assassina Gli Assassini Assumendo Assillatori?

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Ricordate quando scrissi che non avrei visto il film di Assassin’s Creed in un lungo post? Beh, alla fine l’ho visto. Non all’uscita, una settimana dopo, perchè francamente era questo o vedere Collateral Beauty, che non mi inspirava molto, ancora meno quando lessi molte recensioni assai tiepide sul film.

Sì, questa recensione è in ritardo di più di un mese (come i più acuti avranno notato), ma credo sia un buon motivo rivangare l’argomento (visto che la memoria collettiva sembra averlo dimenticato e fatto finire fuori dalla discussione) delle trasposizioni cinematografiche di serie o IP videoludiche, visto la recente dichiarazione di Gore Verbinski sulla sua versione (cannata appena prima dello shooting) di quel film di Bioshock di cui si sente parlare da anni, ma è ormai probabilmente vaporware.

Tornando al film in esame, sia chiaro, trovo ancora orripilante il fatto che la Ubisoft abbia provato a vendere 1200 dollari per biglietti di qualcosa del genere, ma almeno sapevo che mi avrebbe tenuto sveglio. Ed anche perchè ho finito per scegliere il film stile Harvey Dent perchè avrei evitato entrambi i film se possibile.

Ma basta quisquillie, parliamo del film.

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Earth Defense Force 4.1: Shadow Of New Despair [RECENSIONE]

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Tempo di urlare nuovamente EDF! EDF! EDF! EDF! EDF! come un gruppo di idioti, e preparare armi ridicole con cui sparare a quei maledetti robot ed insetti alieni, che sembrano non finire mai, e probabilmente non finiranno mai, visto il recente annuncio di Earth Defense Force 5! Quindi tempo di parlare di Earth Defense Force 4.1: Shadow Of New Despair. Adoro questi titoli. 🙂 Leggi il seguito di questo post »

Ghost In The Shell (2017) – Commento Al Trailer

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Dirò questo: il design delle robo-geisha mi piace non poco.

Ho visto il trailer rilasciato qualche giorno fa del remake live-action di Ghost In The Shell in arrivo l’anno prossimo. Quindi mi sento in dovere di dire due paroline sul trailer, visto che è la prima dose sostanziale di materiale che abbiamo per speculare e dire qualcosa (sì, c’era un teaser che ho visto, ma è un teaser). Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] The Conduit WII

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Una cosa che si disse su The Conduit è che era un “buon fps… per il Wii”.

Ecco, anche con un controller normale o su qualsiasi altra piattaforma, The Conduit farebbe fatica ad impressionare, se non in negativo. I livelli sono uberstandard, così ripetitivi ed inutilmente lunghi che spesso vi sembrerà di essere tornati indietro inavvertitamente, ed il riciclo si espande anche ai nemici, specialmente a quelli di tipo boss riusati senza vergogna più e più volte.

Anzi, il level design è volutamente frustrante e crudele, con spawner di nemici a iosa spesso nascosti in punti alti, che vi mette contro il sistema di controllo, standard per FPS su Wii e funzionale, ma che NON vi permette di mirare direttamente verso l’alto (e sì, ci sono nemici volanti). L’unica novità del gameplay è la sfera-torcia-hacking tool, ma è essenzialmente un tasto “interagisci” a lunga gittata, e dovete usarla fin troppe volte, magari in sezioni in cui c’è uno spawner che non avete visto e quindi verrete interrotti in media res.

Ah, sì, c’è una storia, un polpettone evascente di cospirazioni ed alieni, senza spiegazione o contesto degno di nome, con il bonus del finale cliffhanger (poi uscì un seguito, ma non è quello il punto). La campagna dura poco più di 6 ore ed è comunque troppo lunga. Sì, al tempo c’era il multiplayer online e ci sarebbe quello per 4 in locale, ma parliamoci chiaro, non lo comprate per il multiplayer un titolo del genere vecchio di 5 anni.

Tecnicamente è un gioco PS2 dall’aspetto sgradevole e sgranato, ho visto centinaia di giochi migliori graficamente su Wii, o PS2, se per quello, questo è bruttino anche per gli standard Wii, e non aiuta lo stile generico e derivativo (tipo le armi aliene che sanno di Halo).

Brutto e superfluo.

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P.S.: Apperentemente, gli sviluppatori fecero un casino per poter rendere il gioco tecnicamente più vicino allo standard PS3/X-Box 360 del tempo… solo che se hanno fatto qualcosa del genere, potevano evitarsi la fatica, visto che è un titolo assai brutto da vedere anche per un titolo Wii del 2011, e come scritto nella recensione, più degno di un titolo PS2 di tardo 2000.

Posso credere che hanno fatto compromessi, visto che non c’è una singola cutscene in tutto il gioco, solo voiceover (doppiati discretamente, un peccato perchè il writing è mediocrità assoluta) su schermate di dialogo testuale nei briefing pre-missione, non vedo che cosa dovrebbe averne guadagnato il gioco però.