[MELEE MANIA EXTRA] Senran Kagura Burst 3DS

Senran Kagura Burst

Piattaforma: Nintendo 3DS (Esclusiva)

Giocato alla/e difficoltà: Normale

Introduzione/ Informazioni Generali/ Storia

Volevo parlare di questa serie prima o poi, ma ci è voluto molto prima di trovare una copia di Burst ad un prezzo accettabile, e non è qualcosa per cui avrei speso volentieri il soldo extra, francamente, ma è una serie che volevo trattare su questa rubrica, una che si è fatta più strada del previsto, e potreste aver sentito nominare, non per buoni motivi, ma ci arriveremo.

E preparatevi qualcosa da bere perchè andiamo in profondità con questa recensione, ho molto più da dire sul titolo di quanto credevo.

Che ci crediate o no, c’è una storia, e se avessi fatto partire il gioco senza sapere per cosa è nota la serie (o senza guardare la cover), non avrei potuto dedurlo fin da subito il tipo di gioco che è.

Sì, parliamo della storia di Senran Kagura, non è una gag.

Senran_Kagura_Burst_screenshot_1

L’intro iniziale quasi-seria parla di come nel giappone moderno sia stata istituita una scuola di ninja (tale Hanzo) per evitare che la malavita continui a servirsi di loro per assassini vari, ovviamente nascosta come un normale istituto scolastico per non destare sospetti. Tali ninja sono affiliati e guardati dal governo (quindi detti “buoni”, secondo la logica del gioco), ma ovviamente non mancano i ninja fuorilegge che quindi sono “cattivi”.

Ed è esilarante come il gioco cerchi di implicare che la vita non è tutta rosa e fiori per i giovani ninja che crescono così, parla della tristezza di una vita di solitudine nascosti nell’ombra ed altre cose melodrammatiche.

Perchè tutto questo è aria nel vento quando altrettanto velocemente il gioco mostra quello che è realmente, con un cast di personaggi quasi esclusivamente al femminile che sono tutti vari stereotipi anime e fetish magnet da harem che vi potete immaginare, davvero (tirate uno stereotipo a caso e c’è), ed il fan service non è presente, è tipo quasi il protagonista della storia tanto è ovunque, costantemente, con tette che rimbalzano e di cui ogni personaggio è ampiamente fornito. Sono sorpreso che anche i raminghi personaggi maschili non ne abbiano.

La cosa esilarante è che c’è una storia vera e propria che cerca di emergere dalle zinne di quello o quell’altro personaggio (vedi le tipiche storie tristissime dietro ogni personaggio, come da tradizione shonen manga) come i rotoli ninja che magicamente appaiono dalle tette o da altre parti del corpo (di solito le tette, che sembrano avere una volonta propria) ma è quasi impossibile dare peso a questo mentre le shinobi perdono vestiti a piè sospinto, mangiano rotoli di sushi in maniera suggestiva e nuvolette di fumo o rami d’albero censurano “the naughty bits” nella obbligatoria sezione alle terme.

Il problema è che SE deciderete di prestare attenzione, scoprirete che francamente la trama non vale la pena di essere seguita, perchè è di una banalità estrema: ninja cattivi contro ninja buoni, senza però le bandane con la scritta “Ninja” per quelli buoni, e “Nin Ja” per quelli cattivi stile Godfrey Ho. É in sintesi la solita storia da shonen manga su come sia importante l’amicizia, le emozioni, e solite fregnacce del genere, condita da elementi tipici delle storie ninja usati per cercare di dare un po’ di drammaticità.

Senran Kagura Burst plotto

PLOT. Eventually. Maybe.

E per quanto genuinamente ci provi (a volte) la storia a non essere solo tette anime rimbalzanti e panty shot, è troppo mielosamente shonen per aderire, e quindi sembra una cosa dissociata, come se una persona avesse scelto il character design e gli stereotipi caratteriali, e poi qualcun altro avesse provato postumamente a dare un po’ di tono al tutto, cercando di virare la storia in maniera un po’ più seria e di caratterizzare u po’ i personaggi.

