PLATFORMATION #22: Kirby Planet Robobot

[EXPRESSO] Baywatch (2017)

Baywatch 2017 locandina

Giusto per essere chiari, di Baywatch so solo che aveva nel cast Pamela Anderson e David “The Hoff” Hasselhoff (che sì, appaiono qua in brevi cammei), e so della corsa al rallentatore. La mia conoscenza della serie TV originale è superficialissima, di fatto non l’ho mai vista davvero.

Ok? Proseguiamo.

Questo Baywatch è su una squadra di bagnini capitanata da Dwayne Johnson, il super boss della spiaggia, amico di tutti, paladino dei bagnanti, si ritrova nell’organico Zac Efron che fa lo stronzetto supponente, e cerca di indagare con la sua squadra su un giro di droga sulla spiaggia. Ovviamente la ricca donna che sembra cattiva e voler controllare tutti i terreni del lido non c’entra nulla con il suddetto giro di droga ed omicidi di personaggi importanti ritrovati sulla spiaggia.

Francamente l’intera sottotrama del giro di droga sembra esistere solo per allungare il tutto a 2 ore scarse (perchè sì), per dare del conflitto extra alla trama, ed avere un climax completamente fuori tono con il resto del film, non che importi visto che i cattivi sono stati sconfitti, yippe kay etc.. È esattamente quello che sembra, un film con Dwayne Johnson ( il nuovo genere emergente, di fatto), con un cast che è semplicemente perfetto e che chiaramente ci mette molta energia nel ruolo.

Il che aiuta vista l’altalenante qualità delle gag, con alcune molto cazzone ma divertenti, ed altre stantie come il nerd che non riesce a parlare quando la ragazza che gli piace gli rivolge la parola, od altre come l’indicare che alcuni personaggi corrano al rallentatore… più volte.

Nel bene e nel male è esattamente quello che vi potevate aspettare e probabilmente quello che volevate.

Mediocre, ma assolutamente guardabile e godibile, anche se avrebbe beneficiato di una durata più corta e nessuna stupida sottotrama della droga.

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[MELEE MANIA: MUSOU A-GO-GO] Arslan: The Warriors Of Legend PS4

[EXPRESSO] Spiderman: Homecoming (2017) | Your Hero Academia

Spiderman homecoming 2017 locandina

Oh, quel film pubblicizzato durante il supremamente mediocre Civil War! E la locandina è vera, purtroppo!

Carte sul tavolo: non ho visto né il primo né il secondo The Amazing Spiderman, la mia ultima esperienza con l’amichevole ragno di quartiere fu con Spider Man 3 di Sam Raimi al cinema. Non mi interessa particolarmente Spiderman come personaggio, né conosco bene le storie ed i cattivi, mi stuzzica il design camp di Mysterio, ma poi basta.

Sapete cosa, sarei più prono a punire il film solo per l’assurdo sfruttamento del brand, se non fosse che abbiamo qualcosa di assai valido, che ripercorre terreno familiare (anche se usa un villain come l’Avvoltoio, comunque messo in un set-up simile a quello di Green Goblin nel primo film della trilogia di Sam Raimi) ma riesce a dargli una propria impronta, più stilistica e moderna ma che cattura l’essenza del personaggio e non rende questo una copia carbone di altri film Marvel con cui è quali è collegato, ed evita roba come “zio Ben” o la storia d’amore con Gwen Stacy, non c’era il bisogno di ri-raccontare queste cose.

Tom Holland riconferma l’idea che era perfetto per il ruolo (come già era parso in Civil War) e Michael Keaton da solo è win, ancor più nei panni del cattivo (ironia amica mia, sì) uno convincente ed interessante. E l’obbligatorio cammeo di Stan Lee. Yay.

Il mio maggior problema è che anche con una regia che infonde non poca personalità alla pellicola, c’è il dover far rientrare il tutto in canoni che uniformino il più possibile questo agli film Marvel fatti e che verranno, in aeternam secolarum.

È un buon film Marvel, ma uno che non riesco ad apprezzare troppo per quanto detto sopra, ancor più dopo Wonder Woman, e specialmente quando esiste My Hero Academia.

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[ANISURGE] Castlevania

[EXPRESSO] Okja (2017)

Okja locandina

Dal regista di Snowpiercer, Joon Bong Ho, arriva una produzione Netflix alquanto interessante, quasi uscita da una bolla temporale per certi aspetti, visto che è la storia dell’amicizia tra una bambina ed un animale. Ma questa non è la storia del bambino che trova l’alieno/cane e lo nasconde alla famiglia, grazie a torturate soluzione del copione. È la storia di Mija, e soprattutto la storia del titolare animale, una sorta di ibrido tra un maiale ed un ippopotamo, uno dei “super maiali” della Mirando, un’azienda di carne che gli ha creati e fatti allevare per lanciare una lunghissima campagna pubblicitaria.

Quando Okja vince il concorso e Mija scopre la verità sul destino che hanno in serbo per l’animale che ha cresciuto da 10 anni, si precipita a salvarla, e si ritrova a venir aiutata ed usata dal Movimento Per La Liberazione Animale, che vuole rivelare la verità sui super maiali della Mirando, comandata da un’eccelsa Tilda Swinton e con Jake Gyllenhall in quelli di un presentatore tv amante degli animali ed ormai alle pezze.

Okja non è un film perfetto, ma emana passione da ogni poro, è genuino sia nel costruire questa fortissima amicizia tra Mija ed Okja, sia nel dipingere con brutalità il lato vero dell’industria della carne,l’ipocrisia alla base (ed anche alla cima) che permette accada mascherata con la favola degli allevamenti naturali ed il trattamento etico, senza però dipingere in maniera fin troppo positiva la posizione degli animalisti; due lati di un conflitto con cui Mija non vorrebbe avere niente a che fare, vorrebbe solo tornare in montagna con Okja com’era prima.

Toccante, brutale ed anche parecchio divertente, più di quanto credevo, Okja è caldamente consigliato, prendetevi 2 ore libere, andate su Netflix, o entrate a casa di un amico che lo ha, (facendoglielo sapere) se necessario!

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Shin Godzilla/Godzilla Resurgence (2016) [RECENSIONE]

Shin Godzilla 2016

Beh, finalmente eccoci, era dall’anno scorso che aspettavo di vedere nelle sale il nuovo Godzilla, meglio noto come Godzilla Resurgence perchè il titolo originale (e quello scelto per la proiezione italiana) “Shin Godzilla” è allo stesso tempo lampante e confusionario per i fan di vecchia data del lucertolone atomico, perchè “Shin” può voler dire fin troppe cose a seconda del kanji usato ed è già stato usato nei titoli originali di vecchi.

Ma tranquilli, è quello che pensate: un altro reboot. Che stavolta ignora pure l’originale del 1954, quasi sempre considerato a livello di continuità da film che altrimenti ignorano i precedenti.

E per evitare confusione: questo non è “Godzilla 2” (il seguito di Godzilla del 2014 diretto da Gareth Edwards, verso il quale fui fin troppo buono al tempo, in retrospettiva), quello uscirà nel 2019, si chiamerà “Godzilla: King Of Monsters” (sì, di nuovo) e sarà diretto da Michael Dougherty, meglio noto per il suo film antalogico a tema halloween Trick R Treat.

Questo è il film uscito nel 2016, diretto da Hideaki “non vi è piaciuto il finale? Arrangiatevi. Oh no, facemose sti rewrite” Anno, volendo un vero e proprio Godzilla tutto “made in Japan”, se proprio volete fare gli otaku snobLeggi il seguito di questo post »