Ghost In The Shell (2017) [RECENSIONE] |Empty Shell

Ghost In The Shell 2017 locandina

Vorrei tornare a quando fu annunciato questo film, non tanto per quel marasma di lamentele sul whitewashing (in retrospettiva un altra caciara senza senso, visto che in sintesi il lato Hollywoodiano dell’industria è interessato solo al profitto, e perlo più se ne sbatte di implicazioni varie dei suoi progetti), ma perchè potevo immaginare quello che sarebbe potuto stare, coltivare nella mia testa qualcosa di più interessante di quello che temevo sarebbe stato il film vero e proprio, e non “temevo” l’arrivo del film.

(sottotitolo non originalissimo, lo so) Leggi il seguito di questo post »

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[ANISURGE!] La Tartaruga Rossa (2016)

Grind Café #26: NORMAN!!

NORMAN!!!

Prima o poi era inevitabile toccare il tema del “mostro umano” e della sua dipendenza quasi religiosa dalla figura materna, popolarizzato dall’immortale film di Alfred Hitchcock, fortunato a diventare uno dei registi più influenti e riveriti di questo media,  con un cognome del genere. Potete ridere, adesso.

Non parleremo di Psycho stavolta (ma arriverò a parlare del celeberrimo remake, forse anche dei 2 seguiti, prima o poi), ma di due diversi film di assai differenti decadi, un rinomato horror austriaco assai recente (almeno per gli standard di questa rubrica), ed un tuffo nell’exploitation anni 70 con un film sconosciuto che come tanti inseguì l’ombra del capolavoro di Hitchcock, con risultati della qualità che vi potete immaginare.

Buona lettura! Leggi il seguito di questo post »

[EXPRESSO] La Bella E La Bestia (2017) | Be My Live-Action Guest, I Guess

La Bella E La Bestia 2017 poster

Se c’è qualcosa che si può dire su questo film, è che esattamente quello che mi aspettavo dopo averne sentito alcuni commenti e letto alcune recensioni brevi.

Il che significa che non è un film brutto, ma uno di cui mi chiedo il perchè della sua esistenza. Domanda retorica, vista la disperazione e pigrizia in cui versa questa parte dell’industria, con il trend di riadattare in live-action opere nate ed amate come film animati (non solo Disney) anche perchè il pubblico generale si è abituato a non dover scomodare di un millimetro la propria immaginazione, ed a ripudiare l’animazione tradizionale, ritenendo più “dignitoso” qualcosa che è comunque un cartone animato con attori famosi in carne ed ossa.

Dico questo perchè non c’è molto da proferire su questo remake live-action che è fin troppo fedele alla versione animata della stessa Disney: sì, ci sono tanti piccoli cambiamenti, ma così minimali da rendere ovvio che sono nati dal dovergli fare. Notabilmente, ci sono molti più numeri musicali che lo portano in pieno territorio musical, con risultati gradevoli ma spesso fin troppo pedanti alla narrazione, messì lì “perchè qualcosa lo dobbiamo per forza cambiare”.

Sì, c’è un personaggio nuovo, LeTont, dichiaratamente gay, ma la sua importanza narrativa è quasi nulla, così come superflui sono i brevi retroscena su Gaston e la madre di Belle. Nulla che rovini quella che è comunque una bellissima favola senza tempo, anche se non sembrerebbe, visto quanto è sentito il bisogno di rivedere e rifare questi film senza tempo, cambiando qualcosa per non cambiare davvero nulla di importante.

É un film molto gradevole, splendidamente prodotto, con un’ottimo cast che si è senza dubbio divertito, ma è profondamente cinico e privo di anima propria. Se vi è piaciuta la versione animata, vi piacerà anche questo dispensabile adattamento live-action. Meh.

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[EXPRESSO] Autopsy (2017)

autopsy

Se c’è una tradizione horror che adoro, è quella di titoli iper-concisi come questo, Autopsy, che vi dicono subito di cosa parla il film, senza preamboli o titoli pomposi per cercare di darsi un tono anche se poi è il solito slasher fatto a stampino.

I Tilmen sono crematori e medici legali da generazione, ed anche Tommy e suo figlio Austin mantengono la tradizione facendo autopsie nell’obitiorio seminterrato della loro casa in Virginia.

Una sera arriva lo sceriffo e gli porta il corpo di una ragazza del quale la polizia non sa niente, dopo averla trovata sepolta sotto il pavimento di una scena del crimine. Padre e figlio quindi si mettono all’opera per scoprire qualcosa su questa ragazza, ma ogni nuova scoperta inquieta i due, specialmente visto che dall’esterno il corpo sembra essere perfettamente conservato, fin troppo ben tenuto visto quello che è celato all’interno…

Lo scenario è un po’ differente dal solito, di sicuro non ci sono molti film horror che hanno come focus principale quello dell’autopsia e di procedure da medico legale, sarei tentato di accomunarlo a roba come The Lazarus Effect (e ci sarebbe un motivo), ma non voglio insultarlo, questo non è affatto un brutto film dalle pedanti idee religiose.

