Army Corps Of Hell PSVITA [RECENSIONE]

army corpse of hell cover

A memoria di come anche le idee migliori da sole non bastino, ci sono titoli come Army Corps Of Hell. La premessa è questa: eravate il signore degli Inferi, ma siete stato tradito, ucciso e questo non vi ha fermato, in quanto riuscite a sopravvivere e riapparire nei più bassi ranghi dell’Inferno, ed affidandovi ad orde di stupidi ma leali goblin, iniziate la vostra vendetta, il tutto per recuperare la corona di signore degli Inferi che vi spetta di merito.

N.B.: Questa è la prima recensione singola che faccio/facciamo sul Checkpoint Cafè, aspettatevene altre!

Lo stile grafico usato nelle cutscene è superbo, perfetto con il tono e con un pizzico di humour perchè essere un signore infernale a capo di legioni è una cosa, ma mai dimenticarsi di inserire un po’ di comicità deridendo i vostri inutili serventi e prendendoli a calci, come Overlord insegna.

Il gameplay è…. Pikmin, pressapoco, solo in forma action/hack n slash, senza esplorazione, con una struttura a missioni (sensata in ambito portatile) ed anche per questo molto più lineare. Muovete lo scheletrico overlord nelle mappe, ed usate i vostri serventi per attaccare i nemici, impartendogli ordini perchè non attaccate voi direttamente. Le truppe ferite non muoiono subito, in quanto possono essere rianimate se vi avvicinate velocemente a loro… come in Pikmin, appunto, e potete reclutare nuovi goblin nei livelli.

Avete 3 tipi di unità: soldati, lancieri e maghi, ognuna con propria utilità, ma i soldati (l’unità base che funzionano esattamente come i Pikmin, si aggrappano al nemico) sono fin troppo utili, visto che oltre ad aumentare il “massacro” (cioè il punteggio) totale facilmente, sono l’unica unità utile nelle boss battle. I lanceri sono rapidi ed efficaci per prendere e uccidere rapidamente un nemico lontano, visto che in formazione si lanciano in linea retta verso dove sono puntati.
I maghi sono sul baratro di essere inutili, servono davvero solo quando ci sono barriere elettriche o nemici con questo attributo, perchè i vostri goblin schiattano subito al contatto con l’elettricità, ma all’inizio sono ancora più inutili, visto che il 90 % delle volte i nemici sono in fiamme e potete mandarci contro soldati o lancieri, avvicinarvi per risanarli e poi continuare a ributtargli contro, e la dimensione delle aree in cui lottate rende ciò una cosa fattibile il più delle volte, almeno all’inizio.

army corps of hell cutscene

C’è un po’ di crafting con l’alchimia, che vi permette di creare armi, armature per le truppe e qualche oggetto di supporto come i tamburi usando le gemme rosse raccolte ed i vari oggetti ottenibili facendo spolpare le carcasse dei vostri avversari alle vostre fide truppe. Potete anche cambiare il copricapo ed il mantello dell’overlord, per qualche piccolo bonus.

Il touch screen ed i pad posteriori sono usati per attivare gli oggetti di supporto: nell’angolo sinistro in basso c’è l’icona dell’oggetto da toccare per iniziare una seguenza che vi vede battere ritmicamente i touch posteriori o strisciarli stile corde di chitarra per recuperare salute od aumentare l’attacco. Francamente sono gimmick superflue, ma “dovute” in quanto titolo di lancio di PS Vita e che “doveva” usarne le caratteristiche particolari…. in qualche modo.

Il problema grosso, quello fatale, è che è tremendamente ripetitivo. Nel senso, troppo.
I livelli vi vedono passare di piccole arene in piccole arene quadrate, in cui dovete uccidere tutti i nemici presenti per far apparire il ponte ed accedere alle altre aree, a volte richiedendo di collezionare le chiavi lasciate cadere e permettendovi di accedere a zone opzionali con magari qualche oggetto raro come ricompensa per ripulirle, ma in generale si tratta di mazzuolare i nemici con i vostri goblin di zona in zona, fino allo scontro con il boss che sconfitto apre un portale e vi permette di completare il livello. That’s it.

