[MELEE MANIA: MUSOU-A-GO-GO] Samurai Warriors: State Of War PSP

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Piattaforma: PSP (Esclusiva)

Giocato alla/e difficoltà: Normale Leggi il seguito di questo post »

[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Dynasty Warriors Vol.2 PSP

PLATFORMATION #19: Death Jr. PSP

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Quella di Death Jr. è una serie che ha avuto più titoli del previsto, almeno considerato come abbia avuto la sfortuna di essere pubblicata da Konami, il che significa che manco io sapevo esisteva finchè non l’ho trovata per caso cercando titoli PSP su amazon, perchè il marketing deve essere stato anemico, se c’è stato proprio.

Nonostante sia una serie assai ignota ai più, questa di Backbone Entertaiment (più nota per i suoi porting di vecchi titoli altrui su XBLA e servizi simili, ma con diversi titoli sviluppati sotto la sua cintura) è iniziata con l’esclusiva PSP Death Jr., che riusci ad avere ben 2 seguiti, visto che oltre a Death Jr. 2: Root Of Evil su PSP (con un porting su Wii da parte di Eidos) ci fu Death Jr. And The Science Fair Of The Doom per NDS.

Quindi, andiamo per ordine, partendo – per amor di banalità – dal primo Death Jr. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Alien Syndrome WII

alien syndrome wii cover

Un sequel/versione moderna dell’omonimo titolo per Sega Genesis/Megadrive, Alien Syndrome per Wii invece di uno shooter 2D a scorrimento laterale è un twin stick shooter con elementi gdr e sistemi da dungeon crawler. C’è una storia …….. di cui me ne sono fregato in toto, francamente.

Ma puoi spruzzare gdr quanto ti pare, e non cambierai in meglio un’esperienza assai letargica, arcaica e noiosa, anzi in questo caso serve più per oberare il giocatore con meccaniche superflue. Anche se l’idea del robot che vi segue fornendovi fuoco di supporto e crafting di oggetti è ben pensata. Meno gli orribili mini-giochi.

Non solo il fatto che questo è un porting da PSP fa sembrare il titolo qualcosa uscito duranti i primi anni della PS2, ma anche a livello di gameplay abbiamo qualcosa di vecchio, arcaico e per niente divertente. Vi trascinate in livelli dal design triste e spesso orribile in cui trovate una discreta varietà di nemici (che poco conta visto il continuo reskin e riciclo) noiosi da combattere che respawanano di continuo e spesso sono pure ignorabili.

No davvero, potete correre ed ignorare anche nemici boss se non hanno un oggetto che vi serve. Ma dovrete combatterli vista la necessità di grindare ed uccidere nemici anche solo per poter ottenere oggetti, quello e per aiutarvi a finire le quantità deliranti di punti vita dei boss che comunque sono altrettanto noiosi da combattere.

Almeno finchè il gioco decide di usare qualsiasi colpo basso possibile (come riciclare boss e tirarvi addosso orde di questi in corridoi stretti) per frustrarvi e fabbricare “difficoltà”.

Inoltre è lungo, comicamente, incredibilmente lungo quando poteva/doveva tranquillamente finire molto molto prima.

È giocabile, supporta 4 giocatori in locale, ma Alien Syndrome è così arcaico, noioso, monotono, così mediocre e frustrante che non vale l’attenzione di nessuno.

Merda secca. SCHIFO.

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P.S.: Questo è un altro di quelli che non ho finito, anche perchè controllai per curiosità su una guida quanto mi mancasse per finirlo e con orrore scoprii ancora di essere a malapena oltre la metà, quando ormai pensavo di essere vicino alla fine (che già allora sarebbe stata fin troppo prolungata).

E visto che il livello dov’ero era orribile e lunghissimo, ho deciso di non trascinarmi fino alla fine per questo schifo di gioco. Non mi odio così tanto. Ed anche se ci fosse un buono per sesso orale alla fine del gioco, non ne varrebbe la pena.

[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Dynasty Warriors PSP

Ghost In The Shell: Stand Alone Complex PSP [RECENSIONE] | Tachikoma Mon Amour

gits stand alone complex PSP

In primis, chiunque sia responsabile del marketing di questo gioco merita un calcio in culo, perchè qualunque persona normale che ha giocato/visto l’omonimo titolo per PS2 penserebbe che questo è un porting. NO. Stand Alone Complex per PSP è un titolo completamente diverso. É come quando la Konami decise che in italia Castlevania: Circle Of The Moon era il caso di venderlo con il titolo di “Castlevania”. E basta.