Il risultato finale è quasi una trama a due teste, con tentativi di dare più “dignità” ai personaggi e narrativa, e dall’altro un character design e gameplay che hanno ben altre priorità. E per quanto apprezzi eventuali sforzi di caratterizzare i personaggi e non rendergli del tutto monodimensionali, sono tentativi non particolarmente riusciti e quel poco che vorrei complimentare un briciolo mi diviene impossibile visto che ci sono dialoghi, eccome se ci sono dialoghi, e cutscene, sia con motore in-game sia stile visual novel. È sorprendemente (tutto considerato) quanta trama e dialoghi ci siano qua, ma appunto, è un caso da manuale di quantità su qualità, tanto in che certi punti particolarmente noiosi ho saltato direttamente la cutscene. Perchè?

Perchè il più delle volte ci vuole molto più tempo a leggere il testo e vedere la diarrea di cutscene offerte dal gioco che a giocare e finire la missione vera e propria. Anche se a volte c’è l’occasionale battuta o frase così pessima e/o svergognata da risultare divertente a modo suo, come quando a fine missione in cui recuperavate un rotolo ninja perso da una shinobi, e gli dice questo: “mi raccomando, la prossima volta stringilo meglio tra i seni”.

Più eloquente di così.

Senran Kagura Burst squid only

Gameplay / Combat System / Controlli

Una volta distolto lo sguardo dalle sise fin troppo generose e che si muovono anche troppo (il Team Ninja immagino vada a braccetto e bisbocci regolarmente con la Tamsoft), capirete che c’è un gioco, ed è un beat ‘em up a metà 2D e 3D, con movimento tridimensionale, combo complesse ma il tutto inquadrato di lato e con progressione lineare come nei vecchi beat ‘em up 2D stile Final Fight, con il touch screen inferiore usato per mostrare l’obiettivo della missione corrente o le stringhe di combo.

Il combat system è abbastanza semplice e tradizionale: attacco forte ed attacco debole, attacchi speciali che consumano la vostra scorta di rotoli ninja, un limit break che consuma un po’ di energia ma vi scrolla di dosso i nemici e vi dà qualche frame di invincibilità, etc, roba abbastanza standard. Le peculiarità di Senran Kagura consistono nel poter alzare in aria i nemici con certe combo ed inseguirgli a mezz’aria per martellargli con combo aeree, e soprattutto nel potete usare la “transformazione shinobi” una volta piena la relativa barra, che vi fa cambiare costume al volo ed aumenta attacco e difesa, oltre a ripristinare tutta la vostra salute.

Potete transformavi o potete andare in modalità Frantica quando inizia la missione, che quasi vi denuda (riducendo di molto la difesa, il che ha una sua logica) in cambio di attacco e velocità molto aumentati. Questa è una cosa che il gioco vi incita a fare, perchè completando una missione in questo status ottenete una stella, ed il gioco allude ad una sorpresa se lo fate per tutte le missioni. Cosa sia non l’ho mai scoperto, non che mi interessi, quindi googlate pure.

Non che vi spieghi come funzionino le barre Yin e Yang (il sistema di sviluppo del personaggio), cosa che sarebbe stata più importante e che farò ora io. Giocando normalmente ed usando la trasformazione ottenete esperienza, salite di livello con aumento di statistiche e qualche mossa nuova, e riempite la barra Yang. Per riempire la barra Yin (e sbloccare – presumo – altre combo) dovete giocare in modalità Frantica i livelli. Nulla di particolarmente complicato.

Senran Kagura Burst gameplay, yep

Il problema è che l’ho scoperto dopo aver finito entrambe le campagne, e solo perchè ho letto il manuale, incerto se mi fosse sfuggito qualcosa. Il che la dice lunga secondo me sull’utilità di questo sistema. Ed anche se il tutorial ne ha fatto una breve menzione e me lo sono dimenticato, non importa, perchè se sentivano il bisogno di forzarvi a giocare con forti handicap sapevano che c’era ben poco all’idea ed al sistema, visto il bisogno di darvi fin da subito una sorta di motivo oltre a “ragazzine anime ninja in mutande e reggiseno”. Sob.