Army-Corps-Of-Hel PSVITA screenshot

Il che non mi dispiacerebbe, adoro i beat ‘em up e non mi dispiace neanche il sottogenere musou di Dinasty Warriors, ma il problema (oltre a voler infilare il combat system di Pikmin in un titolo action, a cui poco si presta) è nel level design, spoglio e privo di varietà anche a livello puramente estetico, visto che ogni area del livello è identica l’un l’altra, il solito pezzo quadrato di terra spoglia ed inospitale, che ha senso visto che siamo all’inferno, ma tutto incomincerà a sembrarvi identico, tranne quando il tutto sarà di pietra, che significa palette di colori anche più smorte.

Dettagli visto che il level design è comunque poco vario di per sé, cosa resa peggiore dall’altrettanto scarsa varietà di nemici, che diventa un problema enorme visto che c’è solo combattimento in questo gioco, ed il lato rts si limita a decidere che equipaggiamento mettere alla truppe e quante portarne con voi prima di iniziare una missione, oltre ad usare il comando per mettere le truppe in formazione ed evitare che vadano contro recinti elettrificati o fiammate che vengono dal terreno, queste ultime il pinnacolo di inventiva per quanto riguarda il level design. Ed anche i nemici più di varianti fiammanti/elettriche non è che offrano molto.

Le boss battle sono eccessivamente semplicistiche e quasi sempre sono più un fastidio che una sfida, visto che si condensano in inquadrare uno dei punti deboli del boss (chiaramente indicati), tirargli addosso le unità soldato, premere un pulsante per il loro super-attacco di massa, aspettare di poter ripetere il processo, e ripeterlo evitando gli attacchi del boss, spesso blandi o facili da evitare, ed anche i pattern sono riciclati, come a volte i boss stessi. Combattete un boss drago in un livello, e qualche livello dopo combattete un altro boss drago, che ha solo un attacco nuovo, e fulmini a caso che cadono nell’arena, come in un altra boss battle precedente.

Resta difficile complimentare il numero di boss decente di per sé, visto quanto sono spudoratamente riciclati di continuo, a volte proponendone due “ricicli” allo stesso tempo (che gioco di bassa qualità se non usasse tutti i colpi bassi di level design possibile?), ed un paio di rari livelli senza boss compensano ciò con un insulso numero di orde di nemici da tritare in ogni area.

Army Corps Of Hell PS VITA screenshot 2

La peggiore boss battle è quella contro Belzeebub: è una delle cose più fastidiose che abbia mai giocato, visto che come il nome fa intendere, combattete il signore delle mosche, ma le mosche sono assai più temibili del boss che le genera.
Non è neanche veramente troppo difficile di per sé, ma ci perderete tantissimo tempo perchè siete forzati a fuggire quando potete da orde di mosche che buttano di continuo in stato di pericolo le vostre truppe, aspettare che un moscone più grosso si avvicini e cercare di martellarlo con le truppe prima che riesca a buttarvele nuovamente a terra, e ripetere questo 5 volte prima di poter riuscire effettivamente ad arrivare con le vostre truppe vicino al boss e tirargliele addosso.

É incredibilmente irritante e frustrante, e dovete fare questo 3 volte nel livello in questione, perchè a volte i boss dovete combatterli brevemente a metà livello per poi combatterli “ammoddo” a fine livello. Ma anche le battaglie contro i normali nemici possono diventare irritanti, visto che avanzando nel gioco, nelle piccole aree dei livelli appare un numero grande di nemici, e diventa puro caos tra fiamme, fumo ed il semplice fatto che i nemici occupano l’80 % dell’area in questi casi.

E non è un gioco corto, cosa non bella da dire, ma avrei preferito che fosse stato molto più corto, perchè diventa ripetitivo molto velocemente, ed il piacere di spolpare i nemici sconfitti diventa routine con altrettanta rapidità, e non aiuta la mancanza di una vera storia o narrativa, visto che è una sequela di demoni che cercando di accopparvi mentre scalate i ranghi infernali.
E’ un titolo sorprendentemente, inutilmente, dolorosamente lungo, e più andate avanti, più il riciclo di elementi ed il gioco peggiora, mi ci sono volute più di 10 ore solo per finire il primo blocco di 20 livelli, perchè ce ne sono altri 40, che suona presto come una minaccia, visto che non potete capire da come è strutturata la storia o dalle cutscene se siete vicini alla fine.
Già verso l’8° livello incominciavo ad esserne stufo, vi dirò questo.