Ma andiamo oltre infelici scelte di marketing e parliamo della trama. La storia è tipico GITS, basato come intuibile dal titolo sulla serie TV Stand Alone Complex, e quindi se immaginavate fosse su intrighi politici, hackers, virus informatici e una pletora di terroristi e strani personaggi che decidono di friggersi il cyber-cervello per non dare informazioni alla Sezione 9, e vari eventi che implicano dietro a queste vicende ci sia un solo individuo mosso da interessi non chiari… beh, avete immaginato bene. Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] Kazook PSP

kazook

Apparentemente il biennio 2007-2008 fu quello di una tacita gara a chi riusciva a scimmiottare peggio la serie Wario Ware per qualche soldo privo di dignità, tra Hot Pixel e questo. Ma anche se Hot Pixel era brutto, beh, questo in qualche modo riesce a meritarsi a mani basse il tacchino d’oro. Anche se usare il termine “clone di Wario Ware” non è esatto, ed è troppo lusinghiero comunque.

Per prima cosa, lo stile ed il design dei personaggi è vomitevole, ancor più perchè sicuramente inteso per essere “cool”, ed anche tecnicamente è brutto come il peccato, tra dozzinali modelli dei personaggi e continui caricamenti che ammazzano l’idea stessa di rapide partitelle su console portatile.

E poi ci sono i minigiochi. O meglio, alcuni minigiochi, visto che ne sono 30 in totale, sì, ma all’inizio ne avete solo 5 e dovete comprare gli altri usando il denaro ottenuto facendo punteggi alti, perchè immagino non potesse durare uno sputo, quindi farming visto che la cifra richiesta per un singolo mini-gioco è delirante e se non avessi usato un cheat per avere subito molto denaro ci avrei messo un’infinità. Ed in casi come questo, mi sento perfettamente giustificato nell’usare un cheat code.

Dicevo, i minigiochi: orribili, noiosi, creativi come un sasso, e senza neanche una sorta di filo tematico comune. Un ammasso di minigiochi così poveri a livello di creatività che sembra i designer abbiano copiato quanto c’è nelle sale giochi con bowling, oltre ad usare palate di idee riciclate senza pudore. Almeno funzionano come dovrebbero, ma commettono il peccato più grande, cioè sono noiosissimi ed insipidi, con zero valore di rigiocabilità.

Volendo potete giocare in multiplayer locale anche con una sola copia del gioco, ma dovreste proprio odiare le persone a livelli grotteschi per voler far ciò. Aberrante ed orrido.

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P.S.: Già dopo 10 minuti di gioco potevo recensire il titolo e dire le stesse identiche cose, perchè non ci vuole molto per capire la melma di cui è fatto il gioco, ma non si può essere tutti furbi. O qualcosa del genere.

Solitamente non uso cheat code, ma non volevo perdere ore della mia vita che nessuno mi avrebbe ridato indietro su questa merda, perchè non è neanche qualcosa che dura pochissimo, visto che vi forza ad accumulare denaro dandovene pochissimo a meno che non siate diventati bravi al minigioco, il che comunque significa perdere fin troppo tempo con questo aborto.

[EXPRESSO] Frantix PSP

Frantix PSP

Non sempre recuperare un oscuro titolo budget per PSP a 3 euro (in versione fisica) è una brutta idea. Anche se Frantix è una curiosità sotto più fronti, facendovi chiedere perchè usare una grafica 3D ed una visuale isometrica di sorta, quando il tutto potrebbe funzionare meccanicamente su un Game Boy (visti i pulsanti richiesti) e con una visuale a volo d’uccello, che stranamente non è quella standard, nonostante sia quella più adatta.

E parlerei di storia e presentazione, se ce ne fossero, ma davvero non c’è premessa, storia o cutscene striminzita sotto nessuna forma, nulla in assoluto, ed a parte il gioco principale non ci sia altro, eccezion fatta per il corto 3D “The ChubbsChubbs”. Sì, avete quattro personaggi selezionabili in totale, ma sono diversi solo a livello estetico, e sono davvero “a caso”.