Almeno i personaggi sono differenti l’uno dell’altro sia per combo che per stile di combattimento, perchè è inutile girarci attorno, questo è un combat system rotto dal sistema di inseguimento aereo: per quanto sia ganzo inizialmente fare catene di attacchi aerei, questo è un exploit che rovina qualsiasi pretesa di equilibrio di gioco e non aiuta affatto a rendere l’esperienza più divertente. Ancor più quando è incentivato dal gioco stesso, specialmente contro nemici obesi che hanno fin troppa vita (e sono capaci di interrompere le vostre combo) o per arbitrari imiti di tempo, che vi ritroverete a farlo di continuo per necessità od abitudine.

Non c’è assolutamente motivo di NON usare questo exploit, e non c’è nessun limite posto al suo uso, e la piccola gioia di poter fare combo dalla lunghezza tipica di un Dynasty Warriors se ne va subito per la lobotomica ripetività del tutto. E Dynasty Warriors è il modello preso ad esempio dal gioco, però non replicato del tutto, forse per quel vago brevetto sui musou che ha la Koei.

A prescindere da questi paragoni, anche per le boss battle è più che valido l’abuso dell’inseguimento e combo aeree (oltre alle mosse speciali che sbloccate giocando e vi aiutano fin troppo a ripulire lo schermo dai nemici), da cui non possono scappare MAI. Certo, alcuni boss parano ma non cambia nulla se non hanno attacchi a lungo raggio, e francamente il vero problema in queste battaglie non sono tanto i boss, ma le orde di nemici che vi attaccano, d’altronde questo è un gioco Tamsoft, qualsiasi trucco funzioni per farvi perdere (o cercare di) vale, e lo scoprirete giocando.

Senran Kagura Burst gameplay, yep 2

Il che ci porta al level design: i livelli sono impostati come quelli di un beat em up da Super Nintendo, cioè con una serie lineare di piccole aree/schermate in cui dovete sconfiggere i nemici che appaiono per poter proseguire verso destra, con la maggiore interattività con lo scenario che è distruggere oggetti come casse, biciclette e cose simili per oggetti di recupero salute e via dicendo. O no, nei livelli sulla spiagga potete colpire una palla da beach volley o rompere finestre in un singolo livello (anche questo non ha utilità pratica, si può fare e basta). Sigh.

Inoltre non so perchè darvi la possibilità di scattare a terra o correre, visto che le aree di gioco sono assai piccole e non campi di battaglia medio-grandi. È una piccolezza, sì, ma aiuta a cementare l’impressione di aver di fronte un beat em up 3D ingabbiato in una struttura 2D, è così che sembra Senran Kagura Burst, un compromesso insoddisfacente forse nato da questioni di budget, le quali non mi interessano (né devono, ad essere schietti). Semplicemente sa di compromesso.

Per quanto riguarda il flusso di gioco, partite da un hub di gioco per accedere alle missioni, salvare, parlare con altri personaggi, cambiare la shinobi utilizzata od andare nel camerino perchè ovvio che un gioco del genere vi permette di personalizzare in maniera più sconcia possibile i personaggi (come in Oneechanbara), se volete, io francamente non l’ho mai usato, non mi interessa, quindi non aspettatevi che ve ne parli, l’ho ignorato. O potete accedere alle varie funzioni direttamente dalle icone mostrate sul touch screen.

Le missioni di per sé offrono zero varietà, sebbene l’obiettivo sia testualmente diverso nella descrizione della missione, di fatto quasi tutte le missioni sono “uccidi tutti” o “uccidi tutti entro un certo periodo di tempo”, o sempre quelle con una boss battle a conclusione, e quando non sono esattamente così non cambia per niente quello che dovete fare.

Senran Kagura Burst gameplay, yep 3

C’è il problema della ripetitività, poi c’è quello della qualità del gameplay che è ripetitivo. Poi ci sono entrambi.

L’unica eccezione è contro il boss finale, che non è umanoide e quindi non può essere stunlockato con l’exploit della combo aerea, e richiede che teniate una punta di attenzione, ma sarebbe un boss mediocre in qualsiasi altro gioco. Yayyyyy.