Il problema più grosso è che dopo la prima parte molto ben fatta, più vi avvicinate al mistero più esso diventa abbastanza facile da prevedere, i clichè incominciano a farsi sempre più fitti, e la rivelazione del mistero è un po’ confusionaria ed arrabattata, con spiegazioni dei personaggi che non hanno molto senso.

Autopsy ha un buon cast, buoni effetti speciali, una premessa interessante, ma si deflata e rifugia un po’ troppo in clichè nella seconda parte. Nel complesso è un film decente ma vi lascia un sentore che poteva essere di più. Degno di considerazione.

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[EXPRESSO] Puzzle League DS

Puzzle League DS cover

Dopo diversi episodi in cui è stata venduta dalla Nintendo unendola ad altri franchise (come Tetris, Pokèmon e Dr. Mario su GBA), fa piacere poter vedere Puzzle League (noto come Panel De Pon in giappone) vendersi per quello che è, perchè francamente questa serie non dovrebbe aver bisogno di fare cavallina su altre, visto che abbiamo di fronte un eccelso puzzle game.

Questo episodio per DS (l’ultimo “principale”) è sempre curato dalla talentuosa Intelligent Systems, ed è semplicemente fantastico per gli amanti dei puzzle game. Il gameplay è alquanto semplice ed essenzialmente è un altra variante della classica formula “allinea 3”, ma la differenza è che qui i blocchi sono già predisposti nel campo di gioco che ascende, e voi potete solo scambiare di posto due blocchi adiacenti in orizzontale evitando che i blocchi arrivino in cima allo schermo, ed anche per meglio utilizzare il design, è un titolo che va giocato con lo stilo tenendo il DS “a libro”.

Ovviamente come tutti i grandi puzzle game, è di facilita imbarazzante giocarci e capire subito le meccaniche, ma altra cosa è saper osservare la griglia e capire che una sola mossa può innescare diverse combinazioni a catena, e c’è un pulsante per velocizzare l’ascesa nel caso vi sembri troppo lento.

La presentazione è alquanto spartana, ma alquanto stilosa, specialmente la musica che è davvero accattivante. Una cosa su cui a volte questi puzzle game sono carenti è il contenuto, ma non è il questo il caso di Puzzle League DS, che anche senza il multigiocatore online via WFC ha un fracco di modalità per giocatore singolo, e specialmente la sola sezione “puzzle” ha un sacco di roba da giocare, tanto contenuto e di qualità.

É davvero un eccelsa offerta che oggi può essere trovata a pochissimo e vale ogni spicciolo.

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[EXPRESSO] Kong: Skull Island (2017)

kong skull island locandina

12 anni dopo il noto remake di Peter Jackson, Kong torna con quello non è un prequel od un remake, solo un nuovo film su Kong, ed uno che ha pretese diverse rispetto a quelle del regista neozelandese.

Qui l’attitudine è più leggera e più tipica da monster movie, uno mischiato con un film di guerra sul Vietnam, e se l’idea di miscelare Platoon con King Kong sembra assurda, lo è, ma funziona molto bene, ancor più visto che il regista Jordan Vog Roberts chiaramente non voleva cercare di replicare il classico del 1933, ma fare un “b-movie” estremamente divertente che dimostra appieno il suo budget nelle scene d’azione tra/contro mostri, e la scelta musicale così ovvia e cosciente di esserlo.

La premessa è che il giorno del ritiro delle truppe americane dal Vietnam, uno squadrone viene chiamato per assistere scienziati e geologi nell’esplorare un’isola sconosciuta nel sud-Pacifico, detta Skull Island. Il problema è che c’è una scimmia gigante di nome Kong che non reagisce bene alle bombe lanciate sull’isola per sondare il terreno, e distrugge tutto quello che ritiene una minaccia.

Kong: Skull Island non aggiunge nulla al genere e non vincerà premi al Sundance, questo film esiste per farvi vedere mostri e Kong che li mazzuola, scenari esotici, la follia di un generale esaltato, ed altre cose che potreste aspettarvi sia da un film sul Vietnam sia da un film di King Kong, ci sono più o meno tutti i clichè, ma sono fatti assai bene da risultare familiari e piacevoli.

Una cosa inaspettata è il gore, voglio dire, c’è una citazione alla famosa scena di Cannibal Holocaust (pure confermata dal regista), e questo non ha restrizioni d’età di sorta.

Molto divertente e scorrevole, ci si vede per il seguito e/o il nuovo King Kong VS Godzilla. 🙂

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