[EXPRESSO] Blair Witch (2016)

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So che molti prenderanno male questa recensione, perchè non ho visto l’originale The Blair Witch Project, ed in generale trovo il found footage una derivazione assai brutta del genere horror, per diversi motivi che non starò a spiegare ora. Ma d’altro canto, potrete avere una recensione più imparziale, se volete, visto che so la premessa dell’originale, il suo ruolo storico, ma poco altro, quindi non starò a fare paragoni o cose del genere.

Il film è impostato come un sequel dell’originale, con un gruppo di studenti universitari che si avventura nella foresta di Black Hills, nel Maryland, per cercare la sorella di James Donahue, Heather, sparita in quei boschi 17 anni prima, e che si ritiene collegata alla leggenda locale della Strega di Blair.

Due abitanti di quei luoghi (che hanno trovato e messo online una videocassetta che mostra la sorella di James vicina ad una casa) si offrono di guidargli nel posto, ma le cose non vanno esattamente come previsto, e le leggende si rivelano presto verità.. come di solito fanno.

Ironizzo, ma sicuramente questo film mi aiutato a capire un po’ meglio il found footage, anche se continuo a “non capirlo”, o meglio, ci vedo del potenziale nell’impostazione e nello stile, ma non ho ancora visto un film in cui questo funzioni del tutto, visto l’abuso di jumpscare e troppa attesa per poca ricompensa.

Non è questo il caso perchè succedono cose con un ritmo accettabile, c’è un ottimo camerawork, il film ha dei momenti decisamente riusciti ed inquietanti, ma altri eccessivamenti lunghi e pile di clichè. Il difetto più grosso secondo me è che paradossalmente un film troppo gradevole allo sguardo per riuscire del tutto in quello che vuole fare, qualcosa di più “brutto” sarebbe stato più realistico ed efficace.

Nel complesso, direi è un film decente.

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Grind Café #16: Blood And Sand

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Odore di esame, odore di mare, di squalo gigante, di pesce mutante.

Ma questa estate no, niente fritto misto di b-movie con squali in computer grafica “pane e prosciutto”, attrici ed attori rapiti dal teatro dilettantisco comunale, o bikini su donne con troppo elio nelle zinne. Nulla del genere.

Questa volta andiamo nell’antico Egitto, o lo stereotipo che si è formato di esso nella cultura popolare, tra mummie, piramidi, maledizioni antiche eoni, sovrani avvolti nel domopak, e tanti altri che molto hanno dato anche al genere horror. Non che il tema della resurrezione non fosse già di moda con l’originale film di Frankenstein, ma sicuramente aiutò la recitazione di Boris Karloff nei panni del redivivo prete egizio ad incastonare nella memoria collettiva l’idea della mummia (lo zombie d’annata e trattato meglio, volendo), oramai un mostro classico.

Come sempre, buona lettura, anche in questo periodo di calura ed esami universitari!

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[EXPRESSO] La Stirpe Del Male

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Perdere tempo. Il motivo per cui l’entertaiment esiste è proprio quello, perdere tempo. Ma direi che è il caso di precisare, perchè se vedo un film, sottintendo che lo faccio per divertirmi, intrattenermi appunto.
Non la devono pensare così registi e produttori che decidono è appropriato rilasciare nel mondo film come La Stirpe Del Male, che tecnicamente è un horror ma l’unica emozione che vi susciterà è narcolessia profonda, sfiorando il coma e sfidando la vostra pazienza.

Prima di apostrofare pesantemente questo… film, parliamo della premessa.
Una coppia in procinto di sposarsi viene convinta amichevolmente da un autista di taxi a venire in un posto speciale, ovvero una discoteca dentro una grotta. Solo che, ad insaputa della coppia, un simpatico gruppo di satanisti ha compiuto un rito sulla donna, che si ritrova improvvisamente incinta dell’Anticristo ed incomincia ad avere crisi che escalano in poteri demoniaco-psichici ed altre cazzate. Vi spoilero il tutto per evitarvi la sofferenza di vedere il film e scoprire che succede, non ringraziatemi.
Ed il tutto è girato in stile “telecamera a braccio/found footage”, uno dei modi più pezzenti, pigri e privi di immaginazione per girare un film, il tutto coniugato al sapore ”Paranormal Activity”, cioè mostrare noiosa gente farsi i cazzi propri, con una qualità video da filmino casalingo. Un’ora e venti minuti di noiosissimo filler in un film di un’ora e mezzo, succede qualcosa che vi sveglia dalle braccia di morfeo, ma è quasi tutto negli ultimi 10 minuti, troppo poco, troppo tardi.

Mi arrabbierei di più con questo film se ci fosse qualcosa su cui arrabbiarsi, perchè La Stirpe Del Male è un buco nero di nulla assoluto, un’ora e mezzo di noia comatosa priva di redenzione o valore intrinseco, che si prende il vostro tempo e non vi dà assolutamente nulla.

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L’Ultimo Esorcismo Parte 2 (Liberaci Dal Male) [Recensione]

L'Ultimo Esorcismo Parte 2

Benvenuti ad un’altra recensione di un film “fresco” dalle sale cinematografiche.

NIENTE SPOILERS (in questo caso non c’è n’è bisogno, c’è zero sorpresa da rovinare).

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