Non ho un problema con la semplicità, ma se vuoi fare un hack n slash così retro da essere antiquato a livello di progressione e varietà, almeno abbi un combat system non rotto, ed una buona varietà di nemici da sostenere il sistema di gioco non più evoluto di Final Fight. Questo gioco non lo fa, perchè sebbene ci siano alcune tipologie di nemici, queste sono raramente “mescolate” in maniera interessante, e molti nemici sono reskin del lacche base che aspetta solo di farsi macellare, che il gioco vi tira addosso in dosi ben oltre l’eccessivo, trasformando lo schermo in una matassa di puro caos, con un vago sentore di musou.

Ma appunto, è un sentore, un segno di cosa il gioco vorrebbe essere, ma non vuole o può essere, ed il risultato è un gameplay caotico ma non divertente, specialmente quando il gioco vi tira addosso orde di nemici così grandi ed infinite solo per poter procedere al prossimo schermo e per gonfiare oltre i 5 minuti la durata di uno stage. Al punto che quando ci sono nuovi tipi di nemico (come le cameriere armate di fucili) questo non sono una benvenuta novità, ma un altro fastidio a cui badare.

Senran Kagura Burst loli gothic lolita maid with guns, as you asked

Obbligatoria gothic lolita con armi ed orecchie da gatto.

Quasi dimenticavo, a volte è pure difficile beccare il nemico, visto che il gioco usa un sistema di auto-targeting per indirizzare i vostri pugni contro il nemico più vicino (visto il set up appunto identico a Final Fight con identica camera), ed uno pessimo visto che spesso non riconosce che i nemici sono sì in una direzione, ma su un asse diverso dal vostro. Ma per la mancanza totale di equilibrio del combat system ed il caos totale che regna nelle pugne, questo difetto non ha vera importanza sul gameplay già piagato da altri più profondi errori/difetti, davvero imperdonabile sotto più aspetti, è orribile e rotto, punto.

Stile / Tecnica / Contenuto

Ovviamente il titolo ha una valanga di innuendo, panty shots e cose simili, ma francamente mi aspettavo qualcosa di ancor più imbarazzante, voglio dire, lo è, ma vi dovete spesso immaginare le scene perchè immagino non si potessero permettere cutscene animate in questa occasione. Ma c’è roba alquanto imbarazzante comunque, tranquilli. E tette gommose, come se fossero uno di quelle caramelle a forma di coccodrillo.

Tranne nel caso della ragazzina “tavola da surf” vestita da gothic lolita con benda all’occhio e la combo coda & orecchie da gatto (ci manchi mai 1 fetish all’appello), che parla di come invidia le minne delle altre shinobi, e che vi da una buona idea del tipo di humour che può avere un gioco del genere (sì, c’è una shinobi che vuole sempre controllare le tette alle altre per sport, nel caso dubitaste la presenza di quel clichè di quarta categoria), o la qualità dei dialoghi in generale.

Quando non ci sono cutscene con motore in-game, ci sono delle sezioni stile visual novel di una vapidità incredibile, voglio dire, c’è un frame in cui una delle protagoniste salta in aria con un toast & uovo che gli pende dalla bocca, devo dire altro? La cutscene iniziale animata però devo dire è tecnicamente ben fatta, nonostante tutto, e sì, c’è un’anime di Senran Kagura, od almeno un intero episodio pensato per fare da pubblicità al gioco, se mi ricordo bene. Non che mi importi.

Senran Kagura Burst opening anime cutscene

L’animazione dell’opening è fin troppo migliore di quanto il gioco si meriti.

Parlando di nemici, è un marasma totale: ninja colorate, studentesse comicamente obese, manichini animati, serpenti finti di legno, gothic lolitas con spade, maid con armi da fuoco stile Roberta di Black Lagoon e visory Cylon, studentesse con la physique di un nemico di Kenshiro dopato, studentesse che sembrano uscite dalla piscina, robottoni ciccioni “femmina” rosa, altre studentesse (praticamente venite assaliti dal cast di Azumanga Daioh), ragazze ganguro, etc. Non mi dispiace il delirante guazzabuglio tipico Tamsoft di cui è composto il cast di nemici, lo trovo quasi simpatico.

