Battlefleet Gothic Armada [Recensione]

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Piattaforma: PC Data di uscita: 21 aprile 2016

La Games Workshop in questi anni ha dato la sua licenza di Warhammer a praticamente chiunque e stanno arrivando sul mercato giochi di ogni genere da tutti i tipi di sviluppatori. La Tindalus Interactive, con pochi giochi strategici mediocri all’attivo, si è presa l’incarico di portare nel mondo videludico una versione del gioco da tavolo oramai abbandonato di Battlefleet Gothic, che si concentra sulle battaglie spaziali tra le fazioni di Warhammer 40k.

12a Crociata Nera

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Chi conosce il background, sa cosa succederà…

Il gioco offre una campagna che vi metterà nelle mani di Spire, un comandate del Battlefleet Gothic, la flotta di difesa del settore omonimo durante uno dei momenti più importanti per la storia dell’universo di Warhammer 40.000: parteciperete infatti alla 12a crociata nera, comandata da Abaddon il Distruttore. La campagna è divisa in 5 capitoli, che saranno scanditi da sequenze animate e battaglie storiche, anche se la campagna non seguirà fedelmente le vicende divenute oramai storia, per via dell’introduzione del personaggio del giocatore ed altri comprimari e per la possibilità data al giocatore di vincere battaglie che invece sono state perse dall’Imperium. In ogni caso la storia è semplice ed epica e serve solo a presentare nuovi scenari di battaglia.

La campagna si presenta come una grandissima mappa che racchiude tutti i pianeti del settore Gotico e il suo procedere sarà discretizzato in turni. Per ogni turno potrete affrontare un numero massimo di missioni per scacciare gli invasori dai pianeti. Ogni pianeta perso o in conflitto non conferirà i propri bonus all’esercito, ed i pianeti occupati saranno sempre di più di quanti interventi siano effettivamente possibili. L’idea in pratica è ottima, ma i bonus e malus derivanti dalla perdita dei pianeti non li ho trovati così incisivi a livello normale di difficoltà. Vincendo o perdendo battaglie si accumulerà esperienza, che potrà essere spesa per ampliare il proprio parco navi e per potenziarle. L’unico problema della campagna è che è particolarmente ripetitiva. Ci saranno missioni di vario tipo, da scorta a difesa ad attacco, ma sono tutte molto simili tra di loro per esecuzione ed approccio, visto che quasi tutte prevedono come condizione di vittoria oltre a quella loro specifica anche l’annientamento di tutte le forze nemiche, che risulta più semplice da eseguire a gioco inoltrato rispetto agli obiettivi primari. La difficoltà anche è estremamente altalenante e con picchi e valli inspiegabili.

All hands on deck!

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Le navi imperiali con il marchio Inquisitoriale sono bellissime

Il cuore del gioco sono le sue battaglie in tempo reale tra le astronavi. Le fazioni al momento usabili sono 5: Marina Imperiale, Space Marines, Eldar, Orki e Chaos, con gli Adeptus Astartes disponibili gratis per i primi due mesi di commercializzazione. La flotta Tau arriverà come DLC più avanti. Nella campagna userete solo la Marina Imperiale, ma nel multiplayer e nelle skirmysh saranno tutte disponibili.

Le fazioni sono ottimamente caratterizzate e si giocano tutte diversamente. L’impero ha navi lente, corazzate sul muso ed adatte a scontri ravvicinati, gli Eldar hanno navi veloci ma fragili, gli Orki navi estremamente versatili e pensate per caricare contro i nemici, il Chaos ha navi cecchine dalla lunga distanza e gli Space Marines sono come l’Impero, ma con più enfasi sull’abbordaggio e sul combattimento in faccia ai nemici. Ci sono diverse classi di navi, che vanno dalla deboli navi di scorta a gigantesche corazzate ed all’interno di queste classi ci sono navi che coprono ruoli diversi. Ognuna di queste navi ha un suo livello di  esperienza e può essere potenziata per mitigarne le debolezze o per accentuarne i punti di forza. Il livello di personalizzazione non è vastissimo, ma è sufficiente per preparare l’armata perfetta e per adattare le unità alle tattiche delle singole persone.

Come ho detto prima le battaglie sono in tempo reale e richiedono micromangment. Ogni nave ha svariate abilità di potenza non indifferente e capire quando e come attivarle è fondamentale per avere vantaggio sull’avversario. A questo si collega anche il micro del movimento delle navi stesse. Hanno tutte un livello di carburante che può essere usato per eseguire manovre speciali, come andare più veloci del solito oppure eseguire virate ad altissima velocità ed il loro utilizzo sarà fondamentale per poter portare il proprio lato della nave pieno di cannoni velocemente verso il nemico o per evitare mine e missili. Il gioco sembra molto semplice sulla superficie, ma è più complesso e nasconde molte meccaniche, come quelle legate all’invisibilità delle navi ai sensori nemici, o quelle legate alle regole dell’abbordaggio, ai danni critici, ai sottosistemi ed all’ammutinamento. La campagna cerca di introdurre i concetti fondamentali ma non fa un buon lavoro, il resto si dovrà imparate con l’esperienza sul campo.

Per far fronte a tutto questo il gioco cerca di equilibrare il tutto assegnando ad ogni nave un determinato punteggio e fa si che ogni scontro abbia un limite di punti massimo spendibili per schierare la propria armata. Tante piccole navi, poche navi grosse ma lente? La scelta sta al giocatore, ma il tutto non è proprio bilanciatissimo. È comunque piacevole e soddisfacente, il feedback delle navi è ottimo e si possono mettere in piedi ottime strategie o lasciare l’IA a gestire molti degli automatismi se ci si sente pigri.

Unreal Engine 4 all’opera

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L’interfaccia di battaglia è funzionale e chiara.

Il gioco è costruito sull’Unreal Engine 4 ed è bellissimo da vedere. Se i backdrop dei campi di battaglia sono forse un po’ banali, le navi sono assolutamente fantastiche, ricreate con perizia e piene di dettaglio. Quelle del Caos cambiano in base al dio che venerano, le imperiali sono bellissime cattedrali e quelle degli Orki sono rozzissime. I combattimenti sono molto piacevoli da vedere, con effetti particellari buoni e con una simulazione fisica delle navi e dei relitti più che buona. Mettersi in rotta di collisione con un nemico, mettere i motori al massimo ed assistere all’esplosione della nave nemica mentre viene penetrata dalle proprie è una gioia per gli occhi. Le musiche sono in piano stile Warhammer 40k e settano il giusto tono, ma nulla di particolare.

Devo dire, mi aspettavo chissà quale schifezza ed invece è uscito fuori un gioco competente. Le meccaniche ci sono, un po’ sbilanciate forse, ma ci sono, le flotte sono ben distinte e piene di personalità e tecnicamente il gioco regala. La campagna è monotona ed un po’ sottotono, per come è stata strutturata non regala il giusto senso di epicità come dovrebbe, ma è servizievole. Se amate Warhammer 40k e se avete voglia di uno strategico con astronavi, buttateci un occhio.

Voto 7/10

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