[EXPRESSO] Masterminds – I Geni Della Truffa (2016)

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Masterminds perlopiù si attiene ai fatti realmente accaduti nel caso della rapina alla Loomis-Fargo, e non è esattamente un soggetto che ben si presta per una commedia stile slapstick, perchè non è una storia divertente, affatto. Che può intrattenere, sì, ma non divertente di per sé.

La premessa vede David Ghatt, uno stupidotto che lavora come supervisore del caveau della banca federale Loomis-Fargo, venir convinto dalla sua ex-collega Kelly Campbell a tentare un piano folle: fuggire con 20 milioni di dollari in un blindato, dare i soldi a Kelly ed il suo amico Owen Wilson, e farseli passare poco alla volta da loro mentre David si nasconde in Messico.

Se non che Kelly e Owen Wilson sperperano il denaro ottenuto come degli idioti, lasciando tracce ovunque, senza far vedere un centesimo a Davis. Ah, l’ilarità!

A parte il soggetto scelto, quello che il film fa con esso non è molto meglio, ravanando senza pudore nel cestone delle gag più trite e più pezzenti possibile, le più basse, le più infantili e le più pigre e prive di originalità possibile, scaracchiate verso il pubblico nel disperato tentativo (spesso fallito) di scardinare una risata dalle vostre labbra.

Anche perchè gran parte della “commedia” del film verte sul prendere per il culo il personaggio di Galifianakis, “commedia” nello stesso senso in cui si può intendere bullismo come “interazione sociale”. Anche Galifianakis non riesce a fare molto con questo personaggio che non sia ripetere il suo solito scthick, né il resto dell’ottimo cast (che ci prova) può fare molto, intrappolato in un piccolo, noioso e per niente divertente film.

Ci sono alcuni momenti simpatici (come la gag della parrucca e delle lenti a contatto), ma così pochi e sparuti in quello che diventa una carrellata di tedio lunga 90 terribili minuti.

Noioso e patetico.

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[EXPRESSO] Zoolander 2

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Avrei molto da dire su questo film, molto vitriolo da sputargli contro, ma non si merita neanche una recensione intera. Mi ricordo il primo Zoolander come qualcosa di simpatico, non incredibile ma divertente, ma c’è un piccolo enorme problema, cioè che sono passati 15 anni dal primo film, e penso che al tempo adorassi ferventemente anche le Tartarughe Ninja.

Solo che per Ben Stiller e la trafila di celebrità pop e della moda invischiate in questo seguito, ecco, è come se fossimo fermi al 2001 in tutto e per tutto. Nonostante la promettente sequenza iniziale in cui un Justin Bieber “ninja scappa”, gli sparano e lui posta un selfie ridicolo in punto di morte, tutto va subito a scatafascio, e credo che potenzialmente il film potesse sfruttare il suo stesso ridicolo demodè ed irritante per far ridere, ma invece abbiamo l’equivalente comico di un film dell’Asylum, qualcosa che sa di essere pessimo e ridicolo, e che volontariamente fa del suo peggio sperando di passare dal brutto al “so bad it’s good”, che non succede quando è fatto in maniera così cinica, quindi diventa qualcosa di “talmente brutto che è brutto”.

Anzi, peggio, perchè almeno a vedere roba come un Whalewolf qualche risata me la faccio, Zoolander 2 invece commette il più grosso peccato di una commedia, ovvero che è non divertente. L’humour è una cosa soggettiva, potreste dire, ed è vero, ma mi spiace, non c’è salvezza quando fai qualcosa di così terribile, oscenamente datato e fuori tocco (ironicamente, come i due protagonisti), scritto con il perineo e colmo di insipide citazioni fino al vomito, e semplicemente qualcosa di così triste, agghiacciante e deprimente.
La trama….non vale la pena neanche sfotterla.

Zoolander 2 è un aborto, semplicemente patetico, arcaico, imbarazzante. E che ci fai qui, Sting? Perchè questo? Puro sterco.

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P.S.: Porca trota, la locandina tridimensionale con pezzi rotanti che vi permetteva di mettere la testa di Ben Stiller sul corpo di Penelope Cruz è più divertente del film. Ma la cosa peggiore è che ho il tremendo sospetto che Stiller e compagnia pensino genuinamente di aver fatto qualcosa di davvero esilarante. Sigh.

[EXPRESSO] No Escape – Colpo Di Stato

No escape colpo di stato

Se la presenza di Owen Wilson in un thriller/drammatico con una premessa forte ed attuale come questa vi ha fatto alzare il sopracciglio o vi ha incuriosità, sappiate che non siete stati attirati in una trappola, affatto. La premessa del film è presto detta: Jack Dwyer è un uomo d’affari per una compagnia che costruisce e mantiene acquedotti, e nonostante una sua scoperta importante, l’affare sfuma, e per le difficoltà economiche dell’azienda viene costretto ad andare a vivere con la famiglia in una città del sud est asiatico (non nominata, ma presumo il Laos).

Ma l’arrivo di Jack sembra scatenare una brutale e sanguinaria guerra civile da parte di ribelli che vogliono rovesciare il governo ed uccidere tutte le persone legate alla compagnia di Jack, incluso lui stesso e la sua famiglia, che si trovano a dover sopravvivere in qualsiasi modo possibile, cercando di fuggire dai ribelli che non si fanno problemi a sterminare stranieri o locali pur di raggiungerlo…

Decisamente tutt’altro che ovattato, il film di John Erik Dowdle affronta tematiche attuali e per quanto non così tagliente il risvolto politico dietro a questa guerra civile è uno da considerare, e lo fa con un thriller drammatico dotato una ottima tensione, una violenza realistica, feroce ma tutt’altro che gratuita ed una sensazione di fragilità, ben recitato da un cast molto noto (con Wilson che si rivela più capace del previsto nel ruolo) e con una buon ritmo. Quello che gli impedisce di essere meglio è la dose di “americanate” come improbabili salvataggi in extremis dei personaggi, che se non stonano con il tono realistico ricercato dal film, ci vanno davvero vicino. Ed i dialoghi tra Jack e la sua famiglia… un po’ sapidi ed “ammericani”.

No Escape è un buon thriller/drammatico, efficace e ben diretto. Non eccelso, ma consigliato.

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