[EXPRESSO] Underworld Blood Wars (2017) | Mediocre Packet

Underworld Blood Wars locandina

Non sono familiare con la serie di Underworld. E con ciò intendo che questa è un’altra delle mie recensioni di un seguito… di cui non ho visto il/i precedente/i film.

Ma in fondo vi beccate pure un riassuntino iperveloce e molto sintetico dei precedenti film narrato dalla protagonista, cosa molto comune ai film d’azione ora, indi..

La trama di questo verte sulla protagonista Selene, una vampira combattente, una delle migliori del suo tipo, diventata una reietta per azioni contro la sua razza, e che ora è cercata siccome sua figlia è un ibrido tra vampiro e lycan (licantropo), ed il nuovo capo dei lycan, Marcus, vuole il suo sangue per annientare definitivamente i vampiri. Ed altre cose, non tutte delle quali sono chiarissime o ricevono chiusura o spiegazione in questo film, perchè c’è da fare “esca da sequel”.

Se siete come me, vi aspettereste vampiri e licantropi darsele, ed è più o meno quello che otterrete da questa serie action horror. Solo con personaggi assai clichè, prevedibili e non particolarmente fatti bene, o particolarmente intelligenti., il che si può benissimo dire anche delle scene d’azione, colme di stantie routine.

voglio dire, questo è un mondo in cui esistono vampiri, licantropi, e ci sono armi da fuoco moderne, ma in qualche modo i vampiri non pensano di usare granate quando i licantropi irrompono con scudi antisommossa. Strategia, questa sconosciuta.

L’azione è perlopiù di mediocre fattura, con qualche alto nei momenti gore e qualche basso quando gli attori fin troppo chiaramente saltano e fanno acrobazie aiutati da carrelli, e la storia non ha grosse sorprese, se non “vampiri liturgici”, il che mi solletica assai. La CG è decente.

Underworld Blood Wars è un film che esiste, nel complesso mediocre, un po’ noiosetto ed arraffazzonato, ma non abbastanza da essere inguardabile. È ok, immagino.

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[EXPRESSO] Life – Non Oltrepassare Il Limite (2017)

Life Non Oltrepassare Il Limite 2017 locandina

Iniziamo con dissipare la frase che spesso vedo usata per descrivere brevemente questo film “è una scopiazzatura di Alien”.

Il che è un po’ una stronzata, perchè questo film ha molto più in comune con IT! The Terror From Beyond Space, film del 1958 con una trama molto simile, ed il quale ispirò a sua volta l’originale Alien di Ridley Scott. Certe idee non sono copyright di qualcosa che credete le abbia inventate, e questo è un media ciclico (come qualsiasi altro), nel bene e nel male.

Detto questo, quella di Life è una storia familiare: forma di vita aliena a bordo di una stazione spaziale, che eventualmente diventa curiosa sul contenuto degli astronauti e si dà alla loro caccia, mentre questi cercano di sopravvivere ed evitare che uccida ancora, o che arrivi sulla Terra.

Ma il film esegue la premessa in maniera diversa a sufficienza da renderla valida, visto che la creatura è inizialmente solo una cellula inerte estratta da un campione del terreno di Marte, ed in generale il tutto è quasi più Gravity che Alien, con maggior realismo e credibilità, e la creatura ha un ottimo design.

C’è del gore, e sebbene più minimale di quanto potreste immaginare, c’è eccome, ed è forse più disgustoso ed adeguato allo stile. Ma il finale è molto tipico del genere, ed in questo caso è ben usato come chiusura del tutto.

Il cast è buono e pieno di facce riconoscibili, tipo Ryan Reynolds e Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, i personaggi sono simpatetici e caratterizzati decentemente, la regia è buona, e non ci sono momenti morti.

Life ha un suo valore, visto la non-abbondanza di sci-fi horror sul mercato, ed è ben fatto, ma ultimamente è difficile ignorare come giochi fin troppo sul sicuro, confrontato con altri film recenti nel genere.

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Grind Café #26: NORMAN!!

NORMAN!!!

Prima o poi era inevitabile toccare il tema del “mostro umano” e della sua dipendenza quasi religiosa dalla figura materna, popolarizzato dall’immortale film di Alfred Hitchcock, fortunato a diventare uno dei registi più influenti e riveriti di questo media,  con un cognome del genere. Potete ridere, adesso.

Non parleremo di Psycho stavolta (ma arriverò a parlare del celeberrimo remake, forse anche dei 2 seguiti, prima o poi), ma di due diversi film di assai differenti decadi, un rinomato horror austriaco assai recente (almeno per gli standard di questa rubrica), ed un tuffo nell’exploitation anni 70 con un film sconosciuto che come tanti inseguì l’ombra del capolavoro di Hitchcock, con risultati della qualità che vi potete immaginare.

Buona lettura! Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Autopsy (2017)

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Se c’è una tradizione horror che adoro, è quella di titoli iper-concisi come questo, Autopsy, che vi dicono subito di cosa parla il film, senza preamboli o titoli pomposi per cercare di darsi un tono anche se poi è il solito slasher fatto a stampino.

I Tilmen sono crematori e medici legali da generazione, ed anche Tommy e suo figlio Austin mantengono la tradizione facendo autopsie nell’obitiorio seminterrato della loro casa in Virginia.

Una sera arriva lo sceriffo e gli porta il corpo di una ragazza del quale la polizia non sa niente, dopo averla trovata sepolta sotto il pavimento di una scena del crimine. Padre e figlio quindi si mettono all’opera per scoprire qualcosa su questa ragazza, ma ogni nuova scoperta inquieta i due, specialmente visto che dall’esterno il corpo sembra essere perfettamente conservato, fin troppo ben tenuto visto quello che è celato all’interno…

Lo scenario è un po’ differente dal solito, di sicuro non ci sono molti film horror che hanno come focus principale quello dell’autopsia e di procedure da medico legale, sarei tentato di accomunarlo a roba come The Lazarus Effect (e ci sarebbe un motivo), ma non voglio insultarlo, questo non è affatto un brutto film dalle pedanti idee religiose.