Una cosa che non si può togliere al titolo Tamsoft è la sincerità, forse nata da pura mancanza di un senso di vergogna, ma è sincero. Il suo stile che va ammesso è prendere o lasciare, perchè appunto non nasconde le sue intenzioni con falsa pudicizia -che comunque il gioco non ha -, e basta puntare il dito sull’artwork di copertina (anche se nessuno nel gioco ha quel contingente di mammelle) per capirne l’imbarazzante natura.

Non ne faccio cruccio a chi alza le sopracciglie solo a vedere il character design, perchè se non vi piace o non riuscite a sopportarlo (vi capisco in tal caso, io dopo anni di anime sono “insensibile” al fanservice, ma è roba di bassa lega comunque), c’è poco da fare, ed è pesante specialmente con il doppiaggio giapponese (solo quello, ovviamente) e come sentiate le voci squittenti delle shinobi fin dal menù iniziale. Perchè anche nei menù non stanno zitte.

Devo dire però che c’è un personaggio che mi spezza dal ridere, Haruka, la sadica e psicotica, più che altro per la fisionomia: sembra che qualcuno abbia inserire la testa di una barbie su un manichino da esposizione con lingerie, anche per le proporzioni stile anime c’è qualcosa che non torna del tutto. XD

Senran Kagura Burst hikage e katsuragi

Guardando Burst con occhio alla realizzazione tecnica, si vede che è un titolo low budget, il 3DS non è una putenza di specifiche, ma l’uso di sprite 2D per oggetti o superfici sullo sfondo (come cespugli o parti del corredo degli scenari) vi fa capire come non sia una produzione d’alto bordo, così come il continuo riciclo di location e modelli. È nel complesso “solo” mediocre e poco meno a livello tecnico, con alcuni cali di framerate che però accadono stranamente quasi solo nell’hub di gioco quando non c’è azione su schermo. Questo in contrasto con rari momenti in cui il gioco diventa innaturalmente più fluido e veloce (?). BOH.

Burst contiene sia l’originale release più la campagna extra aggiunta nella versione espansa, per due storie/campagne che in totale richiedono 12 ore circa per essere finite, e non c’è molto altro a parte diverse missioni opzionali ed il camerino in cui vestire o svestire le protagoniste con gli accessori e vestiti sbloccati giocando, assieme al solito contorno di music player, glossario, e bonus art. Non c’è altro, è un esperienza per single player, niente DLC o multigiocatore di sorta.

Ovviamente supporta il 3D, per cosa lo potete capire.

Una volta finita anche solo una delle due storie, avete visto tutto quello che il gioco ha da offrire, a meno due personaggi segreti (uno per fazione), ma visto com’è il combat system non è un grande bonus, e facendo solo le missioni principali vi accorgerete che di fatto non c’è poi così tanto da giocare per vedere la fine, il che è meglio perchè pure forzarvi a giocare le numerosi missioni opzionali (che in tal caso non sarebbero state opzionali) sarebbe stato da denuncia.

Senran-Kagura-Burst-Hub

La seconda campagna è quasi identica, solo che usate i personaggi di Hebijo e combattete quelli di Hanzo come boss, con alcune boss battle più impegnative ma parecchie solo più lunghe e potenzialmente più frustranti. Dirò che è leggermente meglio della campagna Hanzo, ma non di molto.

Considerazioni Finali

Il problema di Senran Kagura Burst non è tanto lo stile da anime ecchi, che è imbarazzante o svergognatello quanto volete, ma almeno è sincero su cosa vuole essere, ed apprezzo il suo volersi mostrare per quello che è senza nascondersi dietro un dito. Non che abbia un senso della vergogna, ma quello lo si può capire guardando la copertina.

