The Mummy: Dark Stories (Manga) [RECENSIONE] Universal Advertmanga

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Avevo accennato ad un articolo del genere su Facebook dopo aver scoperto l’esistenza di questa… roba, ma nel caso non lo sappiate (e non ve ne faccio colpa, io l’ho scoperto per puro caso neanche qualche settimana fa), Universal commissionò un web manga di 4 capitoli one-shot, scritti e disegnati da diversi artisti, rilasciati online dal 15 al 29 luglio 2017, uniti sotto il nome di The Mummy: Dark Stories, il tutto al fine di pubblicizzare l’uscita di quella schifezza cinematografica nelle sale nipponiche, assieme ad un omonimo titolo per smarthphone che non ho giocato e che non prevedo mai di recensire o toccare .

(Sì, questo è il vero articolo finale del blog per agosto 🙂 ) Leggi il seguito di questo post »

Grind Cafè #27: “Nice shark you’ve got there, would be a shame if…”

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Da una parte c’è il non voler buttarsi in un abisso di shark movies davvero ginormico, anche con la mia scelta di non curare più titoli de The Asylum non manca la scelta, perchè c’è sempre qualcuno che produce film sugli squali e li getta nel mare, incurante del fatto che Sharkenado 5 è in arrivo (perchè una gag se è buona una volta, lo sarà per sempre, almeno secondo The Asylum e cinici mercanti di genere come loro).

Dall’altra è difficile non concedersi qualcosa di leggero, e film del genere non pesano più di una piuma, visto anche il livello di Q.I. richiesto per immaginarli. Perchè in fondo, siamo un pò bambini, e ci piacciono gli squali come i robot giganti, a prescindere dall’età. Magari se fossero più spesso protagonisti di film migliori (come il decente The Shallows) e meno per questa spazzatura, e meno temuti, perchè alla fine rischiate più di morire per indigestione in spiaggia che per attacco di squalo…

Quindi si fotta il sole, è quello che voglio dire, credo. E la criminalità, visto che entrambi i film di oggi mischiano i cari vecchi predatori acquatici con mafiosi e dintorni.

Comunque, buone vacanze, e buona lettura! Leggi il seguito di questo post »

[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] One Piece: Pirate Warriors 3 PS4

[EXPRESSO] Black Butterfly (2017)

Black Butterfly 2017

Mi chiedo cosa abbiano fatto di male allo sceneggiatore di questo film, perchè non c’è spiegazione per la deliberata combo di ottimo colpo di scena verso il finale, e poi l’ultimo colpo di scena, uno dei clichè peggiori e più vecchi del mondo, un sentito, intenzionale vaffanculo verso lo spettatore.

Un thriller sulla falsariga di Misery Non Deve Morire di Stephen King (ed il noto adattamento cinematografico di Rob Reiner), Black Butterfly parla di uno scrittore, Paul, un tempo di successo ed ora afflitto da un continuo blocco creativo, dal quale cerca inutilmente di sfuggire bevendo nel suo chalet isolato in montagna ed accumulando debiti. Un giorno uno sconosciuto lo salva da un camionista furioso, Paul lo incontra sul ciglio della strada, gli dà un passaggio e lo ospita per sdebitarsi. Solo che lo sconosciuto è fin troppo gentile e non sembra avere in mente di lasciare presto il suo ruolo di ospite..

Se non altro, questo film servirà come esempio di come sia importante il finale, perchè la rivelazione finale è così trita, clichè, e stupida che distrugge l’intero film, quello che fino a qualche minuto prima era un buon thriller con Antonio Banderas,, in un altro film deludente come Automata (anche lì beveva come un ciuco).

É estramamente irritante perchè questo era un buon film, ben recitato e girato, mandato tutto affanculo dal colpo di scena non riporterò direttamente, dirò questo: “Non siamo più nel Kansas, Toto”.

Ormai sono stufo di doverlo ribadire, ma no, non vi sto perculando.

Un twist così vecchio, desueto e trito che ormai nessuno oserebbe pensare di rivedere, voglio dire, c’è un motivo perchè è odiato, è un orribile strumento narrativo.

No, il fatto che renda sensato il titolo (conoscendo che significato abbia la farfalla nera) non è una scusa. Anzi.

Uber deludente.

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Uncharted: L’Abisso D’Oro PSVITA [RECENSIONE]

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Mi chiesi come mai non si parlava più molto di questo spin-off per Vita della serie Naughty Dog, anche quando si attendeva a concludersi (almeno al tempo) con Uncharted 4.

Poi l’ho giocato. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] King Arthur – Il Potere Della Spada (2017)

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Ok, inutile girarci attorno, anche questo cercò di cavalcare il trend del supereoe, stavolta pucciato nella salsa del mito di re Artù e le leggende del ciclo bretone, ed uscito (per sua sfiga) in una settimana con uscite più “calde”.

Un occasione sprecata di sentire attori pluri-premiati dire “SAIBAAAH!!” o recitare Unlimited Blade Works (il che accadde), purtroppo, lo so.

Ma sapete cosa? Anche se fosse uscito 6 anni fa .. non sarebbe cambiato molto, questo sarebbe comunque rimasto un’altro blockbuster disaster con buchi di trama ovunque che il resto di questa (progettata) esalogia forse tapperà.

Buona fortuna, Warner Bros.

Questo film è un polpettone di cose che perlomeno è tenuto assieme grazie all’energia di Ritchie, anche se il suo riconoscibile stile adrenalinico sembra usato per cercare di non farvi notare che questo è un film di Guy Ritchie (pure troppo), mischiato con scene quasi-tarantiniane, una scena d’apertura stile Signori Degli Anelli, un po’ di Robin Hood e con moltissime libertà verso il mito per avere un action fantasy in cui Artù è cresciuto in un bordello senza sapere di essere il legittimo erede al trono, occupato con l’inganno dallo zio, che ha sistematicamente sterminato tutti (o quasi) i maghi. Artù dovrà quindi scoprire il suo passato, accettarlo, allenarsi con King Kaio ed infine ribellarsi allo zio, diventando il re che era destinato ad essere.

Ci sono continui sbalzi tonali di cui l’emblema è il cammeo irriconoscibile E tempisticamente disastroso di David Beckham. Da una parte è esilarante ma dall’altro sembra fatto apposta per togliere importanza alla scena dell’estrazione di Excalibur, risultando detrimentale ad un già problematico e schizofrenico character development.

È un disastro, che perlomeno intrattiene, “funziona”.

Non lo odio, ma a malapena raggiunge la mediocrità, un gradino sopra al suo compagno di merende di Gods Of Egypt, presumo.

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PLATFORMATION #22: Kirby Planet Robobot