A livello di gameplay si tratta di muovere il personaggio e raccogliere gemme per accedere al teletrasporto di fine livello (oltre a sbloccare altri livelli), evitare nemici ed ostacoli, usando interruttori, casse ed altri marchingegni. Ci sono anche gemme d’oro vincibili facendo buoni tempi nei livelli, ma possono risultare quasi impossibili da ottenere e non sbloccano niente.

È un peccato che Frantix sia così poco attraente, perchè nonostante non osi nulla che non si sia già visto in altri puzzle game, è ben fatto, offre un’ottima sfida e ci sono 185 livelli da giocare, spesso assai brevi e che ben si adattano alla fruizione su console portatile.

Il problema viene dal fatto che il personaggio si muove in tempo reale ma come su una griglia, e ciò rende il tutto più difficile e frustrante del previsto nei numerosi livelli che richiedono una rapidità d’esecuzione smodata ed una precisione eccessiva visto che avete pure un limite di tempo.

Un titolo decente, nonostante le blande apparenze.

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[EXPRESSO] Platypus

platypus psp

A volte recuperare titoli a 2 euro da negozietti non è una brutta idea. Spesso vi beccate schifezze, ma a volte trovate roba come lo stranamente titolato Platypus, che non è altro che uno sparatutto 2D a scorrimento orizzontale con navicelle vecchia scuola per PSP, e con “vecchia scuola” intendo che c’è un punteggio, ottenete vite extra facendo un bel po’ di punti, ed avete i crediti (chiamati qui “riconoscimenti” perchè traduzione da 2 lire) per continuare. Vi fate strada attraverso 6 grandi livelli divisi in 5 aree ognuno, con il tipico boss di fine livello.

Davvero, questo è un gioco recensibile in un tweet.

Ma non è affatto male il titolo della sconosciuta Mumbo Jumbo; certo è spartano in pressapoco tutto, è un titolo che meccanicamente poteva funzionare su NES visto che usa un pulsante ed il joystick/dpad, ed anche il look claymation -per quanto lo adori – è veramente fatto in economia, ma il gameplay è di buona fattura, il gioco può dimostrarsi alquanto difficile da rendere una buona gestione dei diversi power up (che durano un tot . di secondi) mandatoria, certamente non si finisce da solo, impegnatevi anche perchè avete crediti limitati.

Ci sarebbero anche delle musichette carine, però quasi impossibili da udire per il suono del continuo sparare che copre il resto del sonoro, e può essere alquanto fastidioso visto che non c’è assolutamente motivo per NON sparare, sempre. Oltre alla modalità storia avete un survival mode con tanto di punteggi, ed anche un multiplayer locale per due giocatori (che non posso provare), non poco per un titolo sconosciuto o low budget.

Poco da dire, se non siete fan degli shooter 2D con navicelle non vi perdete nulla di epocale, ma altrimenti questo è un titolo decente da aggiungere alla vostra collezione per pochi spicci.

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Corpse Party: Book Of Shadows PSP [RECENSIONE]

corpse party book of shadows

È ottobre, quindi il momento perfetto per parlare nuovamente di Corpse Party, la macabra e malata serie di visual novel/avventura horror che dopo diverso tempo trovò casa e maggiore notorietà con il remake dell’originale per PSP, di cui parlai l’anno scorso, e che presto diventò uno dei miei titoli preferiti di sempre: malatissimo, viscerale, inquietante anche in veste della sua veste grafica molto da titolo Game Boy/Super Nintendo (originariamente era un titolo fatto con RPG Maker, o simili “maker”), che vi faceva leggere cose orripilanti, le quali oltre ad essere malate, erano più efficaci in quanto immaginate e raramente rese visualmente.

A dimostrazione che anche serie di nicchia possono avere un po’ di ritorno economico se vendute al pubblico giusto, i giocatori occidentali successivamente poterono mettere mani su Corpse Party: Book Of Shadows, rilasciato anch’esso su PSP come titolo digitale, ed oggi parliamo di questo. I fan sapranno dell’esistenza di un altro seguito, Corpse Party Blood Drive, che stavolta uscirà anche in versione fisica sui mercati occidentali, ed avrei preferito coprire quello in questo mese (avevo anche prenotato una copia, cosa che faccio assai raramente), ma al momento in cui ho scritto la recensione la data d’uscita era ancora un vago “ottobre 2015”, quindi non avrei fatto in tempo a recensire pure Blood Drive, mi spiace.  Leggi il seguito di questo post »