Il problema più grosso è che dopo la prima parte molto ben fatta, più vi avvicinate al mistero più esso diventa abbastanza facile da prevedere, i clichè incominciano a farsi sempre più fitti, e la rivelazione del mistero è un po’ confusionaria ed arrabattata, con spiegazioni dei personaggi che non hanno molto senso.

Autopsy ha un buon cast, buoni effetti speciali, una premessa interessante, ma si deflata e rifugia un po’ troppo in clichè nella seconda parte. Nel complesso è un film decente ma vi lascia un sentore che poteva essere di più. Degno di considerazione.

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After Dark DLX (ARCADE) [RECENSIONE] | For Great Justice

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Ho già parlato su queste pagine di Dark Escape 4D, quindi perchè non parlare di un’altro on-rail shooter (sparatutto su rotaie) pensato per le sale giochi, ancora meglio recensirne uno? Sì, recensiamo un cabinato arcade, cosa che volevo fare da parecchio.

Salutate After Dark, della sconosciuta compagnia cinese Universal Space (UNIS), specializzata in cabinati da on-rail shooter e varie macchine da sale giochi e parchi divertimenti, almeno a giudicare dal loro sito ufficiale. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Resident Evil: The Final Chapter (2017)

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Per favore non andate a vedere Resident Evil: The Final Chapter al cinema.

Non ho mai iniziato una recensione così, anche perchè mi mancava di vedere un film che mi ha fatto sentire male fisico agli occhi. Seriamente, in diversi punti ho dovuto girare la testa lontano dallo schermo per far riposare gli occhi. E piango per le povere anime che l’hanno visto in 3D, non che potranno leggere quello che sto scrivendo ora.

Perchè?

Perchè questo film è diretto e montato da un troll idiota, ecco perchè. Non c’è scusa per un montaggio così orripilante, un vero asino avrebbe fatto un lavoro migliore, perchè avrebbe rotto il computer e così non dovremmo vedere scene che hanno tipo 6 tagli con flash per 3 secondi di film. Una cosa è fare un film action ed optare per un montaggio rapido, una cosa è creare un abominio del genere, che rende qualsiasi scena d’azione confusionaria da far schifo e stancante per gli occhi, il che è deleterio per quello che è un film d’azione SyFy con più budget dietro.

Non ho visto gli altri film di Resident Evil, ma sono pronto a scommettere che non importa. Per quello che è, The Final Chapter è un b-movie action horror che potrebbe benissimo portare il logo Asylum se non avesse la licenza del franchise da Capcom ed un budget più alto a disposizione. Ha la stessa attutidine, è interamente costruito su clichè anni 90, prevedibile al 100 % e con i mostri in CGI ridicola per il 2017.

Sapevo cosa aspettarmi e si potrebbe fare di peggio, ma è difficile godeserlo anche come film di serie D, visto che è montato da schifo nei momenti per cui film del genere esistono, cioè le scene d’azione, che i vostri occhi vomiterebbero, se potessero. Aberrante.

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[EXPRESSO] Incarnate (2017) | Il Timballo Del Diavolo

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Da Blumhouse un altro film horror sulle possessioni, e il godimento di questo può dipendere da quanto vi importa il tipo di storia qui rappresentata, perchè l’avete già visto, in un certo senso.

Stavolta abbiamo un bambino innocente che viene posseduto da un arcidemone, ed il Vaticano si ritrova costretto a chiedere ad un peculiare “esorcista anarchico” in carrozzina, che non cerca di far uscire il demone come da tradizione, ma si “sincronizza” con l’anima/subconscio del posseduto per aiutarlo a rigettare il demone dall’interno.

Sulle prime rifiuta, ma quando si accerta che il bambino è posseduto dalla stessa entità che gli ha ucciso moglie e figlio decide di “prendere il caso” e sconfiggere l’arcidemone costi quel che costi.

Sì, essenzialmente abbiamo una sorta di Esorcista II (sì, anni prima di Inception la serie usò quell’idea) con un purgadiavoli alternativo in salsa quasi-pagano/laica, la generica storia di vendetta per familiari morti, il demone che parla in qualche lingua , c’è la scena della levitazione, etc. Questo film non ha nulla di particolarmente originale, e sarebbe facile definirlo un polpettone. Perchè lo è.

Ma il problema non è tanto questo, piuttosto l’esecuzione: Incarnate se la gioca sul sicuro al punto che è prevedibile, troppo prevedibile, con quel tipo di scene in cui un personaggio dice ad un altro “non fare quello PER NESSUN MOTIVO”, quello gli dice “sì prof”, lo fa comunque e lo mettono nel saccone nero perchè lo script dovrà pur ammazzare qualcuno, se il demone non ne ha voglia.

Non è orribile, ma è totalmente mediocre e prevedibile fino all’inevitabile finale clichè che può essere simpatico e tradizionale, ma qui fa sospirare delusi e tristi dell’aver creduto che non sarebbe finito in quel modo. Un po’ una cagata – che è quello che mi aspettavo – ma neanche “brutto”.

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P.S.: Sì, c’è anche un attrice famosa per Game Of Thrones/Il Trono Di Spade (non lo guardo, ma google e conoscenze dicono di sì) ed altre facce che potrebbero risultare familiari, non che questo cambi qualcosa di quanto ho visto e recensito sopra.