Ma sì, al 20° livello vedete il credit roll, che prenderò come un “partita finita” perchè la storia continua ed il gioco vi dice che “c’è ancora molto da fare”, ma dopo 13 ore, so già che questa rana bruttacchiona non diventerà un principe. Per curiosità ho provato il primo livello del Purgatorio, e l’unica differenza è che ora ci sono interruttori nei livelli, i livelli sono più lunghi ed i nemici sono sempre gli stessi ma ora prendono più colpi. Di passare altre 20 ore con questa roba non ne ho voglia, ho visto a sufficienza.

C’è anche un multigiocatore…. in locale, per qualsiasi motivo, c’è un multigiocatore per fino a quattro giocatori via ad hoc, che non ho modo di provare né mi interessa, avrei preferito varietà nel level design invece di una modalità inutile per questo gioco. Mah.

Army-Corps-of-Hell PS Vita touchpad minigame

A livello di presentazione, Army Corps Hell fa un ottima prima impressione, con il distinto character design offerto, tra overlord scheletrici infernali, goblin e demoni vari con alcuni buoni design, oltre ad altri più classici come bafometti, mostri mono-occhio levitanti, etc. Le cutscene sono forse la parte migliore del tutto, disegnate davvero bene e presentate in pseudo stile comic book per rendere l’effetto fumetto dark (reso, peccato che le varie immagini sono riciclate parecchio, ma in ogni caso Army Corps Of Hell ha un suo charm, non dissimile da quello dell’altra serie che “prende spunto” da Pikmin, cioè Overlord, perchè a volte è bello essere cattivi.

Tecnicamente lascia leggermente a desiderare, ma per un titolo di lancio ci si può passare sopra, perchè la resa grafica è comunque buona, e la musica è semplicemente perfetta, un buon numero di tracce metal di vario sottogenere, che pensavo fossero composizioni originali, ma sono varie tracce licenziate di band metal giapponesi, che fanno un ottimo lavoro, anche con testi un po’ engrish, ma che ormai prendo come una tradizione trascendentale ai giapponesi che cantano in inglese, con qualche assurda frase o cose simili.🙂

Commento Finale

Army Corps Of Hell, se non altro, serve da testimonianza al fatto che un buon design e direzione artistica, assieme ad un gameplay “fortemente ispirato” dall’amata serie Pikmin, non bastano a mascherare un titolo fatto solo per sfruttare la finestra di lancio e l’atmosfera “propizia”, sperando di rifilare questa mezza ciofeca agli “affamati” neo-possessori di Playstation Vita.

Nonostante il tono ed il look che rimandano all’altra serie nata sulla “scia” di Pikmin, Overlord, questo titolo Square-Enix decide di recuperare le basi del combat system della serie Nintendo, e solo quello, cercando di incastrarlo malamente in un impianto quasi da hack n slash, rimuovendo tutta la parte puzzle ed esplorativa e mettendovi a maciullare orde ed orde dei soliti ¾ nemici riciclati senza ritegno, come i boss od il level design, i cui massimi guizzi sono mettere fiamme che vengono dal terreno e recinti elettrificati, in uno strano ibrido tra Pikmin ed uno pseudo-action con bricioli di rts (assieme a qualche elemento gdr) che perde vivacità rapidamente.

Army Corps Of Hell artwork

Quando gli artwork promozionali del gioco sono molto meglio del gioco in sè… hai sbagliato qualcosa.

Il tutto diventa ripetitivo e più che monotono molto presto, ma il gioco ha pure il coraggio di essere lungo, e si ricicla senza pudore, procedendo per 13 ore fino ad un “finale”, e c’è più del doppio di livelli da giocare dopo, se non vi sarete già annoiati a morte del gioco molto prima. Se.

C’è qualche idea buona sparsa lì e là, ma non basta per rendere Army Corps Of Hell meglio di quello che è, un esclusiva di lancio PS Vita che pur non essendo orripilante, finisce le idee ed il fascino abbastanza velocemente, e si trascina svergognata per lunghissime ore, annoiandovi anche se trovate del divertimento nel gameplay, vista l’insistenza del gioco nell’offrirvi tanto “contenuto” (c’è anche il multiplayer… hm), curandosi molto più di averne tanto che offrirvene di qualità.
Lasciatelo sullo scaffale, anche nell’esigua libreria PS Vita c’è modo di trovare assai di meglio.

Voto Finale: 4.5 su 10.

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