Il problema è che anche se riuscite a digerire lo stile dei personaggi ed il fan service, il gameplay è imperdonabilmente noioso, formulaico, arcaico, e sebbene le basi per un buon beat em up ci siano, poco importa, tra un level design peggiore dell’originale Final Fight (e con la stessa progressione “uccidi nemici finchè non appare freccia che ti dice di avanzare”) ed un sistema di combattimento che cerca di scimmiottare Dynasty Warriors ma è privo di qualsiasi equilibrio, davvero“rotto”, tanto che il gioco stesso incita attivamente a trovare ed abusare qualsiasi exploit.

Il che diventa una necessità visti i boss sono sacche di punti vita, i nemici fastidiosi perchè vi vengono lanciati tutti assieme addosso, ed altri trucchetti da due soldi (tipici della Tamsoft) per cercare disperamente di fabbricare un briciolo di sfida. E cosa più importante, non è divertente, se non all’inizio per mezz’ora, prima di vedere il tutto degenerare in voi che esploitaite il sistema di inseguimento del nemico in aria. Di continuo. E di continuo. E di nuovo ancora, fino alla fine.

Senran Kagura Burst yep, this clichè

No comment. Non ce n’è bisogno.

E quando dico ripetitivo, lo dico sul serio, visto che quasi ogni missione richiede che uccidiate fin troppi nemici, o combattiate contro boss che sono exploitabili come i normali nemici, od entrambe, e qualsiasi briciola di divertimento nell’accumulare centinaia di combo se ne va, lasciando spazio solo ad una noia morbosa. Anche senza la campagna extra vi annoierete molto prima delle 6 ore che la storia principale richiede per essere finita.

Sorprendemente c’è molta storia, molti dialoghi, con una curiosità dualità al tutto, come se qualcuno avesse provato seriamente a dare un po’ di dramma e caratterizzazione ai personaggi oltre i design stereotipati, ma è difficile prendere il tutto anche un briciolo sul serio quando i personaggi hanno tette rimbalzanti di dimensioni eccessive o ci sono così tanti clichè da harem anime, e comunque tutto alla fine verte sulla solita mielosa morale da shonen manga, in cui il (ripetete con me) “potere dell’amicizia!” riesce ad uccidere mostruosità ancestrali ed a far sopravvivere i personaggi nonostante tutti i momenti tragici.

Una trama che anche i vecchi shonen manga troverebbero imbarazzante o ridicola, ad essere sinceri.

Senran Kagura Burst hikage

Hikage mi sta simpatica, perchè se ne frega, sentimento che condividerete dopo aver giocato Senran Kagura Burst.

C’è un seguito diretto per 3DS (oltre a seguiti/spin-off che ho sentito essere assai meglio, tipo MOLTO meglio), di cui parleremo successivamente, più che arrabbiato con la Tamsoft sono leggermente deluso, perchè il gioco sembra già avere basi migliori di Oneechanbara, ma buone intenzioni da sole non contano niente: non c’è scusa per voler fare un hack n slash vecchio stile in un mondo in cui esiste Double Dragon Neon, e tonnellate di titoli indie fatti in stile beat ‘em up retrò ampiamente migliori di questo.

Anche a voler essere più che eccessivamente generosi e far finta che tutta l’evoluzione del genere non sia avvenuta, Senran Kagura Burst è un pessimo titolo che riconferma lo stereotipo dei videogame stile anime di bassissima lega che si vendono sul fanservice (nascondendosi dietro esso) e non sulla qualità. E non vale il denaro, qualsiasi sia il prezzo a cui riusciate a trovarlo.

Questo è sterco, indifendibile sterco, mi spiace, lo è. Il fatto che i personaggi non siano così pessimi come sareste portati a pensare non è un’attenuante. Il fanservice può esistere, eccome, ma non può mai essere sostituto ad un buon gameplay, né dovrebbe. Tutte le tette anime del mondo non cambieranno mai il fatto che se il gameplay fa schifo, fa schifo. E qui fa schifo.

Avrei criticato l’annuncio del remake per PS4  (in arrivo l’anno prossimo) di questo con le meccaniche di Estival/Shinovi Versus, ma perchè no, difficilmente potrà essere peggio dell’originale.

 

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